Complesso Episcopio

Episcopio: L’atmosfera magica di Sant’Andrea di Conza.

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Complesso Episcopio
Foto di Salvatore Cassese

Continua il nostro viaggio con “IrpiniaWorld”, questa volta alla scoperta di uno dei “luoghi” assolutamente più suggestivi che caratterizzano il nostro piccolo borgo: il Palazzo Episcopale (o Episcopio).




Episcopio: tra storia e tradizioni

teatro episcopale.
Foto di Miriam Tarullo

Situato nella parte alta del paese, in cima al reticolo di stradine del centro storico, dal punto di vista strutturale, il palazzo ha una forma planimetrica, quasi una “C” rivolta ad Oriente; con due torri possenti, aderisce perfettamente allo sperone calcareo su cui è fondato.

Nel corso del tempo, l’Episcopio ha subìto diverse ristrutturazioni e restauri, ed è stato abbellito con opere di pregio artistico, come il giardino pensile e la cascata monumentale.

 

Ripercorrendone brevemente la storia, il nucleo originario del Palazzo fu edificato intorno al XIII secolo, con funzione difensiva. Infatti, tra la fine del XIII secolo e l’inizio del XIV, Sant’Andrea di Conza passò sotto il controllo della famiglia Poncelly (di origini francesi) che costruì, nel feudo, un fortilizio ad uso e difesa degli abitanti.

Successivamente, il paese passò alla famiglia De Balzo e, nel XV secolo, ai Gesualdo. Infine, nel XVI secolo, gli arcivescovi riaffermarono la propria giurisdizione civile sul territorio e trasferirono la loro sede da Conza della Campania al Castello stesso, che prese definitivamente il nome di “Episcopio”.

Una più recente restaurazione risale al 1980 (in seguito al terribile terremoto che sconvolse l’Irpinia tutta), con lo spostamento al suo interno degli uffici comunali, nei quali è ancora possibile ammirare le due torri cilindriche: una posta all’ingresso principale, l’altra che affaccia sul panorama e sul giardino.




Giardino dell' Episcopio
Foto dei Giardini del palazzo Episcopale

Proprio nel giardino pensile dell’Episcopio, troneggia la bellissima fontana monumentale del XVIII secolo. Interamente in pietra calcarea locale e circondata da una balaustra, è costituita da tre cascate gradonate nelle quali confluiva l’acqua fino ad una vasca quadrata inferiore, al centro della quale è situato un grande piatto (anch’esso in pietra).

Ogni lato della vasca inferiore è costituito da quattro campiture di colonnine, ad eccezione del fronte della fontana (che ha una campitura a destra e a sinistra con due colonnine all’interno).

L’acqua che attraversava le tre cascate proveniva dal mulino “La fonte” e proseguiva ad alimentare altri cinque mulini, a poca distanza l’uno dall’altro, situati nel centro abitato.

Sulla cima della cascata centrale, è posto lo stemma vescovile.

Questo bene storico e artistico, è stato notevolmente danneggiato dal sisma del 1980 e il suo restauro è attualmente a cura della Soprintendenza competente.

 

Il restauro prevede il rimontaggio della balaustra originaria, con il ripristino dei pezzi frantumati o scheggiati e l’integrazione di quelli mancanti.

Per ripristinare l’originale funzione di invaso d’acqua della vasca, invece, si prevede la rimozione dell’attuale pavimentazione in pietra. Il restauro è possibile anche grazie alla forte tradizione artigiana di Sant’Andrea, ancora operante e apprezzata sul territorio, in particolare per la lavorazione della pietra e del ferro battuto.




Foto della Fontana
Foto di MariaLaura Amendola
Arte artigiana Sant’Andreana Fontana nei giardini dell'episcopio.
Foto di Miriam Tarullo

Dal giardino pensile è possibile ammirare un paesaggio “magico”, specialmente di sera, con il susseguirsi dei paesini circostanti, il Lago di Conza della Campania, la Rupe di Cairano.

Nelle immediate vicinanza, inoltre, è possibile visitare altre bellezze storiche e monumentali del paese, come la Chiesa di San Michele, il Seminario, i ruderi del convento e il lavatoio.

 

Infine, l’Episcopio ospita anche un teatro all’aperto, scenario della Rassegna Teatrale estiva da ormai quattro decenni, e sul quale si sono esibiti artisti di fama nazionale e internazionale.

Ma su questo ci torneremo presto, per raccontare la lunga tradizione teatrale di Sant’Andrea di Conza e gli innumerevoli personaggi che l’hanno animata.




episcopio
Teatro dell'Episcopio

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