Aiello del Sabato e il pizzillo

Aiello del Sabato e il “pizzillo”, THAT’S AMORE!

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Aiello del Sabato e il pizzillo
Foto di Mariarosaria Minichiello

Sento un buon odore entrare dalla finestra socchiusa della mia camera che mi distrae piacevolmente, non riesco a distinguere bene ma penso che sia la nonna che sta allegramente impastando e friggendo “pizzilli” a ritmo di simpatiche canzoncine intonate con le note sbagliate ma che suscitano in me un grosso sorriso.  Mi porta allegria quasi quanto il sole tiepido della primavera e i colori meravigliosi che la natura regala in questa stagione. Mi affaccio alla finestra che dà sui boschi aiellesi e vedo gli alberi da frutta colmi di fiorellini spostarsi leggermente, mentre un delicato venticello muove lievemente i loro rami che dipingono l’ambiente, insieme all’erba verde e grassa che torna a tinteggiare il prato del giardino in compagnia di mille margherite bianche. Avverto l’intensificarsi del profumo e mi precipito in cucina. Avevo ragione, è la nonna! Oggi è di buon umore e cucina.

Il "pizzillo" della nonna

il pizzillo e pastellaa
Foto di Giada Fossile

Le nonne, con il loro esempio, ci insegnano che con la semplicità e il sapersi reinventare sono capaci di creare tutto.Mi avvicino ai fornelli e m’immergo nelle parole intense e pure delle sue storie. Mi racconta che in passato, nelle case dei contadini di Aiello del Sabato, non c’era molto da mangiare e il pane non si poteva fare tutti i giorni. Così le nonne, per accompagnare i pasti, erano solite fare il cosiddetto “pizzillo”, una focaccia di grano cotta in padella. 

Lei lo cucina, di tanto in tanto, anche per accontentare mio padre, che dice che gli fa venire in mente i tanti ricordi dell’infanzia, soprattutto quando si incamminava con i suoi amici per le campagne aiellesi e si intrattenevano per ore a giocare e a fare merenda.

Prende la farina di grano, e la mette in una ciotola, aggiunge l’acqua a poco a poco, quanto ne serve, e inizia a mescolare, rigorosamente con le mani, prima non c’era mica la frusta, e lei, con i suoi pensieri antichi ma colmi di valori, preferisce ancora oggi non usarla. Aggiunge un po’ di sale e versa tutto in una padella già calda macchiata di olio. Dopo dieci minuti, quando ormai è dorato, lo gira per farlo cuocere anche sull’altro lato e ‘na votata e na girata’ il pizzillo è pronto. Ma attenzione:  non esistono forchette o coltelli, il pizzillo va strappato con le mani, ognuno prende il suo pezzo, come una volta quando le pietanze erano servite al centro in un’unica grande ciotola, e come dice mia nonna: “Chi era più veloce mangiava e chi invece no poco chiù lento acchiappava poco e niente”.  Mi è venuto un certo languorino, non riesco ad aspettare l’ora di pranzo. Aspetto che la nonna si volti verso la padella per continuare il suo lavoro e senza farmi scorgere gliene rubo un pezzettino.

Bianco, rosso e viola: il pizzillo si colora.

Il primo di maggio la maggior parte delle persone di Aiello del Sabato il pizzillo lo aromatizza con il ‘sarapullo’, ovvero  del timo selvatico che cresce spontaneamente nelle terre soleggiate dei boschi di Aiello che delimitano i confini del paese. Il suo odore è forte, pungente, inconfondibile e il colore dei fiori è unico,tra il rosa e il viola.

Aiello del Sabato e il pizzillo e timo selvatico
Foto di Virgilio De Girolamo

La ricetta del "pizzillo"

Ingredienti:

  • 1 KG di Farina di grano “00”
  • Acqua q. b.
  • No pocarillo ‘e sale

Il pizzillo tuttavia può essere condito come più si preferisce: c’è chi ci mette il sugo sopra quando esso è già pronto, può essere farcito con la confettura e può accompagnare qualche minestra; insomma di varianti ce ne sono tante, basta solo provare!

I Consigli della nonna:

  • Se non sapete girare il pizzillo, aiutatevi con un coperchio piatto.
  • Nella padella più olio mettete e più il pizzillo diventa saporito.
  • Il pizzillo va mangiato caldo, mi raccomando!

Non riesco proprio ad aspettare. Attendo qualche secondo che la nonna si giri ancora verso la padella e gliene prendo un altro pezzetto ma urto un barattolo, forse con del miele o della confettura. Fa rumore e la nonna mi scopre. Mentre rido,fuggo via.

Autore: Daniela Gioiella

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