L’emigrazione a Cairano Parte 2: Il film “La Donnaccia”

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Uno dei "Ciak" de "La donnaccia"
Fonte: Google Immagini

Bentrovati al nostro appuntamento con Cairano!

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Come si può dedurre dal titolo dell’articolo, oggi tratteremo la seconda parte del tema dell’emigrazione nel nostro piccolo borgo altirpino che lo ha visto protagonista, in particolare, durante gli anni del dopoguerra.  Questa seconda parte del nostro articolo, voglio dedicarla ad un evento che ha come asse portante proprio il tema dell’emigrazione in quegli anni: il film neorealista “La Donnaccia”.

Il film “La Donnaccia” è stato girato nell’estate del 1963 interamente a Cairano che si è ritrovato ad essere testimone e protagonista allo stesso tempo di un evento (quale quello della realizzazione di un film) di cui la maggior parte dei nostri compaesani del tempo non conoscevano neppure l’esistenza. Provate a immaginare cosa è potuto succedere in quei giorni a Cairano! Tra stupore, timore, curiosità e anche un pò di scandalo, i Cairaensi hanno accettato la sfida di lanciarsi nel buio di questa “avventura neorealista”. 

La maggior parte degli attori, protagonisti del luogo, si sono ritrovati a stare davanti ad un complesso meccanismo, quale quello del Cinema italiano del tempo, senza nemmeno conoscere l’esistenza al mondo di una cinepresa!  Ho provato diverse volte ad immaginare la miriade di sentimenti che spuntavano nel cuore di ognuno dei nostri compaesani dell’epoca e ho provato varie volte a mettermi nei loro panni, anche solo con il pensiero: quello che ho provato sono stati brividi e pelle d’oca.  Solo a pensare  che il più piccolo borgo dell’Irpinia di quel tempo, sia stato scelto come set cinematografico di un film che tratta di emigrazione, magia, amore e prostituzione allo stesso tempo, ancora oggi mi fa rabbrividire!

Girare un film di una tale consistenza, sia dal punto di vista sociale che culturale, coinvolgendo soprattutto l’intera popolazione del posto, è stata un’esperienza inedita nella stessa dinamica storica del Neorealismo del tempo. E’ per questo che, parlando di emigrazione, non potevo non mettere in evidenza questo straordinario evento che ha sconvolto il nostro piccolo borgo e ha lasciato un’impronta indelebile in ciascuno dei protagonisti, che ancora oggi amano ricordare i momenti più belli e emozionanti di quei giorni che sono rimasti scritti, indelebili nella loro mente. Ascoltare oggi uno dei protagonisti di quel film mentre parla di ciò che ha lasciato vivere quest’avventura nella sua vita, osservando i suoi occhi che brillano, capisci immediatamente quello che è stato per Cairano vivere “quei giorni del film”.

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Tra Cinema e Storia

La Donnaccia in giro per Cairano
Fonte: Google immagini

Il regista del film “La Donnaccia” è Silvio Siano e ha come attrice protagonista la bellissima attrice italo-francese Dominique Bosquero che portò con sè non poche novità alla società cairanese di quel tempo! La sua presenza in quei giorni  del luglio del 1963, fu un’esplosione di curiosità, meraviglia mista a scandalo e non poco imbarazzo da parte di tutti, in particolare delle donne cairanesi che non erano affatto abituate a certe abitudini di vita che lei, nella sua assoluta semplicità e inconsapevolezza, portò nel nostro piccolo borgo. D’altronde Dominique ha sempre detto, nelle sue interviste rilasciate recentemente, che  le cairanesi accolsero con entusiasmo la sua presenza, nonstante l’iniziale imbarazzo da entrambe le parti.

 

Il film “La Donnaccia” ha alle spalle un lungo e complesso lavoro, oltre che cinematografico, anche storico e culturale. Esso nasce, infatti, per mettere in scena una situazione di estrema urgenza che caratterizzava tutta la terra Irpina, Cairano compreso: la mancanza di lavoro, la mancanza di mezzi per lavorare le nostre terre che spesso si presentavano aride e infruttuose.  I protagonisti principali di questa tamatica che ha dato poi vita al soggetto usato da Silvio Siano per la creazione di questo film sono: il poeta conterraneo Pasquale Stiso con la sua poesia “La mia terra” e il giornalista e critico cinematografico Camillo Marino al quale il Neorealismo italiano deve tanto.

Un solo film, quattro storie

La Donnaccia in cartolina
Fonte: Google Immagini

Una particolarità del film “La Donnaccia”, è sicuramente la trama. Essa, infatti, è caratterizzata da quattro storie diverse che, seppur nel loro luogo comune in cui vanno a delinearsi e intersecarsi, trattano ognuno un tema diverso:

La storia del contadino truffato di nome Bartolo tratta il tema della miseria e dell’emigrazione; l’episodio di Antonia e Michele (due contadini innamorati che vogliono sposarsi) tratta il tema dell’amore a quel tempo; La storia dei due fratelli “indemoniati” tratta il tema della magia e della superstizione misto ad esorcismo e  La storia di Mariarosa tratta dell’emancipazione femminile e del bisogno di un “amore vero”. 

