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Vallata, roccaforte irpina, fra innovazione e tradizione

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L’Irpinia potremmo definirla come un piccolo pezzo del sud Italia di cui non si parla mai, ricordata solo per l’evento tellurico che l’ha colpita nel 1980, ma c’è molto altro, rimasto in silenzio per troppo tempo. La piattaforma “Irpinia World” rappresenta il riscatto di tanti piccoli paesi silenti, segnati dalla decrescita demografica, che non vogliono spegnersi. Anche Vallata entra a far parte della rete Irpinia World, progetto innovativo e straordinario, per dar voce a bellezza, cultura, tradizioni e tanto altro. Sarà nostra cura guidarvi nel viaggio all’insegna di paesaggi incantevoli.

Vallata sorge tra le colline e i monti che segnano il confine tra l’Irpinia e la Puglia, arroccata a quasi 900 metri sul livello del mare. Sul colle più elevato del paese si erge la Chiesa dedicata a Santa Maria risalente al 1519, ma l’impianto oggi visibile è il risultato degli interventi di restauro conclusi qualche anno fa.

Vallata

Emblema di Vallata è, indubbiamente, il Monumento dei Caduti, sito in piazza Garibaldi. Il monumento si costituisce di un basamento su cui si eleva una roccia lavorata che reca lapidi commemorative. Sulla sommità, una Vittoria alata con una corona d’alloro in mano, fu inaugurato il 4 novembre 1921 e dedicato ai giovani vallatesi caduti per la patria durante la prima guerra mondiale. La particolarità degna di nota è la bomba alloggiata all’interno della roccia che costituisce parte integrante del monumento. 

porta rivellino

Il territorio di Vallata è costellato di chiese, palazzi gentilizi che, insieme all’unica porta superstite, Porta del Rivellino, costituiscono la memoria storica del paese di cui tratteremo nei prossimi articoli.

Non si può scrivere di Vallata senza trattare della tradizione del Venerdì santo, una delle manifestazioni più antiche del sud Italia legate ai riti pasquali. Infatti, dal 1541, quando la comunità ebraica locale si convertì al cristianesimo, si svolge il corteo che, oltre ad essere molto suggestivo, è particolarmente sentito dai vallatesi, molti emigrati rientrano appositamente per la manifestazione. 

Soldati e centurioni sfilano lungo le strade del paese portando in processione tele antichissime, misteri settecenteschi, chiodi e spine, al seguito il feretro del Cristo seguito dalla statua della Madonna.

Il piatto tipico vallatese sono i “Trijddi’ cu la frechila”, cavatelli fatti a mano conditi con sugo e pane raffermo saltato in padella, quest’ultimo utilizzato come sostituto del formaggio che molte persone nell’antichità non potevano permettersi.

L’immagine di Vallata è rappresentativa per gli emigrati: all’uscita del casello autostradale la vista frontale è occupata in gran parte dal paese, quasi a dare il bentornato ai cittadini che, per questioni lavorative, hanno dovuto lasciare la terra d’origine.

Oggi, insieme, possiamo invertire la rotta, Vallata fa parte dell’Irpinia che non vuole morire!

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