Carnevale lauro

La quadriglia e il Laccio d’amore, questo è il Carnevale di Lauro e del Vallo

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Carnevale lauro
Fonte: Fb @c'era una volta al borgo - Lauro

Il Carnevale non rientra tra le mie ricorrenze preferite, non mi è mai piaciuto mascherarmi … nemmeno da bambina, ma ho sempre amato e spesso vissuto in prima linea le tradizioni e il folclore della mia terra che anche in occasione della festa dell’opulenza ha da offrire qualcosa di diverso dai carri allegorici o dagli elaborati ed eleganti costumi: la quadriglia e il laccio d’amore, questo è il Carnevale di Lauro e del Vallo.

laccio d'amore - diamante
Scatto di Tilde Schiavone

il laccio d'amore

Il laccio d’amore (o ballintrezzo) è una danza popolare molto originale tipica del Vallo di Lauro ma conosciuta ed eseguita anche in altre località campane e abruzzesi. Ha origini piuttosto antiche, si pensa addirittura preistoriche,  ed è legata al corteggiamento e ai riti propiziatori per la fertilità.

Il ballo prevede 12 coppie, simboleggianti i mesi dell’anno, posizionate in cerchio attorno a un palo da cui si dipartono 24 fili ognuno gestito da un danzatore. L’intrecciatura dei fili rappresenta l’interrelazione tra i mesi mentre il cerchio rappresenta il sole, fulcro di ogni cosa.

Caratteristiche della danza sono dunque l’intreccio e il disintreccio dei fili, attività che genera particolari figure geometriche tra cui la più bella è sicuramente il diamante.

carnevale lauro
Fonte: Fb @c'era una volta al borgo - lauro

la quadriglia

Completamente lontana nel tempo e nello spazio è invece la quadriglia, l’altra danza tipica del carnevale valligiano che generalmente precede il Laccio d’ Amore.

Essa venne introdotta dai francesi nel ‘700 e affonda le proprie radici nelle danze contadine d’ oltralpe sviluppandosi poi col proposito di semplificare il ballo del cotillon. Essendo anch’essa una danza legata al corteggiamento, si  balla in coppia e consiste nel creare delle coreografie come la stella, il ponte, il doppio ponte,  i quattro squadroni, il serpente, il doppio cerchio e i cinque cerchi.

Sia per il Laccio d’ Amore che per la Quadriglia è prevista la figura del “maestro” che dirige le danze dando dei comandi che, nel caso della quadriglia, si presentano in un francese dialettizzato: gran discene, al avant,  girè, ballanzè etc.

quadriglia bambini Lauro
scatto di tilde schiavone

il carnevale nel vallo di lauro

Archiviate le feste di Natale, dalle nostre parti si pensa all’organizzazione del  Carnevale e così, nei vari paesi del Vallo di Lauro le associazioni culturali, le scuole, le pro loco … o anche gruppi provvisori di persone iniziano ad incontrarsi e a progettare, col beneplacito delle amministrazioni comunali, le prove delle danze che dovranno poi inondare di allegria e spensieratezza i giorni del Carnevale in questi piccoli borghi ricchi di storia e cultura che fortunatamente riescono con cura a custodire e a tramandare le tradizioni e il folclore.

Si prova, ci si aggrega, ci si diverte tutti! Il Carnevale non ha età e la Quadriglia e il Laccio d’ Amore sono danze che ognuno conosce e ognuno balla: i bambini, i giovani, gli adulti e persino gli anziani. Ogni gruppo è generalmente supportato da una comitiva di seguaci che si travestono, fanno scherzi e distribuiscono rametti di mimosa al pubblico.

La tradizione vuole poi che nella domenica che precede il Carnevale i gruppi di ballerini visitino i paesi del Vallo (anche se negli ultimi anni si tende a esportare il folklore valligiano anche oltre questo territorio), mentre nel giorno di martedì grasso ogni gruppo folk danza nel proprio comune con banda al seguito, recandosi nelle piazze,  nei  vari rioni ed eventualmente nelle frazioni.

quadriglia vallo lauro
scatto di tilde schiavone

i costumi

Grande importanza hanno anche i costumi, essi sono il biglietto da visita e ogni paese conserva e tramanda l’abito prescelto che serve a distinguere la propria quadriglia da quella degli altri paesi e da quella degli altri gruppi.

Parliamo di costumi da popolano che inevitabilmente presentano caratteristiche comuni, così se per il cavaliere sono previsti pantalone alla zuava, camicia bianca con maniche larghe, gilet e fazzoletto al collo, la dama indossa gonna alla caviglia o al polpaccio, grembiule bianco, talvolta mutandoni o sottogonna, camicia larga bianca con corpetto,  fascia in vita o gilet e calze bianche.

I colori, i tessuti, le rifiniture variano e il costume di ogni paese o gruppo tende a conservare negli anni i propri tratti distintivi.

L’ abbigliamento del maestro invece si differenzia da quello dei danzatori, è generalmente sobrio e presenta pantaloni neri lunghi, giacca nera e papillon.

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