Serino

Serino riabbraccia i suoi figli

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“Serino si ripopola e riabbraccia i suoi figli, quei figli, che proprio come i loro nonni sono emigrati nel silenzio più totale e che hanno dovuto salutare la famiglia, gli amici, i posti in cui sono cresciuti per soddisfare le proprie esigenze lavorative, le loro ambizioni. Questi tornano a Serino che un po’ come una calamita, come un porto sicuro, il paese con i suoi vicoli e le sue strade li aspetta come la mamma aspetta il figlio all’uscita della scuola.”

Il calore estivo, il calore di Serino.

Ci sono periodi particolari dell’anno specie in estate in cui Serino è molto più popolata, si riempie con volti “Nuovi”, le sue 24 frazioni diventano stracolme durante le feste comandate e in estate.

Serino si ripopola e riabbraccia i suoi figli, quei figli, che proprio come i loro nonni sono emigrati nel silenzio più totale e che hanno dovuto salutare la famiglia, gli amici, i posti in cui sono cresciuti per soddisfare le proprie esigenze lavorative, le loro ambizioni. Questi tornano a Serino che un po’ come una calamita, come un porto sicuro, il paese con i suoi vicoli e le sue strade li aspetta come la mamma aspetta il figlio all’uscita della scuola.

I ragazzi una volta deciso come e quando partire iniziano a chiamare genitori parenti ed amici.

Appena arrivati fanno il giro dei parenti che li accolgono con la frase “ma il figlio della vicina lo vedi mai? Chillo pur sta e part e copp” oppure “si ma mo quando te ne vai?” e ancora “o facimm o caffè? Vuò assaggia a subbrassata è di chist’anno o puorco è asciuto buono”.

Alcuni sanno già che insieme alle enormi quantità di cibo che mangeranno li aspetta anche un po’ di lavoro, sanno già che qualche giorno ad aiutare il nonno in campagna dovranno passarlo. “Chist’anno ngenno e nucelle e pur e castagne si stanno ripiglianno” è la frase che gli da il benvenuto a SERINO. Allora come i vecchi tempi nonostante fossero in vacanza mettono la sveglia all’alba fanno il pieno ai vari strumenti agricoli, li caricano di attrezzi(che per qualche giorno gli faranno compagnia) ed insieme al nonno armati di panino, vino (produzione del nonno) e Peroni si recano in montagna o al bosco. Tutto ciò non li abbatte anzi, li rende forti ed orgogliosi e li aiuta a mantenere ben salde le radici nonostante la distanza.

Gli amici si sono organizzati e fanno a gara per accaparrarsi il loro tempo libero. Organizzano cene e braciate tutte le sere a casa di ognuno di loro il tutto accompagnato per buona parte dal suono dell’organetto e condito con il miglior vino. 

Organizzano partite di calcetto per tornare un po’ indietro nel tempo. In loro compagnia li vedi passare giornate intere, gironzolando per il paese, tornano nei luoghi dove sono cresciuti, dove hanno dato il primo bacio, dove hanno fumato la prima sigaretta, tornano dove hanno dato i primi calci ad un pallone e chiedono se quella anziana signora che minacciava di bucarglielo ripropone le minacce alle nuove generazioni.

Poi ci sono le mamme che durante l’anno li chiamano almeno 5 volte al giorno facendo sempre la stessa domanda “quannu scinni?” allora appena comunicata la data, felici come se avessero vinto alla lotteria, annunciano la notizia a tutto il quartiere, chiamano amici e parenti organizzano pranzi e cene, fanno file ai supermercati riempiono i frigoriferi ricordando il Natale e guai se si tocca qualcosa parte la minaccia “Nu tuccà è pe quanno scenne peppo”.

Come tutte le cose belle però anche questa è destinata a finire e allora ricomincia il tour dei parenti e degli amici da salutare. Ognuno di loro incurante dello spazio e dei bagagli a disposizione dona una immensa quantità di roba da mangiare ovviamente tutto a KM 0. tutto rigorosamente della propria terra, del proprio orto, Castagne, noci, nocciole, olio, vino e conserve sono i beni necessari che non possono mancare.

Completato il tour una forte nostalgia li assale, ripensano ai momenti felici con gli amici e in famiglia, alla cordialità dei vicini, alle rimpatriate, alle braciate al sole caldo ed accogliente proprio come la loro SERINO, all’acqua, al Terminio che ha fatto da sfondo alle loro giornate.

Si parte. Un andare, necessario e indispensabile per tanti ragazzi di Serino e del Mezzogiorno. I numeri che indicano la percentuale di emigranti descrive un quadro triste e tragico, città spopolate e vuote e giovani talentuosi che cercano possibilità altrove.

Serino e il Mezzogiorno hanno bisogno di voi.

Si parte. Un andare, necessario e indispensabile per tanti ragazzi di Serino e del Mezzogiorno. I numeri che indicano la percentuale di emigranti descrive un quadro triste e tragico, città spopolate e vuote e giovani talentuosi che cercano possibilità altrove.

Oggi risultano necessarie la riflessione e l’ideazione di misure concrete per arginare i fenomeni di disoccupazione ed emigrazione, una riflessione di tipo strutturale a livello delle istituzioni e multidisciplinare, sociologico, antropologico e economico.

Riflessione che matura e non può essere intesa in termini di prospettiva se non inserita in politiche di lungo periodo, che agiscano culturalmente e sul reale ascolto del mondo giovanile.

Il nostro augurio è che i giovani del nostro territorio possano riabbracciare la loro terra per sempre e non solo nei pochi giorni di ferie estive.

Tornate presto Serino è anche casa vostra, Serino ha bisogno di voi.

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