La vendemmia a Pietradefusi

CONDIVIDILO CON I TUOI AMICI!
Vigneto-Pietradefusi
Fonte: Forum dei Giovani

A Pietradefusi, un paese in cui da sempre l’agricoltura predomina sugli altri settori, la viticoltura è stata una delle prime fonti di guadagno, oltre alle coltivazioni del tabacco. Quando comincia il periodo della vendemmia, molti abitanti si ritrovano in un momento che, nonostante la fatica, è conviviale e gioioso. Le zone di spicco per la produzione del vino sono Sant’Angelo a Cancelli e Vertecchia, immerse nel verde dei vigneti autoctoni di aglianico, ma non sono da meno le altre. La raccolta dell’uva, infatti, è un momento quasi sacro per i pietrafusani.

Le prime luci dell’alba li motivano ad alzarsi ed avere la giusta carica per una giornata pesante di lavoro che però frutterà altrettante soddisfazioni. Appena arrivati, i convenevoli sono il primo approccio. Un caffè caldo di prima mattina aiuta la mente già sveglia a lavorare con più zelo e l’ambiente caloroso non è da meno. Le chiacchiere col compagno di vigna accompagnano la fatica della raccolta dell’uva in un lavoro alienante e ripetitivo che ricorda una “bucolica catena di montaggio”. Il freddo portato dall’autunno comincia piano piano a fare spazio a un timido tepore portato sia dai raggi del sole che si fanno spazio tra le nuvole copiose del mattino. Il verde della natura che accerchia i viticoltori passa dall’essere gelido e severo all’essere un felice e caldo sollievo della giornata di lavoro che trova il suo intervallo. A mezzogiorno, il raccolto viene messo nelle casse e viene trasportato con le macchine agricole verso le proprie cantine. È il giusto riposo dopo il lavoro svolto durante le prime ore della giornata.
vendemmia pietradefusi
Fonte: Facebook Cantine Romaniello
Il momento del pranzo varia da persona a persona: c’è chi pranza comodamente nelle proprie case e ritornerà mentre c’è chi porta un pranzo al sacco, nella maggior parte dei casi la “Mbosta”, termine comune per indicare un panino composto da due fette di pane farcite con affettati o altro. Il pranzo è molto veloce e lascia spazio ad un breve riposo. Anche l’ambientazione cambia radicalmente: la luce che prima illuminava e riscaldava gli animi ora fa spazio invece al buio fresco delle cantine e a quell’odore stantìo che è frequente in questi luoghi. Il suo aspetto quasi severo porta a ravvivare la situazione e il lavoro ne giova. Diversi sono i metodi utilizzati per macinare l’uva: ci sono le macine classiche, c’è lo “Stringituro” che è uno strumento famoso in tutta l’irpinia ed infine c’è anche chi lo calpesta coi piedi, riprendendo i metodi antichi. Appena finita la macinazione, il mosto viene lasciato riposare almeno per una settimana, in questo rito sacro che è pieno di metamorfosi. Il frutto di una giornata di lavoro quindi riposa più di una settimana fin quando non è pronto e può cominciare il travaso cosicché il succo diventi vino e il mosto o diventi “Vinaccia” o concimerà future coltivazioni.
vendemmia pietradefusi
Fonte: Facebook Cantina Pizzano
La giornata di duro lavoro volge al termine con il tramonto autunnale dai colori caldi che rinforza i braccianti stremati dalla dura giornata che rincasano ma che speranzosi attendono la buon’uscita del vino. L’attesa è finita: il frutto di tanto lavoro è finalmente ripagato. Il vino pronto passa dalla botte alle bottiglie in un momento tanto sacro quanto profano. Tutti coloro che hanno partecipato alla vendemmia si radunano per degustare il vino in un momento conviviale e gioioso magari accompagnato da qualche altro prodotto locale.
AUTORE
CONDIVIDI

Ti è piaciuto? Condividilo con i tuoi amici!

NEWSLETTER

Resta aggiornato sulle nostre novità!

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter e riceverai una mail con gli articoli che più ti interessano!

EVENTI

Visita la nostra sezione eventi!

Scopri gli eventi che si terranno in Irpinia e decidi a quale partecipare!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Translate »