Castello Candriano

Torella, madre di famiglie importanti

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Castello Candriano
Foto di Sara Mugnano

Eccoci di nuovo con un nuovo articolo, che come promesso, è ricco di informazioni e curiosità sulla nostra cara Torella! Nel nostro primo articolo abbiamo accennato un po’ alla storia del nostro paese senza entrare nei dettagli, quindi oggi, vi parleremo un po’ delle figure che ci hanno vissuto. Iniziamo!

I Caracciolo...

famiglie di torella
fonte Wikipedia

Una delle famiglie che abitò Torella, sono i Caracciolo che per tutto il XVIII e XIX secolo detennero il potere a Torella. Nel 1550, Domizio Caracciolo comprò il feudo di Torella, da Alfonso de Rosa, senza alcun titolo, ma solo dieci anni dopo ottenne il titolo di conte dal re Filippo II di Spagna per sé e per i suoi successori. Alla morte di Domizio del 1576 gli successe Marino I, suo primogenito e alla morte di quest’ultimo entrò in gioco Camillo che ereditò tutto ciò che il padre possedeva.

Camillo accompagnò il fratello Domizio, nella guerra delle Fiandre, dove morì mentre Camillo si distinse tanto che il re Filippo II gli conferì il titolo di consigliere di guerra, che fu solo il primo di tanti altri riconoscimenti. Egli perse la vita a causa dell’età avanzata nel 1617 e il primogenito Marino II ereditò le terre di Torella e di Girifalco. All’inizio del ‘600 Torella fu abbandonata dai Caracciolo che si stabilirono presso il palazzo di Avellino essendo principi di quest’ultima e il nostro paese fu affidato ad avidi amministratori.

Nel 1638 Torella fu il primo feudo di queste zone a diventare principato di cui il principe fu Giuseppe Caracciolo, figlio di Camillo Caracciolo, che aveva sei figli. Egli fondò in Torella un monastero dei padri carmelitani e alla sua morte seguì Marino che diventò principe di Torella e sposò Isabella Caracciolo dei principi di Airola da cui ebbe quindici figli.

Sorella di Marino fu Giovanna, personalità di spicco della famiglia Caracciolo nonché una delle più illustri poetesse italiane. Della sua produzione poetica conserviamo solo 14 sonetti appartenenti a varie raccolte. Grazie alle sue poesie venne stimata dall’Accademia degli Immaturi e un poeta a lei contemporaneo, Tommaso Solimene, le dedicò una poesia in latino. Il nostro comune le ha anche dedicato una biblioteca. 

Ultimo esponente della famiglia Caracciolo fu Giuseppe Caracciolo, figlio di Camillo, principe di Candriano, che morì nel 1920 e così si estinse la casata dei Caracciolo in Torella.

...I Ruspoli...

Castello Candriano visto dall'esterno
foto di Martina Salerno

Laura, sorella di Giuseppe Caracciolo, sposò Emanuele Ruspoli, un nobiluomo romano. I due ebbero un figlio di nome Camillo, che divenne principe di Candriano alla morte dello zio Giuseppe nel 1920.

Camillo Ruspoli sposò Terry Margherita Blanc e si dedicò all’attività politica in provincia di Avellino dove possedeva anche beni. Si distinse per l’intraprendenza fu consigliere Provinciale e deputato e durante il suo mandato, fondò la Federazione agricola irpina. Partì anche volontario per il fronte, durante la prima guerra mondiale. Camillo Ruspoli fu l’ultimo principe di Torella e morì nel 1949 .

Fu così che la vedova Margherita, nel 1959, abbandonò il castello e lo donò, nel 27 novembre del 1959, per usarlo come sede del comune e di asilo infantile.

...I Saraceno...

CHIESA PRINCIPALE TORELLA
fonte Archilovers

Il primo documento che attesta la presenza di un feudatario appartenente alla famiglia Saraceno a Torella dei Lombardi è un “istrumento” del 1151 con cui Guaimario Saraceno effettuò una donazione all’Abbazia del Goleto.

Cronologicamente il primo personaggio individuato è Michele Saraceno, vescovo di Trevico il quale nacque qui nel 1426. Nel 1474 fu eletto vescovo di Trevico e possiamo dire che operò molto bene nella diocesi irpina, visti i miglioramenti da lui apportati. Nel 1497 si ritirò così a Torella dove abitò fino alla morte e eresse un ospizio per i poveri e per i pellegrini. Abbiamo la certezza della sua presenza nel nostro paese, grazie a una lapide conservata nella chiesa di Santa Maria del popolo, su cui è inciso:

“MICHAEL SARRACOENVS EPISCOPVS  VICENSIS

SACELLI  HVIVS A FVNDAMENTIS ERECTOR

HIC IACET QVI OBIIT VLTIMO DIE DECEMBRIS

M.D.VII”

Che vuol dire:

“IL REVERENDO MICHELE SARACENO, VESCOVO DI TREVICO ,

ERESSE QUESTA CAPPELLA DALLE FONDAMENTA .

QUESTI MORI’ IL 31 DICEMBRE 1507 E GIACE IN QUESTO LUOGO.”

Il secondo importante personaggio, di cui abbiamo attualmente testimonianza grazie ad un’ulteriore lapide, è Sigismundo Saraceno. Il potentissimo signore accrebbe il proprio potere grazie all’aumentare delle  ricchezze feudali: acquistò il territorio di Guardia Lombardi e gli fu confermato il possesso delle terre di Torella, Rocca San Felice e del castello di Girifalco. La sua posizione economica venne compromessa a causa del suo tenore di vita, ma il colpo “finale”, venne dato dai festeggiamenti del matrimonio del figlio Giovan Camillo, che durarono un mese.

Ai Saraceno, pertanto, furono confiscati i loro feudi di Guardia, Rocca, Torella e Girifalco. Torella, quindi, andò ad Alfonso della Rosa. Solo Giovan Michele, altro figlio, non permise che il nome della sua famiglia venisse offuscato. L’ulteriore lapide, conservata attualmente nel nostro castello, diceva questo :

“SIGISMUNDI SARACENI

ET IOANNIS CAMILLI FILII

CINIS ET OSSA . ”

Che significa:

CENERE E OSSA DI SIGISMONDO SARACENO E DEL FIGLIO GIOVANNI CAMILLO.

Queste sono le tre “dinastie” che, come adesso sapete, hanno vissuto nella nostra bellissima Torella, dove ognuna a modo suo ha migliorato alcuni aspetti e ha reso il borgo di Torella ciò che è oggi. Abbiamo capito che Torella per loro rappresentava un luogo di riparo, come lo è anche per noi adesso. Ma, appunto, com’è cosi che si dice? Solo a casa ci si sente al sicuro…

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