Sperone dall'alto

Sperone, le radici del paese

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Sperone dall'alto
Fonte: Francesco Liguori

Salve a tutti, siamo i membri del Forum dei Giovani di Sperone e ringraziamo Irpinia World per averci coinvolto nel progetto ideato per scoprire i paesi che popolano la nostra terra, l’Irpinia. Nei nostri articoli andremo a descrivere le tradizioni, il folklore, la natura e l’arte del nostro amato paese; attraverso racconti e testimonianze ripercorreremo la storia contraddistinta anche dalla fede che lega il popolo speronese al Santo Patrono Elia Profeta. E’ doveroso come primo articolo raccontare dell’origine del comune.

Le nostre radici

Dal latino medievale “Sporonus”, termine usato a partire dal VII sec.  D.C., il nome del paese indicava una sporgenza esterna della cinta dell’antica Abella di cui Sperone ne rappresentava una parte.

Sperone è un piccolo Comune della Bassa Irpinia al confine con la provincia di Napoli. Più precisamente, è situato nella valle del Baianese che comprende anche Avella, Baiano, Mugnano del Cardinale, Sirignano e Quadrelle.

 

Sperone dall'alto
Fonte: Francesco Liguori

Il paese conta all’incirca 4000 abitanti e si trova ad un’altezza di 175 mt. sul livello del mare, attraversato da un’importante arteria stradale, la via Nazionale delle Puglie. Inoltre dalla collina della Selva Paradina, che cinge da un lato il paese, sgorga una sorgente di acqua limpida ricca di magnesio che confluisce nella storica Fontana di Sperone, fatta restaurare dalla Contessa Livia Colonna nel 1899.

Sorto come quartiere di Avella, Sperone diviene Comune autonomo il 01/01/1837, a seguito del Regio Decreto del 10/10/1836, firmato da Re Ferdinando II di Napoli. Da allora incomincia a rivendicare un proprio territorio su cui innestare il centro urbano; ma è solo nel Maggio del 1871 che si completa la definizione dei suoi confini con l’acquisizione di un quinto della superficie della città di Avella, ricompresa anche l’area da cui svetta la cima più alta di tutta la catena del Partenio (m. 1598 s.l.m.).

In origine la popolazione era insediata nei dintorni della via Vecchia; successivamente si è trasferita lungo la Via Nuova Nazionale delle Puglie, edificata da Carlo III, nei cui pressi poi fu eretta la chiesa della Santissima Annunziata. In seguito, su una preesistente cappella costruita alle pendici della Selva Paradina in onore del santo patrono Elia Profeta, il popolo speronese rinnovando la sua devozione innalzò una chiesa in suo onore.

Foto Storica di Via Nuova Nazionale delle Puglie
Foto Storica di Via Nuova Nazionale delle Puglie

Nell’area delimitata dalle due chiese sorgevano quartieri oggi considerati storici: “mbonde a Roce”, per la presenza di un’antica croce lì piantata da padri passionisti; “casa riola”, secondo la tradizione il termine è ricondotto a Riola, cognome di una famiglia locale; “arete o massaro”, poiché lì sorgeva l’abitazione di un massaro.

In una zona poco distante, dell’altro lato della via Nazionale delle Puglie, nacque un quartiere chiamato “de funari”, noto per la macerazione della canapa e la lavorazione delle funi.

L’attività più fiorente del neonato paese era rappresentata dalla produzione del carbone, dal momento che costituiva la fonte energetica più utilizzata del tempo: infatti intere famiglie svolgevano la mansione del “carbonaro” come si deduce nei registri storici. Alle donne era invece lasciato il lavoro del filato di cui purtroppo se ne è perso il ricordo tra le pieghe del tempo.

In chiusura, lo stemma comunale è rappresentato da uno scudo color rosso a due alberi sradicati e fioriti, al naturale, a destra di un ciliegio, a sinistra di un pero, sormontato da uno sperone rovesciato d’oro, affibbiato d’argento: lo sperone sta a significare la posizione del territorio rispetto ad Avella, mentre la scelta degli alberi era giustificata dalla loro notevole diffusione. Lo stemma è cimato da una corona formata da un cerchio di muro d’oro, sormontato da otto merli, uniti da muriccioli, il tutto d’argento. Sotto lo stemma comunale, si trovano un ramo d’alloro ed uno di quercia montati a corona, sostenuti da un nastro rosso. 

Stemma Sperone
Fonte: Biblioteca Comunale

Raccontata l’origine del comune, nei prossimi racconti passeremo a descrivere le tradizioni, la fede religiosa, i luoghi e i simboli che contraddistinguono noi speronesi.

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