Vista di Sant'Angelo dei Lombardi

“Li stuorti nome”: una canzone sui soprannomi tipici di Sant’Angelo dei Lombardi

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Vista di Sant'Angelo dei Lombardi
Scatto di Stella Signoriello

Sant’Angelo dei Lombardi e le sue contrade

Allo stesso modo di quello dei paesi limitrofi, il territorio di Sant’Angelo dei lombardi è costituito da un centro urbano di dimensioni modeste e da una zona rurale molto ampia.

Nel primo è possibile trovare uffici di vario genere, le scuole, la caserma, il commissariato e via discorrendo. A dire il vero, la popolazione che risiede in quest’area non è eccessivamente esigua, ma lo diventa se rapportata agli abitanti delle zone più periferiche.

Basti pensare, infatti, che il territorio di Sant’Angelo dei Lombardi ospita ben 44 contrade, ciascuna delle quali risulta ben strutturata ed organizzata, tanto da ospitare negozi e quant’altro, tanto da apparire come delle vere e proprie realtà autonome, quasi come fossero dei piccoli paesi nel paese.

Per chi volesse approfondire, ecco la  cartografia delle contrade di Sant’Angelo dei Lombardi.

Le realtà delle contrade

Si tratta, perciò,  di realtà autonome orgogliose di essere tali, pur essendo allo stesso tempo orgogliose di essere parte del territorio santangiolese. È sempre bello rivendicare le proprie origini e puntualizzarle quando necessario.

È motivo di fierezza specificarle, specificare le parentele e le provenienze, specificare di essere santangiolese da generazioni oppure ammettere, con altrettanto orgoglio, di essere un santangiolese adottivo.

L’orgoglio di un Santangiolese

Per l’appunto, proprio l’orgoglio di essere santangiolese è stato oggetto di una canzone, scritta da Lucio Battistini, nome d’arte di Lucio Fuschetto, che circa 40 anni fa lasciò la sua terra d’origine, Sant’Angelo dei Lombardi, appunto, per emigrare stabilmente a Torino.

Ebbene, la canzone da lui composta è una chiara dedica alle contrade di Sant’Angelo, un modo per ricordarle, e richiamare alla memoria le tradizioni proprie del suo paese d’origine.

La canzone di Lucio Battistini

Come già anticipato, la canzone, intitolata “Li stuorti nome”, caratterizzata da melodie tipiche della musica popolare locale, ha l’obiettivo di far rivivere, a se stesso in primis, e poi a tutti gli ascoltatori santangiolesi, la tradizione di attribuire ad ogni contrada un soprannome. Si tratta di soprannomi che magari con il tempo sono andati via via scemando, o che invece al contrario, con il passare degli anni si sono consolidati.

Dunque, l’autore citando ogni contrada, la associa a quella che secondo la vox populi, era la peculiarità che più ne caratterizzava gli abitanti.

Dedicare un articolo a questo tipo di curiosità è un modo per enfatizzarla, e, soprattutto, di enfatizzare il messaggio che essa nasconde. È divertente ascoltare una canzone, e lo è anche ritrovarsi magari in uno dei quei soprannomi. Ma ciò che rende questa canzone tanto interessante, è il fatto che a distanza di tempo, il suo autore, abbia sentito il bisogno di rievocare i ricordi della sua infanzia, spinto dall’affetto che nutre e che probabilmente nutrirà sempre verso il suo paese d’origine.

Ascoltatela se volete, e, dopo averlo fatto, dite un po’, qual è il vostro soprannome?

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