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Manocalzati: emblema della mano aperta

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Manocalzati

Il comune tra la collina e il borgo medievale

Manocalzati, piccolo comune in terra irpina, sorge strategicamente tra le colline ad est del capoluogo Avellino e al centro delle principali vie di comunicazione regionali. Vantando una popolazione di circa 3150 abitanti, il paese gode  di una vantaggiosa posizione geografica nella media valle del fiume Sabato.

Il piccolo centro, pur restando vicino alla “città”, si è mantenuto immune nel tempo dai vari e differenti problemi dei grandi centri urbani, preservando così una piacevole immagine rurale adornata dal verde dei campi e dei boschi.

Il nome, Manocalzati, potrebbe portare ad evocare un’immagine militare, ma il paese non ha nulla di particolarmente bellicoso, se non l’emblema di una caratteristica mano aperta nel suo gonfalone.

Il toponimo, ha una probabile derivazione dal verbo della latinità medievale “calbare”, ovvero mettere a coltura un luogo boscoso. Di fatto è proprio l’elemento naturale ciò che caratterizza i confini e le strade del paese: un tocco leggero ma sempre presente che porta i suoi abitanti alle origini contadine.

Storicamente nato dalla fusione nel tempo di più casali, Manocalzati denota un’origine medievale, seppur per la sua popolazione il territorio è stato abitato sin dalle epoche preistoriche. La specifica struttura urbanistica è presente sul territorio attraverso le chiese che rappresentano per la popolazione un luogo di incontro e di riferimento.

Ciò testimoniato anche dalla presenza di antiche edicole funerarie ed epigrafi, conservati nella chiesa Madre del paese ovvero la chiesa di San Marco Evangelista, il santo Patrono ( la celebrazione religiosa ricade il giorno 25 Aprile). Si tratta di una struttura eretta nell’anno 1572 alquanto complessa: all’origine una navata unica con sei cappelle laterali, simbolo di  unione dei diversi casali del passato.

Si riscontra anche la presenza di elementi scultorei ed architetture riguardanti il I sec. d.C.,  i quali testimoniano la presenza passata dei Romani sul territorio; questa natura definibile “storica” è una caratteristica anche dell’antico Castello, presente nella frazione San Barbato, gradevole borgo di origine medievale.

Due sono dunque i tratti che subito balzano all’occhio del visitatore:  il suo essere rurale e la maestosità monumentale data dall’influenza del vicino Castello.

Manocalzati, si inserisce in quella che è di fatto l’idea di un paese dedito alla cura dell’agricoltura e dell’attività artigianale ma al contempo abbraccia anche la presenza di caratteristici tratti come le tipiche fontane.

Queste ultime, fino alla metà del secolo scorso, rappresentavano le uniche possibilità di approvvigionamento idrico che venivano utilizzate per uso domestico  dalle fanciulle del paese. Ora, ne sono un nota caratterizzante, simbolo gioioso e figurativo.

Il centro abitato ha subito differenti mutazioni: la prima conseguente al terremoto del 1732 e la seconda in seguito alla grande calamità del 1980, causa di una ricostruzione dell’intero paese. Nonostante, i difficili momenti, il manocalzatese non ha perso la sua vera natura estroversa e di relazione con gli abitanti dei paesini limitrofi. Ancora oggi, lo spirito del vero cittadino è colmo di positività ed allegria contagiosa.

Ci troviamo dinanzi ad una cartolina  particolare: elementi pressocchè naturali si interfacciano con l’estrosità del cittadino e dei reperti storici, uno scenario perfetto di rievocazione di ricordi e passioni passate.

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