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Una vita ad Aiello del Sabato

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VISTA SU MONTEVERGINE
Foto di Francesco De Cicco

“Io ce l’avevo nella memoria tutto quanto, ero io stesso il mio paese: bastava che chiudessi gli occhi e mi raccogliessi… per sentire che il mio sangue, le mie ossa, il mio respiro, tutto era fatto di quella sostanza e oltre me e quella terra non esisteva nulla.”
(Cesare Pavese)

Rileggo spesso questa frase, mi fa pensare sempre al mio piccolo paese di collina, il paese dove sono nata e vissuta, quel posto nel mondo che mi ha regalato gioie, dolori e ricordi indelebili che ho impressi nella mia memoria.

 Aiello è il mio posto nel mondo, ad ogni mio viaggio, ad ogni mia uscita fuori porta ne sento la mancanza e ogni volta, dentro di me cresce l’insaziabile desiderio di ritornarci e stare lì a rilassarmi tra le strade del centro storico e fissare i colori del cielo al tramonto con il venticello che mi accompagna mentre la notte cala.

Aiello by night
Foto di Francesco De Cicco

Il mio paese...

Se devo trovare una parola che per me rappresenti Aiello del Sabato essa è : “comodità”, parola che per molti rappresenta il nostro piccolo paese; chiunque decide di viverci lo elogia non solo per la sua vicinanza alla città di Avellino, indice dell’incremento demografico a cui abbiamo assistito negli ultimi dieci anni, lo elogia soprattutto per la sensazione di calma e tranquillità che volteggia nell’aria e circonda l’intero paese.

Solo però chi ci è nato e ha vissuto qui  la sua infanzia sa cos’è realmente Aiello.

Se chiudo gli occhi e penso alla mia infanzia, Aiello diventa,per me, l’incontro con i miei amici davanti alla quercia secolare, simbolo del paese, per fare infinite passeggiate lungo le sue strade;

Aiello diviene un enorme parco giochi dove eravamo soliti giocare a nascondino in venti davanti al Municipio, a trovare i posti più strani per non farsi scoprire, incominciando dalla vecchia Scuola Materna al Palazzo dei Carabinieri ma anche balzando sugli alberi e, resti tra noi,  solo gli atletici ci riuscivano.

campetto
Foro di Alessandro Penta

Il Campetto "Antonio Paparella"

Aiello diventa, ancora, una giornata al campetto, in cui i ragazzi tirano quattro calci a un pallone e mentre noi ragazze siamo sedute sugli scaloni a mo’ di spalti a raccontarci la vita e perché no, a fare qualche commento sui “giocatori”.

Il campetto era ed è un momento di libertà e di svago per i giovanissimi, diviene il luogo in cui trascorrere i caldi pomeriggi d’estate, passati a correre per schivare i gavettoni di acqua gelata che se ti colpivano ti provocavano un brivido lungo la pelle calda, scaldata dal sole cocente. Il campetto di sera diviene un punto panoramico per i più giovani dove stendersi sui teli con gli occhi puntati al celo e guardare le stelle con la trepidante attesa di poter urlare vittoriosa: “eccola… eccola ho visto una stella cadente”.

Oggi, il Campetto, intitolato ad “Antonio Paparella”, è ancora quel luogo di aggregazione e dà vita a numerose e importanti manifestazioni. Alcune iniziative sportive sono: il torneo di calcio a cinque del “Memorial Pasquale Stornaiuolo”, nato principalmente dall’idea di 6 ragazzi, per essere vicini alla famiglia e per mantenere sempre vivo il ricordo di Pasqualino ,  che nella sua breve ma intensa vita era l’amico di tutti. Le calde sere d’estate,tutti insieme a fare il tifo per la  propria squadra “del cuore” e a ridere e scherzare e ancora a fare amicizia con chi viene anche da fuori provincia per prendere parte a questo evento, racchiudono perfettamente tutto quello che era Pasqualino: allegria contagiosa e bontà d’animo insieme a infinita semplicità;

Memorial "Pasquale Stornaiuolo"
Foto di Sebastiano Gaeta

Il torneo di Volley organizzato dal “Forum dei Giovani”  e il torneo di Tennis organizzato dal “Tennis Club Cesinali” oppure lo “Sport Day” organizzato dall’Amministrazione Comunale.

Tutto si può ancora migliorare, ma queste manifestazioni sono un orgoglio per noi aiellesi. Infatti, in quei giorni il Campetto diventa un ritrovo e il tifo degli spettatori è quasi paragonabile a quello degli Ultras delle grandi squadre.

Avere sedici anni ad Aiello è stato, per me, una grande fortuna; eravamo un gruppo di amici, una seconda famiglia, la forza di uno per l’altro. Non si può mettere nel dimenticatoio, non si può non custodire nel grande bagaglio della nostra crescita. Non può non esserlo per le generazioni a venire.

Oggi, il Forum dei Giovani, di cui faccio orgogliosamente parte, riflette quello che eravamo un tempo, ha ridato vita a un po’ di quella magia.

Il sabato pomeriggio siamo di nuovo lì, davanti a quel comune, a raccontarci e a fantasticare sulle nostre vite, sperando di non dover mai lasciare quel piccolo paese racchiuso in quella “palla di vetro “ che a volte ci regalava e ci dona la magia della neve.

Ho 26 anni e ringrazio Aiello del Sabato per avermi dato le dritte per essere quella che sono oggi, sono fiera del mio paese e auguro a chiunque mi legga di vivere in un qualunque “Aiello” nel mondo, o meglio ancora, sarebbe fortunato a vivere nell’ Aiello che ha cresciuto e formato me.

Autore:  Carmela Penta

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