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L’arte del tombolo

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Il tombolo non è soltanto fare un ricamo, ma una passione come si evince dall’articolo precedente. È uno strumento della storia, perché permette alle pizzillare di trasmettere gli insegnamenti e le tecniche acquisite al prossimo, dando vita a una chiara testimonianza di amore verso l’arte del tombolo e grande dedizione nelle loro opere. Vi parlerò delle tipologie locali di Santa Paolina, dal momento che il tombolo è praticato anche in altre città italiane e d’Europa.

Le tipologie

Secondo quanto abbiamo già detto l’arte del tombolo è la più pregiata della nostra comunità, nonché motivo d’orgoglio di noi santa paolinari.

Oltre al classico lavoro del corredo inerenti nel pizzo antico, ci sono anche le lavorazioni per degli oggetti di uso comune come le “frivolezze” che evidenziano la bellezza della manifattura. Per questa tipologia si predilige la tecnica del tombolo moderno, quindi i disegni sono più piccoli e con molta libertà d’uso del filo colorato, aggiungendo all’estremità inferiore delle perline o delle pietre colorate che arricchiscono e completano il lavoro. 

Fonte: foto scattata nel museo del tombolo. Le frivolezze, due trine parallele collegate dalle legature formano un segnalibro

Gli altri pizzi antichi sono stati denominati in base agli elementi naturali e geometrici:

  • Il “rummolillo” un motivo geometrico a forma di rombo;
  • La “via nova” ricorda le vecchie strade per Foggia;
  • La “storta” è una modalità che non segue un disegno preciso;
  • La “centra di gallo” riproduce la cresta del gallo;
  • La “mennola” rievoca la mandorla.        
  • Vetrina_decorazioni_

Il confronto

L’esperienza che noi come forum insieme agli altri organizzatori dell’evento (Mario Pagliaro, Clan H, Ugo Morelli e Flavio Grasso) stiamo intraprendendo con il Festival di Paesaggio, ci sta aiutando a riflettere e ad ampliare le vedute sul concetto di vivibilità che diviene obbiettivo per chi fa della sua arte un processo creativo legato a più elementi che vanno a comporre l’opera finale. Nel primo seminario, in collaborazione con la Mondadori Bookstore Avellino, abbiamo avuto l’onore di avere come ospite e di interfacciarci con l’artista Claudia Losi, che estende la sua arte al paesaggio attraverso connessioni con la natura e coinvolgendo discipline come la geografia o l’antropologia. Ecco alcuni esempi:

insieme all’associazione ArtePollino chiese alle donne di fare un ricamo personale, che poteva essere da un ricordo a un evento importante della propria vita per poi inserirlo su un cuscino ed infine montare tutti i lavori in uno, formando una collina;

avendo un’enorme esperienza nel mettere su una Land Art con le sue inseparabili balene e collaborare con le artigiane del merletto locale, vi consiglio di andare a visitare questi i suoi progetti e conoscere di più l’artista.

Secondo Claudia Losi bisogna trovare un collegamento tra la nostra tradizione locale con le altre, in modo tale da trovare l’elemento innovativo e farne proprio. Un altro consiglio è di visitare la pagina del lottozero, un esperimento sul tessile che sta avvenendo a Prato il quale può aiutare a confrontarci e capire meglio come funziona quest’ambito. Tutte informazioni preziosissime, utili, infatti in quanto forum giovanile teniamo a ringraziare di questa grande opportunità formativa e di crescita.

Le idee possono essere tante e spero che prima o poi qualcuno possa arrivare a concretizzare e portare finalmente in auge l’arte del tombolo, una tradizione antica quanto unica. Al prossimo articolo!

Note: le ricerche aggiuntive sono state acquisite nel museo del tombolo.

Autore: Raffaele Bonito

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