Fontanarosa

Fontanarosa: la Torre civica e la storia di Michele Avvisati.

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Fontanarosa
Foto di Luigi Zollo

Accanto alla chiesa di Maria SS. della Misericordia, si erige il più imponente dei campanili di Fontanarosa. Quest’ultimo risale al 1400, ma sono seguite diverse ricostruzioni nel corso dei secoli. Oggi la torre si presenta alta 57 metri, con una cupola a bulbo di 6 metri. I primi tre piani hanno struttura simile: sono di forma quadrata e non presentano nessun tipo di ornamento, l’unica particolarità è data da riseghe, archi e spigoli che sono stati fatti in bolognini di pietra lavorata. La parte superiore è più snella e accoglie le campane e l’orologio. 

Campanile di Fontanarosa
Foto di Michele Colucciello

Nel 1932, in seguito ad un restauro voluto dall’avvocato Ernesto Ciampi, la cupola fu abbellita con un motivo a squame realizzato con ceramiche incastonate di Vietri di colore giallo e verde. Oltre ciò, il campanile, si arricchì di un ampio medaglione raffigurante Fra Michele Avvisati.

Fontanarosa
Foto di Luigi Zollo

Chi è Fra Michele Avvisati?

Salvatore Avvisati, primogenito di Lucio Avvisati e Camilla Nicastro, nacque il 01 giugno 1608. Come è noto, nel medioevo, il primogenito ereditava beni e casato mentre gli altri figli entravano in convento. Tuttavia nella famiglia Avvisati non fu così, in quanto Salvatore e uno dei suoi fratelli, a noi noto come padre Stefano, entrarono spontaneamente nella famiglia domenicana; mentre il secondogenito entrò in seminario e divenne arciprete di Sant’Angelo all’Esca. Salvatore si iscrisse al convento maggiore di S. Domenico di Napoli all’età di 17 anni, con il nome di frate Michele da Fontanarosa e a 23 anni era già sacerdote. 

Divenne dottore in lettere, filosofia e teologia e dopo aver insegnato a Napoli nella scuola dell’ordine, conseguì la laurea di “magister”. Ebbe fama nazionale per le sue capacità oratorie, noto è il Sermone delle Ceneri all’ingresso della Granduchessa Toscana, che si fece attendere per lungo tempo, esasperando sia i fedeli che l’oratore: “Eccoci davanti a quella brutta, stecchita, schifosa vecchiaccia… che è la morte“. Il riferimento alla Granduchessa risultò evidente, al punto che a Padre Fontanarosa fu ordinato di allontanarsi dal Granducato, ed egli fu ben lieto di eseguire l’ordine ricevuto ancor prima che scadesse il tempo che gli venne concesso.

La torre Fontanarosa
Foto di Luigi Zollo

Fu iscritto nell’Accademia degli Inquieti fondatanel 1666 dal principe Francesco Marino Caracciolo. La sua forte personalità non bastò ad evitargli di essere coinvolto in vicende spiacevoli della sua famiglia. Tentarono, infatti, di infangare l’elemento di spicco della famiglia Avvisati coinvolgendolo in un processo. Il religioso fu accusato di aver ucciso il concittadino Bonetti e di averne esposto le membra in pubblico, dopo aver mutilato il cadavere, per vendicarsi dell’uccisione del fratello Emanuele. Nel 1666, altri guai colpirono Padre Fontanarosa, quando un’orda di malviventi assalì casa Avvisati. 

Questi derubarono e incendiarono l’abitazione, inoltre aggredirono gli inquilini e accoltellarono una bambina di 4 anni, la nipote di Michele Avvisati. Nello stesso anno, il religioso fu accusato di essere il mandante dell’omicidio di Marcantonio Pepe, insieme al nipote Cesare, figlio di Emanuele, che nel 1664 lo aveva sfidato a duello. Le accuse furono di associazione a delinquere e usura, ma davanti al tribunale pontificio queste non ressero e i due vennero assolti completamente. Nel 1669 Cesare venne assassinato da due cugini di Marcantonio. L’anno seguente Padre Michele Avvisati si chiuse nel convento a Fabriano che fece restaurare a sue spese e ivi morì nel marzo del 1689.

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