Convento francescano

Il Convento francescano di Zungoli: tra storia, antropologia e religione

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Convento francescano
Foto di Fabrizio De Marco

Un monumento-simbolo

La storia di ogni posto è fatta, ineluttabilmente, anche di storia architettonica, monumentale e culturale. Il convento francescano di Zungoli è, senza dubbio, uno dei monumenti-simbolo del nostro borgo, un elemento distintivo, che ha sempre unito religione e civiltà, ospitando momenti di ritrovo tanto spirituale quanto laico.
Il convento sorge sulle vestigia di uno spazio precedentemente occupato dalla Chiesa di San Cataldo, costruzione che venne distrutta dal terremoto del 1456. Nella metà del XVI secolo fu edificato, attorno alla Chiesa di San Cataldo stessa, il nostro convento, una delle perle storiche di Zungoli.

convento
Foto di Letizia De Luca

 Attualmente il Convento si presenta  organizzato in due macro-strutture: quella strettamente ecclesiastica, con un coro ligneo del XVIII secolo, e quella che, un tempo, ospitava i frati francescani.  Quest’ultima area è articolata su due livelli: nel piano inferiore sono collocati i laboratori dove si lavorava la lana, il refettorio, la cucina e le cantine, mentre nel piano superiore sono ubicate le stanze dove risiedevano i frati.

Un luogo di fede, arte e cultura

 Dell’antica costruzione si conservano testimonianze di eccezionale pregio, fra cui spiccano: un affresco raffigurante la Vergine del Monte Carmelo, affreschi del Cinquecento nei locali a nord-ovest, attribuiti alla scuola del Tiziano, il suddetto coro ligneo del XVIII secolo, un riquadro in cui è dipinta la Madonna, una statua lignea della Vergine di epoca barocca e un dipinto su tela associato alla scuola barocca napoletana.

interno convento
Foto di Letizia De Luca

La struttura si è, da sempre, prestata ad ospitare eventi religiosi quanto laici, diventando un vero e proprio punto di riferimento per la vita antropologica e sociologica del paese, oltre che per l’importanza fideistica, storica e artistica di cui è testimone.

Al valore storico si aggiunge, per noi zungolesi, un dato quasi mitologico, mistico e leggendario: la possibilità che il santo eponimo abbia solcato questo stesso luogo di culto, impreziosendolo e impreziosendoci ancora di più. 

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