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Zungoli: confini di terra e cuore

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Paese Zungoli
Fonte: instagram @delucaletizia96

Irpinia World è uno spazio, virtuale quanto reale, in cui mettere in relazione e in comunicazione diversi paesi, diversi gruppi e diversi membri, al fine di creare un vero reticolo fra luoghi e persone dell’Irpinia.

Geografia interna

Planimetrie, libri, archivi, documenti e fonti di vario tipo sono senza dubbio elementi essenziali per la storia, tanto locale quanto globale. Ma quando si tratta del proprio paese, esiste tutto un codice interiore, una manualistica intima, una geografia interna. Cosa vedi? Cosa senti? Cosa provi? 

È qualcosa di diverso da ciò che sostanzia questo o quel monumento, questa o quella pagina già scritta, già estrinsecata. Io penso, quando penso al mio paese, a un movimento tutto intrinseco, contorto e profondo, a una geografia che parte dalle viscere, e solo dopo si fa esterno.
Zungoli mi piace perché è una terra di confine: una cerniera tra Puglia e Campania, un orizzonte, una linea, fatta di di tanti puntini. 

È una metà che sa farsi intero, una congiunzione e una divisione, uno strappo e una cucitura.
Zungoli mi piace perché è fatto di pietre, scontroso e aguzzo solo per chi non ha la pazienza di andare dentro e oltre quelle viuzze, quei vicoli, quelle grotte, quei sassi, quei piccoli dedali dai passaggi infiniti, quegli archi e quei varchi che, nel percorrerli, sembrano, a loro volta, percorrere me stessa.

 

Strada Zungoli
Foto di Letizia De Luca

Rituale non scritto

 Zungoli è nella pelle, nelle righe di un anziano e nel vagito di un bambino, uno dei pochi bambini, forse, e forse per questo così prezioso, per questa sacralità delle piccole e poche cose di cui terra e cielo si compongono.

È nei giovani e negli adulti, è il basamento e il vertice di ogni piramide d’età; è nel diario segreto e nell’annuncio pubblico, nel torto e nella ragione che tutti, dando a questo o a quel compaesano, abbiamo in fondo dato un po’ anche a noi stessi, quel noi da cui non possiamo esimerci, nemmeno quando lo vorremmo: tessere dello stesso mosaico, punti microscopici del medesimo reticolo. 

È tutto sedimentato in questo rovescio fra le quantità e le qualità, fra le misure che si fanno dismisura, e ora sono eccessi e ora mancanze, ora grandezze ora dettagli. A Zungoli ogni cosa e ogni persona sembra partecipare, senza neanche saperlo, a un rituale non scritto, un oracolo arcaico trasmesso fino ad oggi: nei gesti, nelle parole, nei silenzi.

Vicolo Zungoli
Foto di Letizia De Luca

Zungoli mi piace perché è come un grande albero genealogico, che non lascia nessuno privo del suo piccolo ramoscello, di una radice di appartenenza.
Zungoli sa essere rumoroso e taciturno, antico e nuovissimo: è salita e discesa, è sinonimo e contrario di sé, è solitudine e moltitudine, è la parola che non so decifrare, l’eterno enigma d’amore, inciso all’interno, fra il costato e il cuore.

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