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La Castelluccia di Solofra: la storia e il parco

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Radura Castelluccia a Solofra
Parco della Castelluccia a Solofra (foto di Pasquale Ciuci)

I cenni storici contenuti nell’articolo sono stati integrati dalle ricerche del sito Solofra Storica, curato dalla prof.ssa Mimma De Maio

Se chiedeste a un solofrano di raccontarvi in che condizioni versi il verde pubblico della città sono pronto a scommettere che vi risponderebbe con una risata amara e vi chiederebbe di poter cortesemente cambiare argomento. E’ quello che, in tutta sincerità, a volte farei anch’io.

Questa è tuttavia la ragione per moltiplicare gli sforzi di conservazione e valorizzazione di ciò che esiste (e resiste), come il parco facente parte del Santuario di Santa Maria dell’Assunta, più comunemente noto come la Castelluccia.

Un luogo di transito fondamentale

Panorama solofra castelluccia
Vista panoramica di Solofra dalla Castelluccia (foto di Pasquale Ciuci)

Oggi, con strade più o meno moderne, autostrade, gallerie e ponti, può risultare difficile rendersene conto, ma basta fare un piccolo passo indietro nella storia per capire quanto sia sempre stato decisivo il territorio di Solofra nel tenere vive le comunicazioni tra le zone più interne della provincia irpina e le zone costiere, che hanno significato per lungo tempo sviluppo e crescita.

Data la natura piuttosto impervia del territorio che circonda la conca solofrana, i sentieri naturali che dall’entroterra irpino consentivano di raggiungere le valli dell’Irno e del Sarno (e quindi le coste salernitane), e che attraversano il territorio di Solofra, sono sempre stati molto preziosi. Chiunque abbia abitato queste terre si è sempre premurato di controllarli e sorvegliarli, perché perderne il possesso avrebbe significato rinunciare al commercio, alla cultura e quindi alla sopravvivenza stessa. Uno di questi sentieri, che collega la conca con la valle del Sabato, si chiama Vallone dei Granci e a margine di questo sentiero si trova una sporgenza rocciosa dalla quale è possibile ammirare l’intera città di Solofra ancora oggi: la Castelluccia, appunto.

Il santuario di S. Maria dell'Assunta

chiesa castelluccia a solofra
Chiesa di S. Maria dell'Assunta (foto di Pasquale Ciuci)

Per quanto abbiamo detto prima, appare ovvio che la Castelluccia abbia goduto di una certa importanza, soprattutto per i primi insediamenti sanniti e romani della zona, nelle questioni militari e di controllo del territorio. Possiamo vederlo come un antichissimo casello autostradale da cui si era sostanzialmente obbligati a transitare ed esattamente come sulle moderne autostrade sorgono aree di servizio e stazioni di rifornimento così qui col tempo sono sorti ostelli e taverne che offrivano ristoro a chi viaggiava. Il luogo è divenuto col tempo sempre più vitale, fino a ospitare in tempi più recenti, proprio sul cucuzzolo dello sperone roccioso, il Santuario di Santa Maria dell’Assunta. 

Si tratta di un centro storico del culto della Festa dell’Assunta, che a Solofra ha radici molto antiche e che ancora oggi qui viene celebrato annualmente, a metà agosto, con cerimonie religiose, feste popolari e, per chi è particolarmente devoto, un pellegrinaggio che ha come destinazione proprio il santuario.

Il parco dei solofrani

Viale di ingresso della Castelluccia (foto di Pasquale Ciuci)

Nel complesso del santuario è presente il parco a cui facevo riferimento in apertura di articolo ed è un parco a cui tutti i gli abitanti di Solofra, chi più chi meno, sono molto affezionati.

Oltre a ospitare la festa popolare del culto mariano, infatti, il parco della Castelluccia è uno dei luoghi privilegiati dai solofrani (e non) per le scampagnate primaverili ed estive, è spesso il rifugio di chi cerca un po’ di tranquillità e frescura per leggere o studiare, ed è un tesoro di un valore che appare inestimabile a chi alle passeggiate nel verde non vuole rinunciare nemmeno in un contesto meno rustico e più tecnologico come quello di oggi. 

Area picnic della Castelluccia (foto di Pasquale Ciuci)

Il viale alberato all’ingresso immette, da un lato, sull’area picnic, attrezzata con tavoli coperti e panchine, e dall’altro sulla radura che tradizionalmente ospita la festa popolare dell’Assunta, mentre al centro del parco è posta la piccola chiesa del santuario. L’accesso al parco è libero, con l’unica sacrosanta raccomandazione (con tanto di cartello che campeggia all’ingresso) di non disperdere i rifiuti e di non danneggiare le strutture.

È un luogo che è impossibile non menzionare, se si deve raccontare Solofra per qualcosa che non sia solo la sua storia economica e industriale. Fin da quando la strada che da Solofra porta fino alla Castelluccia era poco più che una viuzza sconnessa (e che, per un tratto, è oggi chiusa al transito delle automobili per l’instabilità delle pareti rocciose), questo parco ha raccolto le feste, la convivialità, la musica e l’animo più allegro del popolo solofrano e ha rappresentato quel luogo di ricreazione e ritrovo che le taverne che qui sorgevano nei tempi più remoti già erano per i pellegrini, i soldati e i mercanti.

È uno di quei luoghi da preservare, insomma, da difendere dall’incuria e a cui tributare il giusto riconoscimento, uno di quei luoghi di cui raccontare le storie e conservare le fotografie, perché in fondo è nel ricordo dei momenti trascorsi in posti come questo, con gli amici e le persone care, che si vive.

Dov'è la Castelluccia?

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