carnevale morto

I chiacchier’ si port’ ‘u vient’

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carnevale morto
Mardi Gras - Foto di Sarrah Danziger

“Carnem levare” (eliminare la carne), è questa l’etimologia del “Carnevale”, festività celebrata il “martedì grasso”, giorno precedente il mercoledì delle Ceneri, che apre il periodo della quaresima.

Il Carnevale viene festeggiato in tutto il mondo, famose sono le sfilate dei “carri allegorici” che attraversano le città di Venezia, Rio de Janeiro, Viareggio, Ivrea, Nizza e molte altre ancora.

carnevale altavilla
Carnevale Morto - Scatto di Valentina Squittieri

Questa festività è spesso ricordata per lo scherzo e la goliardia “A Carnevale ogni scherzo vale!” ma, anche, per le diverse tradizioni culinarie che ogni paese possiede. Ad Altavilla Irpina si è soliti preparare due dolci tipici, come le famose “chiacchiere” e il “migliaccio”. Le prime sono delle sfoglie fritte, friabili e croccanti, ricoperte di zucchero a velo, mentre la preparazione del migliaccio è una tradizione circoscritta, principalmente, al territorio campano, dove il gusto salato della ricotta incontra il dolce della vaniglia e del latte, in un’ampia commistione di sapori.

dolce di carnevale
Chiacchiere - Scatto di Giorgia Greco

Sotto l’aspetto prettamente goliardico,in passato, sono stati  diversi gli eventi che hanno reso il nostro piccolo paese una meta attrattiva  per i festeggiamenti del Carnevale, tra cui il “Carnevale Morto” dove, la domenica successiva alla festività, un lungo corteo di concittadini, indossando le tipiche maschere carnevalesche, partecipava al rito funebre del “Signor Carnevale” destando, al momento dell’annuncio della morte, le risate dei partecipanti. Il corteo era spesso accompagnato da bambini che, con coriandoli e stelle filanti, imbrattavano il carro e gli indumenti delle persone circostanti.

carnevale altavilla
Carnevale morto - Scatto di Valentina Squittieri

In passato, ad Altavilla Irpina, andava in scena anche la “Zeza”, rappresentazione tipica napoletana, in costumi carnevaleschi, che veniva messa in scena in molti comuni irpini. Il canovaccio originale della manifestazione è stato spesso modificato, a causa del linguaggio abbastanza “colorito” ma, la trama di base, è rimasta la stessa, avendo  come “leitmotiv” l’allegria e il folklore.

Tutte tradizioni che, purtroppo, a causa della pandemia, abbiamo dovuto lasciare da parte ma che, ben presto, torneranno a renderci più allegri e a fare del Carnevale la solita festa magica e colorata.

Autore: Dario Crescitelli

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