Emigranti

Savignano, tra emigrazione ed immigrazione

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Emigranti
Fonte: Internet

Fin dagli ultimi decenni dell’ 800 Savignano, come gran parte del Mezzogiorno d’Italia, ha assistito ad un lento ed inesorabile spopolamento, che ci accompagna ancora oggi. Il motivo? Lo sappiamo benissimo tutti, anche quelli che come me hanno deciso di ritornare e vivere al “paesello”: il lavoro.

"Gente che viene, gente che va"

È vero, molti paesi come Savignano stanno letteralmente morendo, ma a me piace vedere il bicchiere sempre mezzo pieno. Mi piace vedere anche gli episodi positivi che ci sono stati in queste ondate migratorie. Mi piace buttare un occhio a chi con tanta amarezza è dovuto andar via, ma anche a chi ha deciso ed è potuto tornare e a chi non è mai andato via.

Negli anni ’50 e ’60 del 900 molti savignanesi erano costretti ad abbandonare il loro amato paese alla ricerca di un lavoro e di un futuro migliore. Savignano era a quei tempi un paese basato sull’agricoltura e le condizioni di vita all’indomani della Seconda Guerra Mondiale non erano sicuramente delle migliori.

Mentre le precedenti ondate migratorie erano indirizzate soprattutto verso il Nuovo Mondo, in quegli anni iniziavano a spostarsi anche verso l’Inghilterra, la Germania e l’Italia settentrionale.

In quegli stessi anni però, accanto a questi numerosi savignanesi che andavano via, c’era un gruppo di persone che arrivava e si insediava in prossimità della Stazione del paese: i ferrovieri.

Savignano palazzine ferrovieri
Foto di Ciro Gallo

LA STAZIONE E GLI "STAZIONARI"

Molti giovani ventenni, vinto il concorso in Ferrovia, furono spediti qui a Savignano. Venivano dalle varie città campane: Napoli, Caserta, Benevento.

Alla Stazione di Savignano si formò una vera e propria colonia di ferrovieri. Ironia della sorte, i savignanesi andavano via alla ricerca di lavoro e gli outsiders (tanto da procurarsi la denominazione di stazionari) arrivavano grazie alla Ferrovia che offriva loro lavoro.

I ferrovieri a Savignano si trovavano bene, tanto da decidere di vivere qui e, addirittura una volta sposati, portare le loro famiglie in questo angolo di mondo.

Ferrovieri Savignano
Fonte: Facebook@savignanoscalostory

Questa è anche la storia di me e della mia famiglia. Mio padre nel 1972 è arrivato a Savignano con la cosiddetta “valigia di cartone”. Lasciava la sua famiglia e la sua fidanzata (mia madre!) a Casal di Principe, una cittadina in provincia di Caserta. Lui, nonostante venisse da una città, si è innamorato follemente di Savignano (e come dargli torto!), forse perché c’era la pace e la tranquillità che lì non avrebbe mai potuto avere. Ed è alla Stazione di Savignano che, con mia madre, ha deciso di creare la propria famiglia. Come loro tanti altri! Per noi figli di ferrovieri, lontani da cugini e zii, quella era la “famiglia”: il vicino di casa, il compagno di giochi e lui, il Signor Giuseppino Membrino (caporeparto dei ferrovieri e chiamato da tutti noi Don Peppe), il nonno savignanese.

Famiglie ferrovieri Savignano
Fonte: Facebook @savignanoscalostory

Mentre le ore dei paesani erano e sono scandite dal rintocco delle campane della Chiesa del Purgatorio, quelle di noi “stazionari” erano scandite dal passaggio del treno.

La cosa strana della mia famiglia e delle pochissime che sono rimaste, perché con i pensionamenti sono ritornati tutti nelle città di origine, è che dopo quasi cinquant’ anni di vita savignanese mantengono le tradizioni e il dialetto di origine.

RITORNO ALLE ORIGINI

Nel corso degli anni sono tanti i savignanesi che sono ritornati nel nostro piccolo borgo. È vero…non sono abbastanza, altrimenti non saremmo passati dai circa 4000 abitanti tra il 1880 e il 1950 ai 1065 di oggi. Ma a me continua a piacere il bicchiere mezzo pieno!

Sono tanti i casi di savignanesi che, dopo decenni di vita fuori dal paese sono tornati ed hanno investito sul territorio. È successo in passato come sta accadendo ancora oggi. A questo rientro di braccia e cervelli si uniscono tanti giovani che non vogliono andar via e si mettono in gioco ogni giorno.

Giovani savignanesi
Foto di Elio Savignano
Giovani savignanesi
Foto di Michele Cavallari

Si sta assistendo ad un vero e proprio ritorno alle origini, a quello per cui gli antenati savignanesi hanno dato la vita con il sudore della loro fronte e con la forza delle loro braccia: l’agricoltura.

Perché come diceva l’attore, regista e scrittore italiano di origine bulgara Moni Ovadia : “Se non sai dove stai andando, girati per vedere da dove vieni.

Autore: Tina Caterino

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