Sant'Alberico Crescitelli

Un altavillese in Cina

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Sant'Alberico Crescitelli
Sant'Alberico Crescitelli

Sono ormai trascorsi centoventi anni da quel fatidico 21 luglio 1900, giorno che vide il suolo di Yantsepien bagnarsi con il sangue del coraggioso martire Padre Alberico Crescitelli. Egli nacque ad Altavilla Irpina il 30 giugno 1863 e tre giorni dopo, il 2 luglio, venne battezzato con i nomi di Alberico, Pietro, Pellegrino.

Fin da subito mostrò una forte predilezione per l’ardua vita tipica delle missioni estere, attingendo nozioni dalla biblioteca dello zio Raffaele Crescitelli e arrivando a declinare le offerte che lo volevano in altre congregazioni. Il giovane Alberico, citando le sue stesse parole, ”esaudì i suoi voti”   nell’ottobre 1880, quando parlò della sua volontà di diventare missionario a don Dominico Porrazzo della Pia Società delle Missioni, che il 28 ottobre dello stesso anno gli permise di entrare nel Seminario dei Santi Apostoli Pietro e Paolo per le Missioni Estere a Roma.

Museo Sant'Alberico
Museo di Sant'Alberico Crescitelli

Il futuro martire venne ordinato sacerdote il 4 giugno 1887, scegliendo poi di trascorrere un breve periodo ad Altavilla, prima della partenza per la Cina. Il giovane missionario sarà però costretto a fermarsi più lungo a causa dello scoppio dell’epidemia di colera, durante la quale non esitò ad adoperarsi per il prossimo con profondo spirito di sacrificio e incurante dei rischi di contagio. Tali azioni lo resero meritevole del pubblico riconoscimento e della medaglia di bronzo.

Dalle verdi colline irpine la nostra storia si sposta adesso ai ben più aspri rilievi dello Shaanxi, regione della Cina centrale nota ancora oggi per corruzione e povertà.  Padre Alberico mise piede in Oriente nel 1888, cambiando totalmente il suo aspetto: lungo codino, berretto di feltro, giacca di stoffa imbottita e pantofole di seta presero il posto dell’abito talare; ”Eppure sono proprio io”, disse in una missiva destinata alla madre. Il Santo, purtroppo, si inserì in un contesto già molto teso: i rivoluzionari Boxer ottennero nel 1898 l’appoggio dell’imperatrice Tze Hsi e dichiararono guerra alla potenze occidentali che per lungo tempo avevano oppresso il Paese del Dragone. L’odio reciproco porterà all’uccisione di 200 missionari cristiani: Padre Alberico Crescitelli fu uno di questi.

Alberico crescitelli, Altavilla
Sant'Alberico Crescitelli

Il martirio di Sant’Alberico è stato uno dei più atroci che la storia possa ricordare: segnato dalle torture, dal tradimento e dalla vendetta. Il sacerdote cadde, infatti, vittima delle ire di Teng, funzionario corrotto, e di Jao, doganiere che lo ospitò in casa sua in attesa degli assassini. Durante la notte tra il 20 ed il 21 luglio 1900 tre spari ruppero il silenzio del buio: il segnale affinché altrettanti loschi individui entrassero in casa del traditore mandarino.

Jao ebbe il compito di far fuggire il missionario in un vicolo cieco, dove finì vittima delle più barbare violenze, che preferirei non raccontare per intero. Il giorno dopo, il corpo già duramente segnato fu diviso in pezzi e gettato nel fiume Kialinkiang, le cui acque si macchiarono del sangue del Martire ”che non ebbe neppure l’onore di una tomba”. Leggenda narra che le membra  straziate del Santo si siano ricomposte più volte prima di essere sommerse da un improvviso temporale.

Alberico crescitelli, Altavilla
Sant'Alberico da Giovane

Il glorioso Alberico fu beatificato il 18 febbraio 1951 e solennemente proclamato Santo il 1° ottobre 2000 da Papa Giovanni Paolo II. Oggi, ad Altavilla Irpina, è visitabile la casa natale dell’integerrimo missionario, ove è possibile ammirare ancora alcuni oggetti a testimonianza della fede e della dedizione del nostro illustre compaesano.

Autore: Andrea Squittieri

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