Paese di Atripalda San Sabino

San Sabino: Atripaldese e patrono

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Paese di Atripalda San Sabino
fonte instagram: @atripaldalive

S. Sabino fu vescovo di ‘Abellinum’ antica città romana che si trovava molto vicino al castello dell’attuale Atripalda e che nella storia irpina divenne poi Avellino. Sabino fu sepolto nello ‘Specus martyrum’, uno dei più insigni monumenti di archeologia cristiana dell’Irpinia. Ormai per noi Atripaldesi San Sabino lo sentiamo come un nostro compaesano, un nostro amico, il nostro spirito guida; tanto da onorargli feste ogni anno. Ma non feste qualunque; sono quelle feste che non vedi l’ora che arrivino perché insomma ti fanno sentire bene e fiero di chiamare Atripalda casa.

San Sabino atripalda
fonte: instagram

“La tradizione vuole che l’8 febbraio, vigilia della solennità dei santi patroni, vengano accesi i focaroni in vari punti della città. Il giorno seguente in occasione dell’anniversario della morte, il 9 febbraio, al termine della messa pomeridiana, il momento piú sentito: tre, quattro o cinque sacerdoti tracciano sulla fronte dei fedeli un segno di croce con una piuma imbevuta del liquido chiamato “Santa Manna” mescolato con acqua benedetta; altri, invece, chiedono di bagnare di Manna un fazzoletto di stoffa o di carta o un batuffolo di cotone idrofilo per portarlo a casa della persona cara come segno e come pegno della protezione del Santo”.

San Sabino atripalda
fonte: google

Il calore di quel falò che ti avvolgeva e la fiamma che si divagava in alto catturando la tua attenzione; quell’odore inconfondibile di arachidi caramellate. Mi ricordo ancora quando da bambino andavo da mia madre tirandola un po’ per il cappotto chiedendo:”mamma le compriamo le noccioline con lo zucchero?”. Lei mi guardava e accennandomi un sorriso faceva cenno con la testa come per dire sì. In quel momento per un instante mi sono sentito il bambino più felice del mondo, ma non per via delle noccioline o delle caramelle o dei giocattoli che compravo, ma perché con quello sono riuscito a capire quanto la felicità sia nelle piccole cose, tanto piccole che molte volte non ce ne accorgiamo neanche.

Mi piace il fatto che ci siano storie da raccontare e tradizioni da portare avanti, in un certo senso è come se stessimo svolgendo un compito voluto da generazioni che sono venute prima di noi, che hanno cominciato da piccoli gesti; purché un giorno arrivassero a qualcuno che riuscisse a comprenderli e ad interpretarli in qualcosa diciamo di concreto, o meglio in qualcosa di ancora più speciale!

San Sabino atripalda
fonte instagram: @atripaldalive

Chissà forse hanno pensato che tutti hanno diritto di avere un storia in un certo senso; come l’hanno avuta anche loro. Ecco questo è quello che penso ogni anno, (oltre al divertimento e la spensieratezza che ovviamente devono esserci altrimenti si rischia di godersi il bello della vita solo a metà in un certo senso). Con questo un po’ voglio ringraziare anche il nostro patrono: chi lo sa cosa sarebbe successo se lui non ci fosse stato; un po’ però anche chi fa sempre di tutto per la nostra Atripalda per non farla mai scendere da quel podio, un podio che non fa la classifica, un podio che semplicemente ti tiene in alto perché te lo meriti per tutti i sacrifici fatti.

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