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Spartacus: dalla Tracia a Caposele

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Spartacus caposele Fiume Sele
Fonte: Rocco Ciccone ph

Si narra spesso di Spartaco, il grandissimo eroe greco che ha avuto molta fama soprattutto dopo l’uscita del film “Spartacus”, film del 1960, interpretato da Kirk Douglas, noto attore americano scomparso da poco.  Quasi nessuno sa che Spartaco è venuto alla luce sulle rive di un fiume, nell’odierna Bulgaria, e, molto probabilmente, ha trovato la morte sulle sponde di un altro corso d’acqua, il fiume Sele.

Ma chi era Spartaco?

Spartaco, schiavo greco carismatico ed intelligente, nasce in Tracia, sulle rive del fiume Strimone tra il 111 e il 109 a.C. Possiamo dire che il sogno di Spartaco, e di molti altri che si trovavano nella sua stessa condizione, era quello di fuggire dalla schiavitù. In un primo momento questo desiderio si realizzò: infatti, quando scappò dai Romani che volevano fare di lui un gladiatore, portò con sé 70 uomini, i quali in pochi anni crebbero a dismisura raggiungendo il numero di cinquantamila soldati. 

Spartacus caposele Spartaco nell'anfiteatro
Fonte: google @salerno.occhionotizie

Tutti insieme riuscirono a sconfiggere straordinariamente l’esercito Romano.  E’ evidente la determinazione di Spartaco, un personaggio che, forse, ci riguarda da vicino, soprattutto per il luogo in cui è avvenuta la sua morte.

Ma qual è il territorio tanto importante che purtroppo infranse il sogno di libertà di cinquantamila schiavi?

Spartacus caposele Sconfitta di Spartaco
Fonte: Wikipedia

L’ultima battaglia di questo eroe greco fu preceduta da numerosi scontri feroci: infatti molti storici, tra cui il filosofo Plutarco, narrano che “tutti i soldati, stremati e consapevoli dell’imminente disfatta marciavano, insieme a Spartaco, reduci da un sanguinoso attacco”.

Secondo questa versione lo scontro finale di Spartaco, durante il quale egli perse atrocemente la vita, ebbe luogo sulle rive del fiume Sele, situato in Irpinia e, più precisamente, nel nostro paese, in particolar modo sulla riva destra del corso d’acqua (“ad caput Sylaris fluminis”). In quel tempo il fiume, insieme con tutto il territorio circostante, era situato tra i paesi oggi noti come Senerchia, Calabritto e Quaglietta, in quella Alta Valle del Sele che, all’epoca, faceva parte della Lucania.

Veduta della Valle del Sele
Fonte: Google @terre di Campania

A sostegno di questa tesi sono state ritrovate numerose prove: una di queste è il ritrovamento di alcune tracce di uomini che si rifugiarono sulle nostre montagne per sfuggire alla cattura da parte dei Romani, i quali battevano prevalentemente territori pianeggianti; un’ ulteriore ragione per dar credito a questa supposizione riguarda i reperti rinvenuti ad Oppido (località tra Caposele e Lioni), e quelli trovati presso le “Chianche”, luogo rurale di Materdomini.

Questa è solo una delle tre ipotesi sulla morte dell’eroe greco Spartaco. Infatti, lo storico Appiano crede che egli sia morto in Calabria, mentre, per quanto riguarda la possibilità della sua morte lungo il fiume Sele, possiamo considerare valide due ipotesi perché molti secoli fa i corsi d’acqua erano intesi come dei serpenti, quindi, al giorno d’oggi, risulta difficoltoso, per gli storici, stabilire quale fosse il loro inizio e quale la loro fine: la prima di queste conferma la morte avvenuta presso la sorgente del Sele, mentre la seconda, pur coinvolgendo il nostro fiume, sostiene che Spartaco si sia spento alla foce, ovvero a Capaccio.

Dagli autori...

Come abbiamo già detto nel precedente articolo, e come abbiamo potuto notare anche in questo, la terra, inaspettatamente, nasconde sempre i suoi segreti e ricaccia i ricordi del tempo lontano: sta solo a noi scoprirli. Per scoprire tante altre curiosità celate nel nostro piccolo paese, non perderti nessun articolo: alla prossima!

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