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Gesualdo storia: IL CASTELLO

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Castello Gesualdo lato SE
Foto di Giuseppe Ciancaleoni

Oggi su Irpinia World vi parliamo del simbolo del nostro Comune. Non a caso la prima cosa che si scorge arrivando a Gesualdo è il maestoso Castello che, situato alla sommità di una collinetta, domina la valle del Fredane – Calore. Esso fa parte di quel sistema di fortezze e castelli che con l’inizio del viceregno spagnolo persero le loro caratteristiche difensive per diventare dei palazzi signorili.

Conosciamo il Castello di Gesualdo

Il Maniero ha una pianta irregolare con 5 torri angolari scarpate collegate da una cinta muraria anch’essa scarpata.

La facciata principale del Castello, è stata costruita in pietra calcarea locale e presenta un ingresso di rappresentanza. Percorrendo il viale, notiamo ampi e possenti bastioni lungo i quali sono state rinvenute le tracce di postazioni difensive. Proseguendo si arriva all’ingresso principale del Castello posto a nord-ovest che ci conduce alla corte centrale dove troviamo una vera da pozzo e una facciata in stile rinascimentale. Passeggiando all’interno del Maniero è possibile osservare tre stemmi araldici che raffigurano nello specifico: la “famiglia Gesualdo – Ludovisi”, la  “famiglia Gesualdo – D’Avalos” (senza fonte certa) e la “famiglia Gesualdo – D’Este”.

Dalla corte centrale si snodano vari percorsi: scale esterne conducono alla cappella privata; un piccolo corridoio ci porta al giardino pensile; un portone da accesso al piano servile e a quello nobile.

Origini

Le origini del Castello risalgono all’Alto Medioevo. Controverse sono le ipotesi sul periodo esatto della sua nascita. Una tesi afferma che il Castello sia stato costruito nell’ 849 con la divisio ducatus: a Radelchi fu assegnato Benevento e a Siconolfo Salerno. Fu proprio in questo periodo che il principe di Benevento fece costruire la rocca di Gesualdo a difesa del proprio territorio.

Giacomo Catone, biografo locale, fissa, invece, la data di costruzione del castello intorno alla metà del VII sec. d.C., motivando ciò da un passo dell’ “Historia Langobardorum” di Paolo Diacono, in cui si descrive la lotta tra Longobardi e Bizantini per il dominio dell’Italia Meridionale. Grazie al coraggio e alla fedeltà del nobile cavaliere Giz (Sessualdo per Paolo Diacono) l’esercito longobardo riuscì a bloccare l’avanzata di Costante II, capo dei Bizantini. Il duca longobardo, Romualdo, per ricompensare le gesta eroiche del cavaliere, donò agli eredi di Giz una roccaforte che si trovava su una collina circondata da una fitta vegetazione. È proprio da qui che si sviluppa il primo nucleo fortificato e il piccolo borgo di Gesualdo.

I Normanni e il casato Gesualdo

Le prime notizie documentate sul Castello risalgono al XII sec. e sono legate alla figura di un certo Guglielmo, primo signore di Gesualdo, figlio naturale di Ruggero e nipote di Roberto il Guiscardo. Guglielmo è stato anche il primo ad adottare il nome Gesualdo, dal luogo, dando vita, così, al casato che ha dominato per secoli su questo territorio. Ultimo discendente della dinastia Normanna fu Carlo Gesualdo; suddetta discendenza è testimoniata dall’epigrafe in pietra che si trova sulla facciata, in stile rinascimentale, nel cortile centrale del castello:

Castello Gesualdo Cortile
Foto di Rocco Savino

CAROLUS GESUALDUS EX GLORI ROGERII NORTH APULIÆ ET

CALABRIÆ DUCIS GENERE CONSÆ COMES VENUSII PRIN&c EREXIT

Trasferitosi definitivamente nel Paese alla fine del 1500, egli trasformò il Castello fortificato medioevale in un vero e proprio palazzo signorile sul modello delle corti rinascimentali dell’epoca.

All’interno fece costruire una stamperia dove furono stampate alcune delle sue opere musicali, una sala del teatro e una cappella privata. Al piano superiore fece realizzare spazi di rappresentanza, camere da letto, per lo studio e per lo svago. Il Castello divenne, ben presto, un polo di attrazione culturale ed artistica, presso il quale giunsero alcuni tra i musicisti e letterati più importanti dell’epoca tra cui Torquato Tasso.

Il Castello dopo Carlo Gesualdo

Nel XVII secolo fu il casato Ludovisi a dominare su Gesualdo e sul suo castello. Il passaggio della “corona” avenne quando Niccolò Ludovisi sposò Isabella Gesualdo, nipote di Carlo e unica erede.

Nella seconda metà del 1700 il Castello fu acquistato dai Caracciolo, principi di Torella. I frequenti terremoti, succedutisi nel corso dei secoli e l’arrivo delle truppe francesi nel 1799 danneggiano fortemente il Castello e segnano l’inizio del suo degrado. Intorno al 1850 il Castello fu acquistato da Antonio Caccese che diede inizio a numerose modifiche e trasformazioni facendolo diventare così un’abitazione privata, senza tener conto della sua importanza storica e architettonica.

La famiglia Caccese abitò all’interno del Castello fino al disastroso terremoto del 23 novembre del 1980, in seguito al quale fu dichiarato inagibile e abbandonato dai proprietari, non fu più abitato.

Nel 2003 il Comune riuscì a portare a termine l’acquisto di poco più della metà dell’immobile con fondi regionali attuando interventi di sicurezza e di restauro. In seguito la Provincia di Avellino è entrata in possesso della restante parte, senza riuscire ancora, però, ad effettuare il restauro.

Il Castello di Gesualdo oggi

A causa dei vari avvenimenti che si sono succeduti nel corso dei secoli il Castello è privo di arredi e suppellettili. Attualmente, le sale interne del secondo piano sono arricchite da due mostre permanenti. La prima è quella degli strumenti musicali curata dal prof. Luigi Sisto. Si tratta della prima ricostruzione degli strumenti appartenuti al principe madrigalista Carlo Gesualdo; nello specifico sono esposti due chitarre, una italiana e l’altra spagnola, un arciliuto, un organo da tavolo e un clavicembalo cromatico.

Mostre
Castello d Gesualdo Riproduzione costume e clavicembalo cromatico di Carlo Gesualdo. Foto di Rocco Savino

La seconda è quella dei costumi d’epoca della corte di Carlo Gesualdo; i 13 abiti sono stati realizzati dalla sig.ra Tecla Solomita e donati alla comunità di Gesualdo.

Recenti sviluppi hanno portato la Provincia di Avellino ad avviare le pratiche per realizzare il restauro della restante parte del castello.

La storia di Gesualdo e delle sue bellezze non finisce qui. Continueremo a raccontarvi le vicende del nostro splendido borgo nei prossimi appuntamenti.

Autrici Dora Nocera e Fiorella Nocera (per coop. GUIDO)

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