Meriggiare all'ombra dei tigli​

Meriggiare all’ombra dei tigli​

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Meriggiare all'ombra dei tigli​
Fonte: Gruppo Facebook Santo Stefano del Sole

All'ombra dei tigli

Nel precedente contributo abbiamo disegnato il peculiare perimetro distintivo entro il quale si colloca il nostro amato paesino, Santo Stefano del Sole. In particolare, abbiamo discorso della congegnale collocazione geografica e dell’interessantissimo aneddoto riguardante l’appellativo “del Sole”, e ci teniamo a precisare la paternità della scoperta dell’antica Delibera Comunale del 1862 attributiva dell’appellativo “del Sole” che è da attribuire al Sig. Iallonardo Giuseppe nell’ambito di una ricerca dallo stesso portata avanti. Abbiamo poi concluso l’articolo con la valorizzazione della straordinaria Piazza del Sole.

Oggi parleremo dell’anima naturalistica della Piazza del Sole, dei monumenti naturali della stessa, ossia i tre tigli secolari.

Nel silenzio all’ombra di un tiglio
la luce dell’ultimo sole
danza tra le foglie,
magia dell’incanto.
Per un momento
i pensieri svaniscono
nel delicato ondeggiare
al vento fresco della sera.

Questo è un omaggio al Tiglio, una delle varietà arboree più vicine e care all’uomo. Accompagna le nostre stagioni nella piazza del paese, riempiendole di un’atmosfera delicata e vitale. In questi giorni li abbiamo visti rinverdire e ci siamo emozionati.

Meriggiare all'ombra dei tigli​
Foto di: Alessia Febbrariello

I santostefanesi sono particolarmente legati alle tre ‘tteghie (dal latino tilia vulgaris) della Piazza perché forte è la consapevolezza che mentre il paese evolveva e progrediva nello sviluppo civico ed urbanistico, loro erano esattamente nello stesso posto ove sono collocate oggi. Anzi, mentre di norma gli alberi hanno una valenza meramente estetica o pertinenziale, e vengono collocati in funzione degli edifici al fine di abbellirli, l’impressione – guardando i tre tigli in Piazza del Sole – è quella secondo cui Santo Stefano del Sole sia stato costruito in modo da preservare e valorizzare questi tre alberi secolari. Dunque, sono gli edifici della Piazza che abbelliscono i tre tigli, non il contrario.
Ma cerchiamo di assaporare questa storia secolare. Non si sa quando, esattamente, questi tre tigli siano stati piantati. Vi sono varie tesi sul punto, estremamente suggestiva ed interessante è quella riportata da A. Melillo, “Santo Stefano del Sole. Un insolito viaggio tra storie, luoghi e tradizioni 2019” il quale evidenzia, che potrebbero esser stati piantati in occasione della campagna italiana di Napoleone. Secondo altre fonti questa attuale sarebbe una seconda generazione di Tigli, piantata agli inizi del 1900 in sostituzione della precedente avvenuta cent’anni prima.
Ad ogni buon modo, inizialmente i tigli erano ben quattro. Tuttavia, nel 1875, complice anche l’assenza del muro di contenimento della piazza, si verificò uno smottamento del terreno che determinò il franamento dei due tigli ad est. Mentre quello meno esterno venne ripiantato e riprese la sua armonia, l’altro morì. L’amministrazione comunale, tuttavia, nello stesso anno acquistò un altro tiglio e lo ricollocò nel medesimo punto. In verità, probabilmente lo smottamento di quel tiglio fu un segno premonitore perché verso lo stesso non ebbe vita rigogliosa. Verso la fine del 1929, infatti, complice la sua scomoda collocazione, venne definitivamente abbattuto per ergere l’Asilo Infantile di Santo Stefano del Sole.

Meriggiare all'ombra dei tigli​
Fonte: N. Farese “Agorà e luogo dell’anima di Santo Stefano del Sole. La Piazza, Gutenberg Edizioni, 2016”.

Nell’inverno del 2001 a seguito di una grande nevicata, in una mattina di aprile il tiglio più grande ed antico viene fortemente lacerato non avendo resistito al peso dell’abbondante nevicata notturna. In particolare si stacca un enorme ramo che si sporgeva oltre la ringhiera il quale lascia un profondo squarcio nel tronco. Questo desolante spettacolo che si presenta ai primi cittadini saliti in Piazza del Sole viene ben descritto nel libro di N. Farese, “Ora, benché ferito e “sanguinante”, il gigante sembra voler sopravvivere. Le piante a modo loro ”parlano”, lanciano segnali. E’ come se gli altri due tigli, compagni di una vita, volessero nutrirlo attraverso le radici con cui si tiene aggrappato al suolo”.  “Agorà e luogo dell’anima di Santo Stefano del Sole. La Piazza, Gutenberg Edizioni, 2016”.

Meriggiare all'ombra dei tigli​
Fonte: N. Farese “Agorà e luogo dell’anima di Santo Stefano del Sole. La Piazza, Gutenberg Edizioni, 2016”.

Successivamente sono stati messi in atto diversi interventi, volti a mantenere in vita il maestoso tiglio sopravvissuto a numerosi avvenimenti, dove possono essere osservate le cicatrici che riporta in diversi punti.

Tiglio con lacerazioni e supporti
Foto di: Alessia Febbrariello
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