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Il grande borgo di Taurasi

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Scatto Instagram @lucomusello

Il borgo di Taurasi rappresenta un posto favoloso, dove arte e storia si incontrano per dar luogo a uno spazio magico, intrinseco d’amore e nostalgia. E stando seduto tra questi vicoli pieni di magia che voglio raccontarvi una storia d’amore che mi porterò sempre dietro.

Proprio in questo borgo, sugli scalini della Chiesa di S.Marciano Vescovo, patrono del paese, adoro ascoltare questa storia raccontatami direttamente dalla voce di mio nonno. Beh, prima di raccontarvi questa storia vi descrivo un po’ questa Chiesa: costruita nel XII secolo sulle rovine di un tempio romano, dopo una profonda ristrutturazione, la chiesa presenta una navata a volta affrescata, sostenuta da colonne in stile barocco. Apprezzabile anche l’annesso campanile a base quadrata costruito nel XII secolo. Forse meglio non regredire troppo: vi racconto ora questa storia d’amore!
Correvano gli anni sessanta, anni in cui finalmente si voleva stendere un velo pietoso sulle ipocrisie e sull’autoritarismo della morale tradizionale borghese, cattolica e repressiva nei confronti dell’amore. Risuonavano le poesie cantate di De Andrè. E questi vicoli, queste pietre su cui ora sono seduto si facevano portatrici di magie travolgenti. E fu proprio in questo posto incantato, deliziato dal castello marchionale in cui hanno soggiornato poeti del calibro di Torquato Tasso, o compositori come Carlo Gesualdo che nacque l’amore tra i miei nonni.

“Hey nonno, mi racconti la tua storia d’amore?
“certo Salvatore! Ancora oggi, dopo un cinquantennio e più ricordo quei bei momenti passati in piazza. Eravamo felici. Si cantava e ballava e non posso mai dimenticare quella spensieratezza, e quanto oggi mi manca. In quei momenti, scorgevo, dietro la finestra del secondo piano di questa casa di fronte a noi,il suo viso. Affioriva l’anima, passando davanti ai miei occhi la sua immagine.Sai, quando ero giovane ti somigliavo tanto, e mi portavo dietro la tua stessa timidezza. Ma sappi Salvatore: “uno scoglio non può arginare il mare!” Passavo i giorni seduto qui a guardarla, sperando potesse accorgersi di me. Finalmente mi feci coraggio. Iniziai a spedirle lettere piene d’amore, e proprio quegl’uccellini che ora senti cinguettare ne erano i messaggeri. Mi ero quasi arreso, lei continuava imperturbata a star seduta lì, dietro quella finestra. Avevo perso le speranze, ma un giorno, come una vera favola d’amore, la vidi scendere e venire verso di me. Fu così che preso da un istinto libidico che le presi la mano, e, travolti dalla passione, in questa cornice mossa dai moti del sessanta, iniziammo a ballare. Ero felice! Fu il giorno più bello della mia vita!”

scritto da: Santosuosso Salvatore.

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