Terra delle madri fiori morra

La terra delle madri

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Terra delle madri fiori morra
Foto di Emanuela Bisanti

Domenica c’è stata la festa della mamma ed oggi, passeggiando con la mente per le stradine di Morra, vorrei parlarvi di un qualcosa di particolare che riguarda proprio il ruolo delle donne nella vita del paese.

La centralità delle donne

Una giornata di festa importante quella che cade ogni seconda domenica di maggio, una ricorrenza che ci dà la possibilità di (ri)apprezzare l’importanza della figura materna. Io, dal canto mio, ho sfruttato quest’anno l’occasione per riflettere su un dettaglio che spesso non viene raccontato nella storia di Morra.

In pochi, infatti, hanno fatto caso ad una cosa negli anni: Morra è divisa in due. Da una parte “i padri” e dall’altra “le madri”. A cosa mi sto riferendo? Alla cultualità.

Morra ha un esempio ben delineato di come nei millenni la stratificazione culturale abbia assegnato un ruolo predominante alla figura femminile nelle campagne, dove la terra, “madre” di tutto ciò che ci circonda, ha il compito di dare nutrimento, ad umani ed animali. Ed ecco che nei secoli a figure femminili è stato assegnato il compito di “vegliare” sui nostri campi e boschi.

Terra delle madri Santa Lucia Morra
Particolare della statua di santa Lucia

Da una parte infatti troviamo i culti femminili a “Piano di Tivoli”, zona archeologica che vede la presenza di un santuario italico di cui parlerò approfonditamente più avanti in questo viaggio, con la dedica ad Artemide prima, Diana poi. Entrambe legate al ruolo della donna ed alla sua protezione come generatrice di nuova vita.

Non è un caso che i culti agrari qui, ancora oggi, abbiano una connotazione spiccatamente femminile. Basti pensare a chi porta la “corona” di fiori in occasione della festività della Madonna di Montecastello, un momento particolare per la collettività dove le donne hanno il compito di costruire e portare in processione un dono per la colei che è considerata essere la madre di Dio.

Terra delle madri statuina morra
Statuetta di figura femminile in terracotta

Donne che si rivolgono ad una donna

Naturalmente tutto ha una spiegazione più che logica: dove c’è la terra, dove c’è un qualcosa che abbia a che fare con la vita, nei secoli è stato dato il compito alle donne di proteggere e alle donne di fare in modo che ciò potesse verificarsi. In quest’ottica andrebbe rivisto anche il ruolo delle janare. Il nome deriverebbe dalle sacerdotesse proprio della dea Diana, donne le quali dedicavano la propria vita al servizio della divinità, in verginità. A loro era assegnata la cura degli animali d’allevamento quando qualcosa andava storto, a loro era affidato il propiziare parti non dolorosi per le donne in famiglia e a loro era affidato il compito di evitare carestie.

La donna, in pratica, ha avuto sempre il compito di portare avanti quella che è la nostra civiltà e la nostra cultura e lo si vede anche da queste manifestazioni culturali. In campagna, a Morra (ma non solo), il regno è femminile, ed ecco che troviamo a nord la Madonna di Montecastello, a est quella dei Caputi, a sud Santa Lucia e più anticamente il santuario di Artemide/Diana, come già detto.

Ma non va dimenticato il santuario forse più importante dell’antichità, quello della Valle d’Ansanto, a Rocca, dedicato, guardate un po’, alla dea Mefite e che oggi ospita un luogo di culto dedicato ad una santa donna, Felicita. Sempre una divinità femminile, sempre dove c’è da avere a che fare con la vita, ma anche con la morte.

processione del 19 giugno 1955 morra
Processione del 19 giugno 1955 a santa Lucia

In pratica Morra è circondata da donne che difendono la vita. In senso lato. Alle donne, madri e non, è dato il compito di difendere e far portare rispetto a quella che, alla fine, è la madre di tutti noi: la Terra. Come vedete anche da un piccolo posto come il questo, il messaggio che ci viene lanciato è ben chiaro: alle donne è affidato da sempre il compito più difficile, portare avanti la vita, e proprio per questo meritano dignità, rispetto e la giusta considerazione all’interno della nostra società.

Alla prossima…

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