Calitri Sponz Fest

Calitri: Il paese sponzato che si ‘ricrea’

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Calitri Sponz Fest
Fonte: Antonella Gallucci

Prosegue il nostro viaggio, addentrandoci, come vi ho anticipato, tra i vicoletti che ripercorrono l’intero centro storico della nostra Positano d’Irpinia. Passeggiando tra questi, il silenzio si fa assordante, si assapora un senso di pace e tranquillità; poche sono le anime che vi si incontrano, per lo più anziane, che ti scrutano, sorridendo con gli occhi e con il cuore; moltissimi sono i portoni di legno, sbiaditi dai raggi del sole, invecchiati dal tempo e dall’abbandono. Così, man mano che si prosegue, al senso di serenità subentra quello di solitudine, quasi di impotenza, specialmente per chi vive quotidianamente questi luoghi. Eppure c’è un periodo dell’anno in cui questi stessi vicoletti risorgono, respirando vita, suoni gioventù. Ebbene sì, questo periodo è lo Sponz Fest.

Il prima e il dopo Sponz

Lo Sponz Fest è un festival musicale, ma soprattutto culturale, ideato e diretto dall’artista Vinicio Capossela, di origine calitrana, che ormai dal 2013 regala al nostro paese una ventata di vitalità, e non solo. Il suo nome deriva dal verbo ‘sponzare’, che vuol dire letteralmente inzupparsi, rendersi fradici. Di cosa? Di musica, di balli, di sudore, di riflessioni, di luoghi, di abbracci.
Lo Sponz Fest ha segnato per Calitri una sorta di spaccatura nella linea del tempo: il prima e il dopo Sponz. Quante volte vi è capitato di dover spiegare, al di fuori dell’Irpinia, la vostra provenienza? Quante volte avete dovuto rinunciarci, ammettendo di essere semplicemente della provincia di Avellino? Immagino tante, troppe volte. Ecco, tutto questo per me è svanito negli ultimi anni, quando Calitri è diventato noto ovunque, riconosciuto come il paese ‘sponzato’, appunto. Può essere banale, ma non essere più ignoti ai più, per me è sempre stata fonte di orgoglio e sicuramente questo è il primissimo merito che va riconosciuto a tale evento, ma non certamente il solo.

Calitri Sponz Fest
Fonte: Antonella Gallucci

Ho avuto la fortuna e il piacere di partecipare ad ogni edizione da prospettive diverse, da semplice spettatrice, da dietro le quinte e negli ultimi anni da dietro un obiettivo fotografico che ha immortalato il miracolo realizzato: testimonianze di luoghi abbandonati che per qualche giorno hanno ripreso vita. Occasioni di immersione nella natura, di condivisione, per una volta non virtuale, ma umana, fatta di gesti, di parole, esperienze e tradizioni. 

Occasioni di scoperta di mondi e culture diverse e spesso lontanissime dalla nostra piccola percezione di orizzonte. Occasioni per cogliere l’essenza degli innumerevoli eventi, mai fini a se stessi e mai casuali. Occasioni per purificarsi dalla ‘peste’ che ci affligge.

"R'crià", da ricreazione

“R’crià” è il termine dialettale usato dai calitrani per descrivere la sensazione di divertimento provata in occasioni come queste. Ma non solo, “rcriá” deriva da ricreazione. Ricreare, ricostruire, spiritualmente, intellettualmente, ma anche economicamente il nostro paese.
Racchiudere sette anni di eventi, concerti, di artisti, di musica, poesia, tradizioni, balli, di albe e di tramonti, di amicizie nate per caso, di assembramenti in poche righe sarebbe riduttivo e poco appropriato, perciò rinvio ai prossimi appuntamenti tale scopo. Quello di oggi invece vuole essere un articolo di riflessione.
Ogni edizione, con una propria tematica di fondo, per quanto unica e per questo diversa da tutte le altre, si lega ad ognuna di esse per alcuni importanti rivoluzioni che ha segnato. Innanzitutto la riscoperta e la valorizzazione di luoghi, ormai abbandonati, di paesaggi sconosciuti, unite alla consapevolezza che i nostri territori possano essere, a dispetto di quanto i più credono e ci hanno fatto credere, una valida attrazione turistica. A ciò si lega inevitabilmente la consapevolezza che non basta più aspettare che siano gli altri a realizzare un miracolo al posto nostro, ma attivarci affinché questa rivoluzione sia un punto di inizio e non di arrivo, affinché il miracolo di Vinicio non sia stato realizzato invano, ma possa diventare il miracolo di ciascuno di noi, affinché Calitri possa ricrearsi, sotto entrambe le accezioni, durante tutto l’anno.

E’ un po’ questo lo scopo di questa piattaforma e dei miei articoli, perciò continuate a seguirmi per ‘ricrearci’ insieme!

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