murale naif lauro

Lauro, passeggiando tra i murales naif

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murale naif lauro
scatto di Tilde Schiavone

E’ giunto settembre, il mese di transizione che si pone tra la briosa e spumeggiante estate e il melanconico autunno dalle meravigliose e calde sfumature … ho imparato col tempo ad amare questo periodo dell’anno il cui clima gradevole ci consente di passeggiare serenamente godendoci la natura e soprattutto l’arte, con i suoi molteplici aspetti da cogliere e comprendere e da cui lasciarci emozionare e travolgere. Lauro è un piccolo borgo che sa conquistare chi con l’anima lo sfiora e capace di raccontare attraverso i colori, le immagini e la creatività artistica che sgorga dai muri del centro storico, dalle facciate delle abitazioni o da un angolo di periferia,  la sua variegata storia.

L'arte naif

Lauro murale naif
Scatto di Tilde Schiavone

L’arte naif (termine francese che indica, in italiano, qualcosa di ingenuo, primitivo, infantile) si basa soprattutto sulla creatività istintiva, prescinde dai tecnicismi e tende a rappresentare la realtà trasfigurata dall’immaginazione dell’autore. I temi prediletti dagli artisti sono quelli semplici e puri della vita quotidiana espressi in maniera naturale, spontanea e fantastica come farebbe un bambino nella sua percezione del reale che esula da regole stilistiche, cromatiche o prospettiche … in pratica quella naif è l’arte comprensibile e immediata che parla alla gente e della gente, che fotografa eventi ordinari e ritrae personaggi o situazioni in cui ciascuno può agevolmente identificarsi … e furono proprio queste caratteristiche a far sì che un popolo vergine dal punto di vista artistico e pittorico come quello laurese si appassionasse all’arte in seguito all’esperienza naif.

Un museo open air

Lauro, murale naif
Scatto di Tilde Schiavone

La cittadina di Lauro è stata per lungo tempo, grazie ad una felice intuizione del sindaco Ottavio Colucci e di Antonio Casalino, gallerista a Como con svariate conoscenze in campo artistico, la capitale della pittura naif in Irpinia: a partire dal 1976 e per circa 30 anni essa è stata meta e punto di riferimento per i più famosi artisti, a livello internazionale, di questo genere pittorico ed ha fatto parte dell’ASSIPAD (associazione italiana paesi dipinti). 

Ricordo, anche se ero molto giovane, le estati lauresi di qualche anno fa … nel mese di agosto giungevano qui da ogni parte d’Europa ad adornare con i loro murales le strade, i vicoletti, le piazze, artisti che nel giro di qualche anno riuscirono a realizzare un vero e proprio museo open air … essi quotidianamente, muniti di pennello e tavolozza, per ore ed ore restavano fermi presso la propria postazione per dar vita e voce ad una sterile base bianca che in poco tempo sarebbe diventata un’opera  fruibile da tutti, un libro da sfogliare, un frammento di storia da riscoprire … Restavamo lì immobili ad ammirare l’arte che prendeva forma, desiderosi forse di prendere confidenza con un linguaggio fino a poco prima pressoché estraneo ma che capimmo avrebbe potuto contribuire a mutare il destino di un luogo essenzialmente distante da discorsi o ambizioni turistiche. 

Confesso di rimpiangere un po’ quel periodo in cui eravamo indotti a guardare con occhi ammirati ogni cosa attendendo con ansia quel mese che ci vedeva coinvolti in un evento a cui in breve ci legammo. Gli artisti passati da qui poi, oltre alla loro arte hanno lasciato un po’ di sé stessi: si stringevano intensi rapporti d’amicizia e, soprattutto per le famiglie che durante il soggiorno a Lauro ospitavano gli artisti, la fine dell’estate che coincideva col compimento dell’ opera, era un momento amaro poiché comportava il distacco, l’addio.  

Settembre, dicevo, è il mese in cui amo passeggiare tra i murales superstiti di Lauro, mi piace contemplare quelle opere alla cui genesi ho assistito, adoro “rileggere” la storia del mio paese tra le sfumature di vivaci colori … e ancora …. Mi diverte cogliere i tratti di distintivi di un’artista, penso ad esempio alla siciliana Carmen Crisafulli che a Lauro ha realizzato il primo murale della sua carriera, penso alle sue splendide donne mediterranee dalla chioma fluente e penso all’arte di questa pittrice che non può prescindere dalla sua calda e meravigliosa terra. 

Mi rapisce la fantasia di pittori come Franco Mora, uno dei più attivi nel vallo di Lauro … mi turba la visione delle opere dello straordinario Giovanni Galli, morto alcuni mesi fa ma di cui la nostra cittadina custodisce la meravigliosa arte, ed è bello riscoprire i monumenti e le vicende che riguardano la mia terra percepiti nei modi più disparati ….  ma soprattutto mi commuove il fatto di poter ritrovare tra i vicoletti lo sguardo e il sorriso di gente del posto ormai trapassata, come nel murale di Federico Natale situato in Via Elvira Stella che ritrae Zì Cristina e Zì Tore, contemplando quell’opera che fotografa l’autenticità dei nostri avi non posso fare a meno di pensare agli anni della mia infanzia, mi tornano così  in mente i miei nonni e quella generazione che ha costruito la sua esistenza sulla fatica e il sacrificio sempre però conservando la lieta espressione di chi e capace di apprezzare ogni singolo istante.

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