Paesaggio Sant'Andrea di Conza

Sant’Andrea di Conza: un piccolo borgo di confine

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Paesaggio Sant'Andrea di Conza
Foto di Salvatore Cassese

Un blog che racconti la storia e la vita dei piccoli borghi altirpini. Non vi sembrerà una novità, questo è certo. Decine e decine di siti internet, pagine social, piattaforme turistiche hanno invaso il web negli ultimi anni nella spasmodica “valorizzazione” del nostro territorio e nel tentativo di intercettare i flebili flussi turistici che lo hanno attraversato.

Alcuni di questi tentativi sono, senza dubbio, riuscitissimi. Basti pensare al Festival ideato da Vinicio Capossela, lo Sponz Fest, che non solo rappresenta una valida proposta artistico-culturale nello scenario Italiano e un’occasione di, seppur per un tempo limitato, ritorno economico per i paesi interessati dall’evento, ma anche una vera e propria operazione “promozionale” delle bellezze che la nostra terra offre e delle opportunità che, invece, potrebbe offrire.

Tuttavia, il motivo per cui “Irpinia World” rappresenta una novità nel panorama d’informazione sul nostro territorio è lo sguardo, il punto di vista, oltre che la preziosissima rete che, da sè, è venuta creandosi.

Lo sguardo di “Irpinia World” è uno sguardo generazionale, quella generazione che vive in Irpinia con paura per il futuro, con forza e resistenza, solidità nelle proprie radici, quella generazione che ha dovuto lasciarla, l’Irpinia, per studiare o lavorare altrove.

La sguardo di questa generazione, la nostra, è uno sguardo attento, anche critico, di sicuro entusiasta.

E’, infatti, con entusiasmo che – come giovani di Sant’Andrea di Conza – abbiamo deciso di aderire al progetto.

Cenni storici e fermento giovanile a Sant'Andrea di Conza

Sant’Andrea è un piccolo borgo di poco più di mille anime, al confine tra la Campania e la Basilicata, tra Conza della Campania e Pescopagano. Molte sono, in effetti, le analogie (linguistiche, culturali, perfino culinarie) e le intersezioni storiche tra il popolo Irpino e quello Lucano. Le radici del nostro paesino risalgono al primo Medioevo: pare, infatti, che la nascita del nostro borgo sia da attribuire al Conte Normanno di Conza della Campania che, con un atto di donazione documentato, cedette la Chiesa di Sant’Andrea e la giurisdizione dei suoi abitanti e dei suoi luoghi in proprietà agli Arcivescovi Conzani.

Altre fonti ritengono che la nascita del borgo sia dovuta all’emigrazione degli Arcivescovi nel territorio adiacente a Conza, in seguito al terremoto del 990 e alla diffusione della malaria. Nel corso dei secoli, Sant’Andrea ha consolidato un assetto urbanistico ben definito da strutture architettoniche prorompenti, sicuramente uniche, che si bilanciavano con le piccole dimore e botteghe in pietra dei suoi abitanti.

I Santandreani sono detti “pezzenti allegri”. A prima impatto, può sembrare che sia un attributo poco elegante, ma a noi piace pensare che sia in realtà un bel modo di presentarci.

fontana sant'andrea di conza
Foto di Miriam Tarullo

Il dottor Acocella, nel 1905, parlava di Sant’Andrea e dei suoi abitanti con affetto e stima, affermando che Sant’Andrea fosse il paese di chi riusciva a “gioire nella propria miseria, rendendola una vera nobiltà”, ovviamente di spirito, probabilmente l’unica che conti. In effetti, noi Santandreani siamo conosciuti per il nostro modo di fare piuttosto colorato, per il nostro parlare simile ad un canto, per le nostre risate rumorose e per la nostra infinita voglia di cercare il buono anche nel marcio.

Sant’Andrea, negli anni, ha visto crescere il seme della creatività e della cultura: artigiani, contadini, insegnanti, professionisti di ogni genere e teatranti, nella vita e sul palcoscenico, hanno dato al paese un tocco di originalità e bellezza che persiste negli anni e resiste al tempo.

Nella terra, da secoli, sono state seminate speranze e con le mani, sporche e ruvide, sono stati raccolti i frutti del futuro: è per i nostri nonni, per le nostre famiglie che noi giovani Irpini abbiamo potuto rivendicare il nostro passato e le nostre terre dalla convinzione ostile e vile di chi tentava e tenta ancor oggi di oscurarle nel dimenticatoio del Sud.

Oggi, grazie alle energie di decine e decine di giovani (e meno giovani) Santandreani, il paese rivive di eventi, rassegne culturali, proposte progettuali e tanto altro.

Proveremo a raccontarvelo qui, passo dopo passo.

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