convento San Domenico Bagnoli Irpino

A Bagnoli Irpino un convento dedicato a San Domenico

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convento San Domenico Bagnoli Irpino
Foto di Giovanni Nigro

Camminando per Bagnoli Irpino mi è capitato molto spesso di pensare a cosa portare alla conoscenza del lettore di Irpinia World. Molto spesso gli spunti sono venuti anche da amici e parenti. Questa volta no, mi sono imbattuto da solo in questo argomento che è sconosciuto ai più. Il convento di San Domenico a Bagnoli Irpino è una vera e propria opera d’arte.

Parte esterna del convento di Bagnoli Irpino

Con il suo caratteristico e maestoso campanile, di circa 30 metri, la chiesa di San Domenico a Bagnoli Irpino è una delle strutture architettoniche più importanti del paesino alle pendici del Laceno. Sovrasta il centro storico ed è raggiungibile da più lati. Il campanile che per due piano è quadrangolare e la parte superiore è ottagonale, con il piccolo porticato sono la parte esterna del convento.

Bagnoli Irpino
Foto di Giovanni Nigro

Entriamo nel convento di San Domenico

Questo convento rappresenta buona parte del patrimonio culturale bagnolese, dopo il sisma del 1980 sono state molte le opere che avevano subito danni. A cominciare dalla struttura che risale al 1485, quando iniziarono i lavori ed al 1490 quando fu inaugurata la chiesa. Una chiesa che era dedicata a Santa Maria di Loreto, ma nel secolo successivo un frate domenicano di spicco, il bagnolese Ambrogio Salvio, la ingrandì, vi aggiunse uno studentato e la intitolò a San Domenico. Proprio per la presenza dello studentato ha avuto per secoli un ruolo determinante per la cultura e lo sviluppo di Bagnoli Irpino.

Altare San Domenico Bagnoli
Foto di Giovanni Nigro

L’arte nel convento di San Domenico

Il convento e lo studentato vennero soppressi nel 1808 a seguito delle leggi eversive francesi. Il soffitto, piano come nelle basiliche, è diviso in cassettoni con cornici dorate e dipinti che rappresentano la vita di San Domenico e quella di altri Santi domenicani. Fu saltuariamente aperta al culto fino all’ultimo conflitto mondiale. Poi fu chiusa ed iniziò il suo lento declino.  Fra le opere d’arte contenute si ricordano la grande tavola di Marco Pino da Siena, datata 1556, che misura complessivamente 4,39 x 3,25 m; un quadro raffigurante Le nozze di Sara figlia di Rachele col giovane Tobia ed un altro raffigurante L’Annunziata, entrambi di ignoti autori. Nella cappella sinistra del transetto un alto quadro di ignoto autore raffigurante La Circoncisione, nonché La Resurrezione e La Nascita, anch’essi d’ignoti autori. Vanno ricordati una piccola tavola del 500 che raffigura La Madonna col Bambino e La Madonna del Rosario di Marco Pino da Siena.

soffitto Convento San Domenico Bagnoli Irpino
Foto di Giovanni Nigro

La festa di San Domenico

Ogni anno il 4 agosto si festeggia il santo ed il paese in festa comincia la sua serie di festicciole estive. Intorno alla festività di San Domenico sono molte le persone che esprimono devozione a uno dei santi non troppo commerciali e di spicco. Nel giorno della festa la funzione eucaristica viene svolta nella chiesa che presenta un piccolo altare e qualche banco, proprio come avveniva negli anni 60. Tutto sembra far ritornare alla mente gli anni che furono. Quest’anno anche con il Covid che ha fermato molte manifestazioni, comunque la funzione è stata svolta, come sempre in onore del santo.

Bagnoli Irpino
Foto di Giovanni Nigro

All’interno un’opera d’arte nazionale

Si tratta di un’opera di inestimabile valore che tutt’oggi viene conservata nel Convento di San Domenico a Bagnoli Irpino, un’opera ammirata da tutti: il Marco Pino Da Siena. Una pala d’altare che raffigura la Madonna del Rosario e che noi chiamiamo con il nome del suo autore, per renderla ancora più nostra. Un’opera monumentale datata 1576 e realizzata dall’artista toscano a Bagnoli Irpino per celebrare la potenza di Ambrogio Salvio, domenicano di origini bagnolesi e delle famiglie bagnolesi che combatterono la battaglia di Lepanto

Marco Pino Da Siena Bagnoli Irpino
Foto di Giovanni Nigro

Nel 2012 l’opera è stata restaurata da Franco Moscariello, che ha più volte ribadito che ad oggi l’opera è ancora integra e ben aderente al legno, ma con qualche piccolo foro che non preoccupa. L’unica nota stonata è la posizione di quest’opera che, come ribadisce al circolo Palazzo Tenta 39 lo stesso Moscariello, nel Convento di San Domenico c’è un tasso di umidità pari all’85%, con umidità presente sulle pareti. Quindi, non è il posto ideale. Ma tutto sommato quello che fa ben sperare è lo stato di salute dell’opera che invito a visitare e ad incuriosire i lettori di Irpinia World.

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Foto di Giovanni Nigro
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