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Queste sono le quattro storie che, con le loro rispettive tematiche, vanno ad abitare l’unico set cinematografico de “La Donnaccia” rendendolo un capolavoro unico nel suo genere che risveglia ancora oggi un certo orgoglio anche enl cuore di  noi giovani che non abbiamo avuto la possibilità di vivere il momento delle riprese ma che sicuramente abbiamo avuto modo di vedere e rivedere questa meravigliosa pellicola che, grazie ad un accurato restauro –  avvenuto in seguito ad un forte appello al direttore della Cineteca Nazionale di Roma, in cui giaceva la pellicola –  è stata interamente conservata.

 

Per salvaguardare il patrimonio storico e culturale: l'appello al restauro

Paolo Speranza. Un Avventura Neorealista, il film La Donnaccia" a Cairano
Fonte: Google immagini

“Al Direttore della Cineteca Nazionale di Roma –

Giace presso i depositi della Cineteca Nazionale in Roma il film “La donnaccia” , girato nel ’62-’63 in un paesino dell’Irpinia, Cairano.  Gli autori e gli interpreti principali della pellicola: regista, Silvio Siano; direttore della fotografia, Paolercio; attori, Georges Riviere, Aldo Bufi Landi; attrici, Dominique Boschero e Lucile Saint-Simon.  La storia del film è ambientata a Cairano, un paese dell’Alta Irpinia, emblema della civiltà contadina, dove imperano pure pregiudizi e pratiche magiche.  La presenza di una donna avvenente crea nel paese un evidente contrasto con quella che è la normalità quotidiana.  La sua femminilità suscita invidia e pettegolezzi, nonché le pratiche esorcistiche delle fattucchiere volte ad estirpare questa presenza dal loro ambiente.  E’ una presenza, questa, che crea concupiscenza e allarme, finendo per sconvolgere la falsa quiete del paese.  Intando incombono sulla piccola comunità problemi di ordine sociale, quali la mancanza di lavoro che dà luogo al fenomeno dell’emigrazione.

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Le pellicole cinematografiche, al pari di ogni altro prodotto culturale, debbono essere salvate dall’incuria e dall’abbandono, restaurate e valorizzate.  Al film “La donnaccia” concorsero come ideatori e collaboratori anche due intellettuali irpini: Pasquale Stiso e Camillo Marino; e la pellicola è legata a momenti della cultura irpina e al discorso del riscatto del nostro meridione dalla sua arretratezza economica e sociale.  Era quello il periodo storico che vide il compimento e la maturazione di quella corrente ideale e culturale che andava sotto il nome di neorealismo, e che ebbe la sua fortuna nel mondo grazie a numerose opere cinematografiche dai contenuti e dallo stile caratterizzati dall’impegno sociale e dalla’aderenza alla realtà.

Restaurare il film “La donnaccia” ed immetterlo nel circuito culturale è un modo per arricchire il patrimonio filmico italiano e per noi irpini l’occasione di accrescere il nostro patrimonio culturale e le testimonianze del passato. (Paolo Speranza; Un’avventura neorealista, il film “La donnaccia” a Cairano; ed. Mephite Atripalda (Av); 2003)

Ho voluto qui riportare interamente il testo dell’appello per il restauro della pellicola che Paolo Speranza riporta, a sua volta, nel suo libro su “La donnaccia”. La pubblicazione di questo libro è uno dei lavori concreti che sono stati svolti per salvare il patrimonio artistico, storico e culturale di questo evento avvenuto a Cairano nell’estate del ’63, insieme al DVD video ideato dopo il restauro in collaborazione tra Comune di Cairano, Comunità Montana Alta Irpinia, Pro Loco Cairano e Provincia di Avellino. Se ho suscitato in voi abbastanza curiosità da desiderare di vedere questo film girato nel nostro piccolo borgo, è possibile chiedere informazioni riguardo al dvd e alla maggior parte dei contenuti del film, a me personalmente o presso l’ufficio di informazione turistica del paese. 

Se non sono riuscito a suscitare in voi il desiderio di scoprire il film, spero di aver suscitato almeno la forte passione che lega ancora oggi tutti noi cairanesi nei confronti di questo evento che ha contribuito non poco all’edificazione socio-culturale di tutta la nostra comunità del tempo. Vi lascio qualche link che potete visitare per scoprire di più su questo film neorealista che ha visto protagonista principale il nostro piccolo borgo altirpino di Cairano:

Grazie per aver dedicato un pò del tuo tempo a leggere questo articolo sul mio paese! Arrivederci al prossimo apputamento con Cairano, il “paese fra le nuvole”.

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