Falò Sant'Angelo dei Lombardi

“Li fafagliuni” dell’Immacolata

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Falò Sant'Angelo dei Lombardi

Fuoco e sentimenti

Se chiudo gli occhi mi sembra quasi di sentire l’odore del fumo, della legna che arde, di quel profumo freddo che mi riporta all’atmosfera pre-natalizia, a quel periodo che tutti amiamo tanto e che aspettiamo con impazienza, gioia e desiderio. Vedere la legna che scoppietta, le fiamme alzarsi e danzare, come se volassero, sopra di noi, verso qualcosa di buio, di oscuro, verso un cielo sconosciuto ma soprattutto verso la luce accecante delle stelle, fa scaturire in me una sensazione di forza, di potenza, di resistenza. 

Il fuoco è vita, è passione, è luce abbagliante, è il fuoco ardente che ognuno ha dentro di sé, è luce, è il faro, un luogo sicuro dove poter approdare dopo le tempeste.

"Li fafagliuni"

Tra le tradizioni più comuni e peculiari, del periodo natalizio, della nostra Alta Irpinia c’è senz’altro quella dei falò. Chi in un giorno, chi un altro, ogni paese ha fatto propria questa tradizione…a Sant’Angelo dei Lombardi, per esempio i falò, o meglio i “fafagliuni” prendono vita il 7 dicembre, in occasione della ricorrenza della vigilia dell’Immacolata.

Nonostante fosse molto più sentita negli anni passati, ancora oggi resta presente e immancabile questa festa che riunisce tutti, grandi e piccini, resta presente e immancabile sia nei fatti sia nei cuori.  
Così, nei giorni che precedono la data di accensione, tutti si apprestano a raccogliere ricci di castagne secchi, legna e tutto ciò che si può bruciare. Ogni contrada, ogni rione già nel tardo pomeriggio, si appresta alla sistemazione della legna per poi poter proseguire all’accensione del falò. Naturalmente oltre alla legna, ingredienti indispensabili e imprescindibili per la buona riuscita della festa, sono cibo e buon vino. Naturalmente non si tratti di nulla di particolare, nessuna nouvelle cousine, ma tutto ciò che si può arrostire e consumare poi tutti insieme intorno al fuoco. È un momento di gioia, di convivialità, di appartenenza, di spensieratezza. La buona riuscita della serata si deve anche alla festosa “partecipazione” della musica popolare, fatta di canti e canzoncine tipiche del luogo. Intorno al fuoco si raccoglie la comunità, si celebra l’amicizia, la voglia di trascorrere del tempo insieme, di riscoprire le vecchie tradizioni e gli antichi valori.

Aspettando tempi migliori

Quest’anno, tutto quello di cui abbiamo sinora parlato, resta un ricordo e diventa un progetto da realizzare con ancora più partecipazione non appena sarà possibile. Negli ultimi mesi i momenti di aggregazione sono stati ridotti all’osso, saremo costretti perfino a sacrificare il Natale… ma ce ne faremo una ragione… recupereremo tutto quello a cui abbiamo dovuto rinunciare. Tutto ciò non durerà per sempre. Ciò che durerà per sempre, invece, è il nostro bisogno di sentirci vicini gli uni agli altri, di voler condividere tutto, dalle caldarroste, al vino, alla nostra casa, al nostro cuore.

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