Castelvetere sul Calore: se cerne, se mbroglia e se ammassa

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Preparazione tortani 28 aprile
Fonte: Facebook@Pasquale Bimonte

Odore di pane...

Nel mese di aprile le strade di Castelvetere sono invase da un profumo che impregna i vestiti, le case e soprattutto l’anima. E’ un odore di acqua e farina, l’aroma più semplice di tutti, ma è capace di rievocare un senso di pace, di fede e di speranza. Se qualcuno chiedesse ad un castelveterese come vive questo periodo dell’anno, sicuramente vi risponderebbe: “di pane, di amore e di ricordi”.

Impasti di acqua e farina...

La Festa del 28 aprile è caratterizzata da vari momenti complementari che insieme scandiscono l’intero rito cerimoniale. Una volta raccolta la legna e aver fatto la “cerca del grano” (scopriteli negli articoli precedenti!) può avere inizio la panificazione dei tortani, che comincia nella prima settimana di aprile e dura all’incirca tre settimane. La panificazione avviene “sotto o’ pane da Madonna”, ovvero nel forno sociale situato alle spalle della piazza centrale del paese. E’ qui che le abili mani delle donne castelveteresi danno forma a circa 50.000 tortani.

Panificazione tortani
Fonte: Facebook@Pasquale Bimonte

Durante i giorni della panificazione il tempo è scandito dai canti intonati dalle donne, dallo screpitio del fuoco e dal rumore degli attrezzi del forno. Ognuno ha un ruolo ben definito: c’è chi è addetta alla preparazione del criscito(lievito madre), chi si occupa dell’ammasso, chi della preparazione del forno e chi della cottura dei tortani. 

Spirito di sacrificio ed atti di fede...

La panificazione dei tortani ha inizio di sera, intorno alle 23. Un gruppo di donne si incontra al forno per il primo ammasso, ovvero la preparazione dell’impasto composto da lievito, acqua e farina. Si ammassa due volte al giorno: di sera e di mattina. Per prima cosa viene preparato “o criscito”, che verrà rinfrescato tre volte al giorno per tutti i giorni della panificazione. Intanto le altre donne setacciano la farina, che viene disposta nelle madie e a cui viene aggiunto il sale sciolto nell’acqua calda e il criscito. Questo impasto viene lavorato per circa un’ora dalle donne. Dopo essere stata ammassata, la crescenza viene tagliata e lavorata ulteriormente, per poi essere posta a riposare nella “martora”.

Ave Maria...

Alle prime luci dell’alba, viene acceso il forno e le addette a questa mansione si trattengono fino a tarda sera per mantenere costante la temperatura. intorno alle 6.30 del mattino, le donne si radunano al forno per dare forma ai tortani. Il peso di ogni tortano è di circa 50 grammi, per cui la pasta viene tagliata, pesata e lanciata sul tavolo attorno al quale sono sedute le donne: per questo motivo ogni pezzo di pasta viene chiamato “palommella”, ovvero colombella. una volta data la forma di tarallo, i tortani vengono riposti sulle tavole e lasciati lievitare ulteriormente, per poi essere infornati. Una volta cotti, i tortani vengono posti nella “canesta” e portati dalle ragazze nella Chiesa di San Lorenzo, dove verrà costruito un altare di tortani. 

Tortani 28 aprile
Fonte: Facebook@Pasquale Bimonte

Appuntamenti...

Alla fine della panificazione, dopo l’ultimo ammasso, le donne si recano tutte insieme davanti al Santuario per intonare un canto di ringraziamento alla Madonna delle Grazie. Nel prossimo articolo scoprirete questo canto…a presto!

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