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Flumeri: Città dell’olio

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Bentornati cari Lettori, il Forum dei Giovani di Flumeri torna sul blog di Irpinia World per un nuovo e coinvolgente articolo sulle tradizioni e sulla cultura flumerese. 

In questa occasione, tratteremo un tema a noi molto caro che ha permesso di identificarci in tutta l’Irpinia e non solo: l’olio extravergine d’oliva. 

Di indiscusso valore nutrizionale, questo prodotto viene considerato un vero e proprio bene prezioso. Esso, non a caso, rappresenta uno dei prodotti fondamentali della Dieta Mediterranea.

Flumeri costituisce uno dei principali rappresentanti dell’attività di raccolta e premitura delle olive grazie alla sua collocazione geografica, al clima favorevole ed un terreno particolarmente fertile. 

Invero, il paese da molti decenni viene denominato “Città dell’Olio”. La raccolta delle olive costituisce un istante di aggregazione familiare, di impegno e di produzione. Un momento che permette di fare un tuffo nel passato, oltre ad essere occasione di crescita e, dulcis in fundo, anche di divertimento.

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Fonte: Google Immagini

Ciò che permette di contraddistinguere Flumeri, è la produzione di olio di altissima qualità: olio extravergine d’oliva D.O.P. Irpinia colline dell’Ufita, olio extravergine di oliva biologico monovarietale “Ravece” e altri oli di qualità “ogliarola”, “leccino”, “marinese” e “carpellese”. 

L’olio denominato “Ravece”, si ricava dalla premitura di sole olive della stessa qualità, raccolte esclusivamente a mano dalla pianta, con cura selezionate e trasportate in apposite cassette areate fino al frantoio entro le 12 ore. 

Da qui inizia la trasformazione: defogliamento e lavaggio con acqua corrente, molitura e gramolazione in vasche di acciaio inox in ambiente asettico, separazione dell’olio in appositi decanter a basso regime di giri con temperatura non superiore a 30 °C , cosi da proteggere e conservare più a lungo le caratteristiche organolettiche del prodotto ricavato. L’olio extravergine appena estratto, viene trasferito in appositi contenitori di acciaio inox sterili e sottovuoto fino al momento dell’imbottigliamento.

Fonte: Facebook

Flumeri, grazie all’alta qualità del prodotto ottenuto dalla lavorazione delle olive, ricopre il ruolo di Coordinatore Regionale Città dell’olio. Per incentivare la conoscenza del prodotto nonché la sua produzione, l’Amministrazione Comunale in collaborazione con le associazioni “Pro Loco la Spiga” e “Slow Food”, si occupa spesso di organizzare diverse manifestazioni soprattutto durante il periodo di raccolta delle olive (nei mesi di novembre e di dicembre). 

Le suddette manifestazioni, prevedono visite alle aziende olivicole e ai frantoi presenti sul territorio (azienda agrituristica Petrilli, azienda agricola Case D’Alto, azienda agricola Negutta, azienda agrituristica Taverna Setteventi), degustazioni di olio, di prodotti gastronomici d’eccellenza e piatti tradizionali , visita alla Dogana Aragonese, edificio di pregio presente a Flumeri la cui valorizzazione in termini di centro di promozione territoriale è cuore del progetto. 

Particolarmente caratteristico è l’evento “Olio colato”, che consiste in un programma di informazione, animazione e valorizzazione interamente dedicato all’olio extravergine di oliva. Altrettanto suggestiva è la “Camminata fra gli olivi” la quale rappresenta un modo per far conoscere il territorio e far scoprire agli appassionati la cultura enogastronomica del nostro paese, attraverso gli alberi di olivo e gli uomini che li custodiscono.

 Il percorso prevede una passeggiata tra gli olivi secolari impiantati dai monaci nel XVI secolo in contrada Pilone. Migliaia di piante plurisecolari potranno essere ammirate lungo il tragitto. Saranno previste tre tappe in tre frantoi diversi. Il primo frantoio (frantoio Pelosi), antico e non più attivo, annovera antiche vasche di pietra che venivano utilizzate per la conservazione dell’olio. 

Il secondo (frantoio Taverna Setteventi), moderno ed ospitato in una struttura dal particolare valore architettonico, è a due fasi, con completa separazione partitaria. Nel terzo (frantoio Petrilli) si potrà visitare un’area museale dedicata, la quale ospita due antichi strumenti di lavorazione risalenti alla fine dell’ottocento: una vecchia pressa di legno con fiscoli di iuta ed una molazza in pietra dotata di una sola ruota che veniva azionata da un asino o da un mulo. 

Di moderno c’è il nuovissimo impianto (Pieralisi DMF 6) con gramole serie oro e controllo in tutte le fasi delle temperature e dei tempi di lavorazione. E’ un frantoio integrale che non prevede l’aggiunta di acqua per la lavorazione.

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Fonte: Francesca Pagliarulo

Giunti al termine, cari Lettori, cogliamo l’occasione per invitarvi a degustare l’olio extravergine d’oliva prodotto nel nostro meraviglioso paesino. Con questo invito, sperando di non avervi tediato troppo con le nostre parole, vi salutiamo e vi aspettiamo al prossimo appuntamento su Irpinia World.

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