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“Caduta”, il primo EP degli Hands

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fonte: @Hands

Far parte di una comunità significa decantare le bellezze che offre il territorio, esaltarne le qualità, le tradizioni. Ma non solo! Perché far parte di una comunità significa anche elogiare, sponsorizzare chi, amante delle arti, si cimenta in progetti musicali, tentando di farsi spazio nel vasto panorama musicale e artistico italiano. Oggi parliamo di musica, di ambizioni, ma soprattutto di amicizia. 

Abbiamo vissuto questo ultimo anno come in un perenne limbo, in una situazione indefinita ed indefinibile. Le piazza vuote, i bar chiusi, le saracinesche dei teatri abbassate. Nella stasi più totale, c’era qualcosa che repentinamente prendeva forma. “E’ l’ambizione, la rabbia, l’errore umano e, insieme, la dolcezza del proprio intimo. […] Ci insegnano (e ci insegniamo) che l’importante è iniziare, trovare la costanza e la volontà di spiccare il volo, dove si arriva, cosa ci aspetta come premio sentito in modo puro e spontaneo.”

Quando si è giovane e si ama la musica, si ama la folla. La sensazione di pienezza nel cantare davanti al pubblico una propria canzone, a trasmettere le proprie emozioni e i propri sentimenti.  Raccontare la propria storia e contemporaneamente scrivere pagine della propria vita. 

… e mentre la musica “fuori” si ferma, con bar, locali, piazze chiuse. Noi oggi vi raccontiamo una storia, un percorso. Quello degli “Hands”, Fiorenza Vigilante (Yayo) e Francesco Sorrentini (Frangos). Entrambi classe ’96, irpini Doc, lei di Venticano lui di Mirabella Eclano, nascono come duo voci e chitarra nel 2014.

il primo ep intitolato "caduta"

Venticano hands
fonte: @hands

Caduta è il risveglio da un sogno lucido: capisci che stai sognando, riesci a individuare l’inganno e improvvisamente cadi giù quando pensi di avere tutto”. La pubblicazione dell’EP degli Hands è recentissima, dal 15 gennaio è disponibile su tutti i digital stores. Racchiude cinque pezzi, di cui due nuovi titoli si sono aggiunti ai tre precedenti. L’EP si apre con “Labirinto“, una tortuosa dichiarazione di intenti in un mondo che fa del perdere se stessi la condizione necessaria della mera sopravvivenza. Un labirinto colmo di opinioni quotidiane, moniti, giudizi e limiti. Mai richiesti o comunque auto-imposti, che deteriorano lo spirito fino a renderci scatole vuote destinate all’oblio della cosiddetta “normalità”. Meccanismo tragico che può essere però invertito attraverso un paradosso salvifico: abbracciando le fragilità e brindando alla loro forza tutta da (ri)scoprire.

Segue poi “Senza te“, brano il quale vede protagonisti i synth, simbolo del pop italiano anni ’80, un passaggio da una dimensione soggettiva alle sfide emotive che tutti noi viviamo. Quel “Te” che apre all’autoriflessione, al cercare di riprendersi da quelle rapide distrazioni con cui tutti prima o poi ci scontriamo nella vita.

Il terzo brano è invece “Meister Icaro“, che parla al nostro ego, che ci rende vittime e carnefici delle nostre esperienze. Questo terzo singolo disegna una complementarità raffinata, non solo armonica: i singoli mondi sonoridi Frangos e Yayo si uniscono ritrovandosi per “mano” ad affrontare il volo naturale delle loro vocalità, della loro scrittura, della loro vita.

Dopo i primi tre pezzi, arriva “Viola“, che si cala in atmosfere più urban, strizzando l’occhio all’hip-hop e alla trap. 

Le note finali si tuffano nelle torbide acque del Nilo. “Kleo”– introdotta dalle parole del simbolo dell’attivismo LGBTIQ+ Harvey Milk- è un ipnotico tributo a Cleopatra, regina d’Egitto che qui si riappropria del suo infausto destino riappropriandosi di un innato e inarrestabile potere. Il suo “impero di cicatrici” non è altro che il regno delle delusioni più cocenti di una comunità che si ribella, sempre di più, agli ultimi morsi di una parte della società (o degli affetti più “cari”) meschina ed egoista. Mettendo in salvo la propria corona e il proprio orgoglio.

“La nostra Caduta è questo. La nostra Caduta è una resa incondizionata a ciò che ci ha sempre contraddistinto troppo velocemente, pregiudicando i motivi, i momenti salienti del nostro volo. E allora ci incroceremo a mezz’aria. Presto prestissimo

Venticano hands
fonte: @hands

Per ascoltare l’EP completo: 

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