Mugnano del Cardinale

Mugnano del Cardinale: “Bomba di carboidrati a Pasqua”

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E dopo la rubrica “cosa mangio a Natale”, non posso che lanciarvene una nuova e recente: “bomba di carboidrati a Pasqua”. Certo, il periodo Pasquale è ormai passato ma ritengo opportuno riportarne il menù magari aggiungendovi qui e la, le più importanti tradizioni religiose. Inizia tutto dal Giovedì Santo, giorno in cui durante la liturgia si svolge la lavanda dei piedi e, una volta finta la celebrazione, l’altare viene spogliato e la chiesa resta aperta ai fedeli solo per la visita del sepolcro, allestito con cura o il mercoledì sera o il giovedì mattina. Personalmente ritengo sia sempre una grande emozione visitare i sepolcri e sentirmi immerso nella suggestiva atmosfera che si crea in ognuna delle tre chiese del paese; dal santuario, la cui maestosità è in piena armonia con la profondità del momento, all’Ascensione che ospita l’altare della deposizione proprio al centro dell’ampia navata, il che porta l’osservatore a sentirsi parte della straordinaria decorazione, fino alla chiesa della madonna del Carmine, che, più piccola e raccolta, “abbraccia” i fedeli nel momento di preghiera.

Altari Reposizione
Fonte Azione Cattolica Mugnano del Cardinale

Il venerdì mattina dalla cucina inizia diffondersi per tutta casa l’odore di qualche pietanza che viene accuratamente preparata così da essere porta alla degustazione il giorno seguente. Nel pomeriggio non può mancare la partecipazione alla Processione del Cristo morto, alla quale prendono parte i fedeli che, in corteo, seguono i personaggi rappresentativi delle varie tappe della passione di Cristo, fino alla morte. Immagino condividiate il fatto che è proprio la sera del venerdì Santo che ci si inizia a preparare per tutto ciò che prevede il pranzo del Sabato Santo e, perché no, dei giorni a venire. Mi chiedo, a tale proposito, se anche a voi capita di sentirvi osservati dalla fila di pietanze esposte sul tavolo in cucina, perché per quanto mi riguarda è ogni volta più dura resistere. È proprio per questo motivo che scegliere da cosa iniziare poi a pranzo, quando l’attesa finisce, sembra impossibile. Diciamo che alla fine si preferisce iniziare sempre da una fetta di salame a km0 adagiata su di una profumatissima fetta di pane fresco, due elementi fondamentali, cose che a tavola non possono mancare. Il seguito poi è tutta una ruota e da lì, la vera sfida è fermarsi. Provo ad elencarvi con ordine tutto ciò che rende luminoso il tavolo da pranzo ai miei occhi: di solito le due opere d’arte che attirano la mia attenzione prima di tutti, magari per restare in tema salame, sono il tortano, il casatiello e la pizza piena; brillano come se fossero oro! Ripeto, non è facile scegliere a chi dare la precedenza nella degustazione, per questo mi accontento di mangiarne un po’ di ognuno, uno dopo l’altro, facendo attenzione a tenere una breve pausa, quel tanto che basta per non sentirmi già pieno appena all’inizio. Soprattutto perché è proprio quando le danze sono già avviate che la nonna porta in tavola la frittata di maccheroni. E ditemi, le si può dir di no? Assolutamente, ne alla frittata, né tantomeno alla nonna. Poi che dirvi, non esiste una vera e propria divisione tra pranzo e cena, quello che allontana dalla tavola è solo la messa della vigilia di Pasqua, altrimenti neanche ci si accorgerebbe di essere arrivati a domenica. Il menù prevede un “flashback” di ciò che era in tavola il giorno prima, per chi magari si fosse dimenticato il sapore paradisiaco di qualcosa in particolare, in aggiunta all’antipasto, un primo piatto calorico, l’agnello, le patate e  poi lei, ‘sua maestà la pastiera’, come disse Eduardo de Filippo. È una di quelle cose a cui non si può dir di no, e se lo fai, avverti un senso di colpa tale da spingerti a prenderne un po’, poi un altro pezzetto, e poi ancora.

Ciò che avanza non si butta di certo, diventa anzi l’antipasto del lunedì dell’Angelo, prima che si passi alla carne, alle salsicce, al pollo e chi più ne ha più ne metta. E se pensate che il tutto si dimentichi con un buon bicchiere di vino, vi sbagliate, perché magari qualcosa avanza ancora e buttarlo via non è neanche lontanamente pensabile e si finisce, quindi, anche col sognare casatiello e pizza piena. Altrettanto piacevoli sono le gite fuori porta il martedì presso l’eremo di Gesù e Maria e il mercoledì a Fontanavecchia, condivise con amici e parenti. Potete solo immaginare quanto altro ancora ci sia da mangiare, ma almeno compensiamo con passeggiate nel verde tra una pietanza e l’altra. Dite che bastano ad alleggerire i sensi di colpa?

Fontana Vecchia e Gesù e Maria Mugnano del Cardinale
Fonte Forum Giovani Mugnano del Cardinale
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