Acquedotto

AQP: il sogno di una grande opera ingegneristica

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Acquedotto
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E’ da qualche mese ormai che, insieme a voi, stiamo scoprendo le caratteristiche più particolari del nostro paese, ed è per questo motivo che oggi vogliamo compiere, attraverso questo nuovo articolo, un altro piccolo viaggio a Caposele, luogo dove ebbe origine la grande storia dell’Acquedotto Pugliese. 

L'acquedotto pugliese (AQP)

L’ AQP, opera che rappresenta un’ infrastruttura pubblica di approvvigionamento idrico-potabile, nasce, per citare l’avvocato Caruso, dalla “straordinaria generosità dei caposelesi nei confronti delle sitibonde terre della Puglia”, e quindi, in altre parole, il suo scopo principale era quello di porre fine una volta per tutte alla secolare mancanza di acqua in questo territorio.

L’idea di costruire l’Acquedotto Pugliese fu di un ingegnere foggiano che già nel 1868 elaborò un progetto basato su principi talmente avveniristici che per molti decenni furono ritenuti addirittura irrealizzabili. Infatti, solo nel gennaio del 1906 iniziarono i primi lavori per la sua costruzione, i quali, al contrario delle comuni aspettative, hanno fatto sì che esso diventasse uno degli acquedotti più grandi realizzati nel mondo e in tutti i tempi. 

Storia acquedotto
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Da dove ebbe origine l'Acquedotto Pugliese?

Come già anticipato nelle righe precedenti, tutto ebbe origine da Caposele.

Il nostro piccolo paese in provincia d’ Avellino rannicchiato ai piedi del monte Paflagone, divenne un luogo perfetto per porre degli impianti adibiti allo sfruttamento del fiume Sele, il quale rappresenta la prima fonte di approvvigionamento di questa monumentale infrastruttura.

Oltre che dalle sorgenti del Sele, l’acquedotto oggi si rifornisce anche da quelle di Cassano Irpino, in provincia di Avellino, dagli invasi artificiali sui fiumi Fortore,  Agri,  Sinni e Ofanto, e infine dal Lago Locone, situato nel territorio pugliese.

L'importanza dell'Acquedotto

L’acquedotto pugliese, oltre ad essere  di fondamentale importanza per la regione Puglia e per le zone limitrofe in quanto rifornisce di acqua più di 4 milioni di persone, rappresenta anche una struttura portatrice di vera e propria cultura.

Facendo riferimento all’imponente quantità di persone, tra tecnici ed ingegneri giunti a Caposele per l’occasione della costruzione dell’acquedotto, si è potuto notare, sin dagli anni dei primissimi lavori, un territorio nuovo e attrezzato per le nuove esigenze, su cui hanno influito tantissimi benefici di ordine sociale, culturale ed igienico. Inoltre si può aggiungere che a Caposele, in questo periodo, nacquero nuove relazioni e le varie culture si incontrarono in un arco di tempo di circa otto anni, fino a che l’acqua iniziò a zampillare per la prima volta a Bari nel 1915.  

Acquedotto Pugliese

In sintesi, dopo queste considerazioni culturali e storiche, è possibile definire l’acquedotto pugliese come un luogo in cui la potenza della natura e l’intelligenza dell’uomo si incontrano e collaborano come non hanno mai fatto prima, dando vita ad un colosso dalle numerose potenzialità.

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