blasoni caposele 7 fontane

Caposele e il percorso delle 7 fontane

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Fonte: Paolo Palmieri

“L’Irpinia è natura” …Quante volte abbiamo sentito dire questa frase? Sicuramente molte, ma per comprendere meglio questa affermazione abbiamo deciso di immergerci nei percorsi naturali che il nostro territorio ci offre. Oggi, insieme a voi, vogliamo compiere una piccola escursione tra affascinanti paesaggi di Caposele in cui solo la natura prende il sopravvento. Caposele, come sappiamo, è un paese situato in un’ atmosfera di monti, colli, valli, ed è ricchissimo di elementi di interesse turistico ed ambientale. I Picentini rappresentano il più importante complesso idrografico di tutta l’ Italia meridionale caratterizzato dalla presenza di copiose sorgenti che alimentano numerosi fiumi. Solitamente qui a Caposele, in estate, approfittando anche della presenza di concittadini rientrati a trascorrere il piacevole Agosto in paese, viene organizzata un’escursione che prende il nome di “Anello delle 7 fontane di Caposele”.

Il percorso...

L’intero tracciato che andremo a percorrere è di 13,8 km con un dislivello positivo di 820 metri e percorribile in circa 8 ore con media difficoltà ma ampiamente alla portata anche per i meno allenati.

L’ area della partenza è in Piazza Sanità, una piazza particolarmente pittoresca che rappresenta il punto più basso di tutto il cammino trovandosi all’ altezza di 415 m s.l.m. Dopo il ritrovo iniziale si parte e si sale verso l’ area  Saure (zona delle cantine di Caposele) dove s’incontra la prima fontana, nota come “Fontana r’ lu Pignuolu”; a questo punto bisogna continuare a salire in maniera ripida per raggiungere la seconda fontana, ovvero quella di “San Biagio”, ricostruita pochi mesi fa e posta a 620 metri di altitudine.

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Foto: Ernesto Donatiello

La terza fontana, situata ad un’altezza di 675 metri, è quella del “Serracino”, facilmente raggiungibile continuando a salire su per la sterrata. Il percorso continua attraversando il pianoro della Castagneta e proseguendo per raggiungere la Fontana del Cerasuolo (908 m) dove solitamente si compie una breve sosta

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Fonte: Paolo Palmieri

Seguendo la sterrata verso sinistra si raggiunge il fontanile in località “Mauta”, a 1150 metri di altitudine, dove si può fare un’ulteriore pausa nell’area attrezzata di questa montagna. Si riprende il cammino e salendo verso nord si giunge al punto panoramico dei Lagarelli, il più elevato dell’escursione, in quanto si trova a 1260 metri; in questo luogo, noto per la visuale che offre, si compie un’altra piccola sosta panoramica da cui è possibile scorgere le principali vette dei Picentini e delle valli che, via via più addolcite, raggiungono il territorio pugliese. Da questo momento in poi il sentiero prosegue in piano per poi scendere verso una zona detta “Arialunga-Vallentica”, punto del sentiero reso ancora più particolare dall’intenso odore dell’origano selvatico, che ci fa prendere coscienza della semplice bellezza della natura; dopo 300 metri ci si immette in un piccolo sentiero che porta alla “Sorgente della Vallentica” (1125 metri).

In seguito a questa pausa si riprende la sterrata che, come all’inizio dell’escursione, scende a 975 metri d’altitudine, dove si trova la “Fontana di Canale”. Da questo punto si prosegue su una strada in forte discesa passando non solo per la distesa di Avigliano, ma anche per il punto panoramico su Caposele-Materdomini posto a 640 metri d’altezza, dove il verde è dominante e la natura conserva la sua incontaminata identità.

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Fonte: Paolo Palmieri

Dopo aver ammirato il paesaggio visibile da questa zona, si può considerare l’escursione terminata, perché prendendo nuovamente la strada verso San Biagio, si arriva a Caposele in Piazza Sanità. La fatica della camminata è stata ben ricompensata dal manifestarsi della natura attraverso uno spettacolare tumultuoso susseguirsi di fotogrammi faunistici e floristici che ci sono rimasti piacevolmente impressi. Nei nostri occhi sono ancora presenti le immagini dei castagni e dei pini di montagna, delle more e dei lamponi appena maturi, delle violette d’alta quota, delle farfalle colorate, degli scoiattoli sfuggenti e delle mucche impaurite dalla nostra discreta presenza.

Tutte le fontane che abbiamo nominato e che si possono incontrare partecipando a questo percorso sono state costruite nel tempo grazie alla presenza di Sorgenti d’acqua situate nelle montagne; inoltre, in tempi passati, la presenza di queste fontane ha reso molto facile la diffusione di acqua potabile anche in luoghi lontani da bacini da cui solitamente si poteva attingere. Possiamo però anche dire che la gettata di ogni fontana non è mai uguale nel corso degli anni o dei mesi, ma varia continuamente a seconda delle stagioni in cui ci troviamo perché risente della pioggia e di altri agenti atmosferici che influiscono sulla portata d’acqua.

Dagli autori...

Dopo aver compiuto questo piccolo “viaggio” virtuale speriamo di avervi incuriosito e di aver creato in voi suggestioni che solo l’Irpinia è capace di suscitare. Se volete scoprire altri segreti del nostro territorio allora non dovete assolutamente perdervi il prossimo articolo!

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