Panorama Ariano

Alcuni tratti della storia altomedioevale di Ariano

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Panorama Ariano
Foto Giuseppe Perrina

Ciao a tutti, bentrovati ad un nuovo appuntamento alla scoperta di Ariano Irpino. Oggi vi parlerò della storia altomedioevale del Tricolle attraverso l’uso della documentazione pergamenacea superstite.

La prima testimonianza del toponimo Ariano

Foto Giuseppe Perrina
Foto Giuseppe Perrina

L’insediamento del Tricolle sorse, tra la fine del VI secolo e gli inizi del VII secolo, per necessità difensive e per offrire protezione agli abitanti di Aequum Tuticum e delle vallate circostanti.

La prima testimonianza del toponimo della città si trova in un documento cassinese dell’ultimo quarto dell’VIII secolo, si tratta di un atto di offerta fatto dal gastaldo beneventano Guacco o Wacco. Nel documento databile 777/778-796, il gastaldo Guacco, partendo per la guerra, offre al Santo Cenobio di Montecassino molti suoi possedimenti siti in Puglia, Basilicata e Calabria, tra cui un casale in Ariano.

La località Tricium

Le prime attestazioni di Ariano del IX secolo sono accompagnate da quelle di alcune località del suo territorio cittadino. Prima su tutte è il locus qui dicitur Tricium dove è presente una delle curtes di Potone, probabile esponente della famiglia principesca di Benevento. Costui in un documento, da datare tra l’830 e l’850, elenca per i figli e per i nipoti tutte le curtes che possiede, tra le quali anche quella in Triciu nel territorio arianese.

La prima chiesa

Nella seconda metà del IX secolo è documentata per la prima volta una chiesa nel territorio di Ariano. In un documento databile presumibilmente all’ottobre dell’anno 879, Aione, vescovo di Benevento e Siponto, elenca fra le chiese sottoposte al monastero di San Modesto di Benevento la chiesa di San Potito. Il culto del santo in questione, martirizzato nella vicina Ascoli Satriano sotto l’imperatore Marco Aurelio, risulta diffuso anche nel territorio di Benevento e di Eclano infatti ancora oggi se ne conservano i toponimi e, in alcuni luoghi, ne viene professato il culto.

La prima attestazione del castello

L’importanza politico-topografica di Ariano accresce nella seconda metà del IX secolo per via di due eventi: una fase di decadenza del principato beneventano dovuta alla Divisio Ducatus Beneventani dell’849 e alla concomitante pressione bizantina proveniente dalla Puglia.

Le autorità longobarde, sotto la guida dei duchi beneventani, decisero di potenziare le difese della città e decretarono la probabile costruzione del castrum (una fortificazione con mura di cinta) al fine di rendere Ariano un caposaldo difensivo del confine orientale con il tema bizantino di Longobardia.

La prima attestazione del castello longobardo è del marzo 892 ove Teodemari, figlio del defunto Ighelprandi, abitante nel castello di Ariano (habitator intus castello Ariano), vende case e terreni siti a Salerno, nonché mulini sul fiume Sabato vicino Benevento.

Torri castello Ariano
Foto Ariano in cartolina

La prima citazione della diocesi

Facciata Cattedrale Ariano
Foto Ariano in Cartolina

Alla fine del X secolo, attraverso l’intensificarsi dell’insediamento abitativo, il Tricolle divenne una vera e propria civitas e presto una possibile sede vescovile avente anche l’obiettivo di arrestare l’avanzata del culto greco-ortodosso proveniente dall’Apulia.

La diocesi di Ariano è per la prima volta documentata nella bolla di papa Giovanni XIII del 26 maggio 969, nella quale sono elencate le possibili sedi suffraganee del nuovo arcivescovo di Benevento. La documentazione però non ci consente di stabilire con precisione quando sia stata effettivamente fondata la diocesi. Si conosce però il nome del primo vescovo, Bonifacio, grazie ad un atto di vendita dell’agosto 1039 mentre in un documento anteriore, del 1016, si fa riferimento a un Pietro, archipresbiter, rector (eletto ma non ancora consacrato) episcopii Sancte sedis Arianensis.

La prima menzione delle mura

Nell’ottobre del 1003 sono ricordate per la prima volta le mura della città di Ariano ove Maio, figlio del defunto Cennamus, dona a Orso, preposito e rettore del monastero di S. Angelo, sito fuori le  mura di Ariano (super ipsa rebolta) e sottoposto al monastero di S. Sofia, una pezza di terra situata nel luogo detto “Pariano”, e riceve in cambio una vigna posta nella stessa località.

Vi aspetto su questa piattaforma per il prossimo articolo. A presto!

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