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Gesualdo: la terra e le sue ricchezze

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Gesualdo
Foto di Alfonso Savino

Viene tutto dalla terra. Così vogliamo cominciare questo appuntamento dedicato a Gesualdo, alla sua terra e ai suoi prodotti.

Tra le varie comunità irpine vi è sempre la simpatica usanza di darsi un soprannome a vicenda. Per molti, i gesualdini sono, da tanto tempo, soprannominati “menestrari”. Questo termine viene dal fatto che nei vari mercati, ancora oggi, i commercianti di Gesualdo sono famosi per i prodotti ortofrutticoli, riconosciuti come delle vere e proprie eccellenza.

Gli orti e i suoi prodotti.

Il territorio di Gesualdo, nel suo versante Sud-Ovest, è caratterizzato da una terra molto fertile e ricca di acqua. Già gli antichi romani ne apprezzavano i frutti. Nel medioevo e nei secoli successivi questi orti sono diventati una delle ricchezze più importante per il tessuto commerciale di Gesualdo. Le numerose “peschere” in pietra usate per l’irrigazione sono oggi una testimonianza di questo immenso patrimonio. Basti pensare che fino a mezzo secolo fa erano oltre 50 le famiglie dedite alla produzione ortofrutticola. L’acqua filtrata dalla roccia locale, l’esposizione a sole, la generosità della terra e la maestria dei coltivatori sono la miscela perfetta per dare a tutti i tipi di ortaggi e verdure qui coltivati un sapore diverso, intenso, autentico.

Coltivazione sedano
Foto di Vincenzo Caloia

Tra tutte le eccellenze della nostra terra, per la loro unicità e qualità, spiccano il sedano di Gesualdo e il pomodorino seccagno di Gesualdo, i quali sono inseriti dalla Regione Campania tra i prodotti PAT (prodotti agroalimentari tradizionali). Oltre agli orti, come in buona parte d’Irpinia, le terre di Gesualdo sono ottime anche per vigneti e oliveti. Non a caso il territorio di Gesualdo è inserito nella DOC Campi Taurasini e nella DOP olio extra vergine di Flumeri.

Il re delle colture gesualdine, però, senza nessun ombra di dubbio, resta il sedano che in dialetto viene chiamato “accio”.

L'accio

Il sedano di Gesualdo è una varietà locale coltivata solo in alcune aree del nostro comune. Il periodo di coltivazione dura circa sei mesi, dalla semina di metà gennaio fino alla raccolta di giugno e luglio. Le piante migliori restano nei campi fino alla spigatura per garantire la semina della stagione successiva. Esso, grazie ai fattori già citanti, si presenta ben diverso dal sedano comune e quindi unico nel suo genere; è più piccolo, con un gambo chiaro e tondeggiante, le foglie, invece, sono di un verde molto acceso.*

Sedano
Foto di Vincenzo Caloia

Il profumo è intenso e il suo sapore è particolarmente dolce. Queste caratteristiche permettono di apprezzare il l’”accio” di Gesualdo sia cotto in stufati, soffritti e minestroni, sia crudo a insalata o meglio ancora in pinzimonio abbinato ad olio sempre locale. Tradizionale pietanza gesualdina è l’”accio e baccalà”.

Riscoperta

I sapori della nostra terra, anno dopo anno, stanno diventando un elemento chiaro e identificativo per la nostra cultura, non solo agroalimentare. Queste eccellenze vengo ormai riconosciute dai vari organi con il fine di valorizzarle e di conservare le tradizioni ad esse legate. Vari organizzazioni ed enti, ad esempio la SlowFood, con varie iniziative pongono al centro delle attenzioni i vari prodotti e le loro caratteristiche, fornendo a tutti una consapevolezza maggiore di tale ricchezza abbinandola al piacere, al gusto, alla tradizione, al sano. Valorizzare questi prodotti significa anche dare rilancio a tutta quella economia enogastronomica e al suo indotto, anche quello turistico.

*fonte Fondazione Slow Flood per la Biodiversità onlus

In attese di parlarvi ancora di Gesualdo su Irpinia World, va ricordato sempre che viene tutto dalla terra.

Autore Rocco Savino

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