Motolito

Il MOTOLITO di Grottaminarda: il “Custode di pace e anime”

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Motolito
Egidio Iovanna, Il Motolito di Grottaminarda. Custode di pace e anime - Fonte Virgilio Gallo

Cari amici di Irpinia World, 

ben ritrovati, oggi vi parlerò di un’unicità conservata a Grottaminarda. Di una scultura contemporanea di Egidio Iovanna che evoca vari sentimenti e intime emozioni. Il titolo è “Custode di pace e anime”, ma tutti la conoscono come “MOTOLITO”, ovvero “moto di pietra”.

È prima di tutto un omaggio-ricordo a tutti i motociclisti vittime della strada, ma è anche, e soprattutto, un messaggero immobile di Pace. È unico del suo genere nell’Italia Meridionale.

Grottaminarda ha l’onore di ospitarlo ma è un monumento internazionale.

L'opera

A prima vista sembra evocare l’immagine shock di un incidente: una moto rovesciata, un casco a terra, tre individui che accorrono al luogo, un’anonima panca che assiste alla scena.

Partiamo dai tre. Chi sono? I primi soccorritori? I testimoni? O forse i famigliari accorsi? Niente di tutto questo. 

Guardiamo meglio la scultura. C’è la moto ma non c’è la vittima, ci sono i tre curiosi personaggi, ma non mostrano sentimenti di dolore, disperazione o altro.

motolito Grottaminarda
Il Motolito di Grottaminarda - Fonte: Virginio Gallo

Li osserviamo. Nella loro spigolosità notiamo che non sono i rivelatori dell’incidente ma sono degli osservatori:  scrutano il mondo circostante.

Sono rivolti verso tre punti precisi. Il primo verso il vicino Santuario di Carpignano, il secondo verso Grottaminarda e l’Irpinia, il terzo verso la Valle dell’Ufita e il mondo intero.

Non sono santi protettori. Sono tre custodi, che come angeli vigilano e accompagnano le anime verso un viaggio migliore, ma fanno anche altro, sono dispensatori di armonia, di tranquillità, di Pace. Una Pace di cui ha bisogno tutta l’umanità. La stessa Pace evocata dalla bandiera, sempre sventolante, posta poco lontano dal monumento.

La morte è solo il pretesto, lo spunto. I protagonisti sono loro tre. I tre custodi che scrutano la vita e il mondo.  

La vittima già non è più con noi. L’unico segno della sua presenza, della sua esistenza, è la moto rovesciata e il casco, da cui scaturisce un piccolo zampillo di vita. Una piccola sorgente d’acqua

Lo scopo dell’opera

La scena deve aiutare, deve spingere a riflettere, a considerare la bestialità di una giovane vita spezzata all’inizio del proprio corso a causa di una distrazione, di un gesto sbagliato, di un errore umano.

La panca serve proprio a questo, a fermarsi e a riflettere. La sosta però non è solo riflessione, è anche ristoro, riposo. Lo sanno bene i motociclisti. Durante un qualsiasi cammino, anche quello della vita, c’è sempre un momento di pausa, di riposo e di ristoro.

L’acqua della fontana,  segno per eccellenza del ciclo eterno della vita, serve proprio a dare ristoro, a bere un sorso d’acqua per andare avanti, a togliere la polvere dagli abiti e dagli occhi. Ad aprirli alla ragionevolezza.

Una luce fissa accompagna e assiste anche i viandanti notturni che qui si fermano. Cosicché che anche nella notte più oscura ci sarà sempre una piccola fiamma viva di speranza.

MOTOLITO grottaminarda
Egidio Iovanna, Il motolito di Grottaminarda

L’autore Egidio Iovanna, uno scultore di Fontanarosa, ha voluto fissare nella pietra locale, la breccia irpina, tutti questi sentimenti.

Simbolo internazionale di Pace

L’opera venne benedetta il 2 giugno 2018. Lo spunto fu una delle tante giovani vite spezzate sulla strada. Quella del frigentino Giuseppe Capobianco, morto a 24 anni. 

Tuttavia, non è solo il suo monumento, è il monumento di tutte le vittime della strada: dei motociclisti prima, e di tutte le altre vittime dopo. Ogni vittima della strada può essere ricordata ed evocata in questo monumento. Ma, non è solo questo, è bene ripeterlo. 

È un simbolo internazionale di Pace e di Armonia. Questo messaggio non deve mai venire meno. La bandiera e i tre custodi c’è lo ricordano. È vero che accompagnono le anime dei morti, ma sono qui soprattutto per vegliare e custodire i vivi.

Motolito grottaminarda
Egidio Iovanna, Il motolito di Grottaminarda.

Un monumento internazionale

I centauri d’Irpinia hanno fatto loro questo messaggio di Pace e hanno messo  il monumento sotto la protezione,  prima, di una madre, che ha visto morire il figlio, la Madonna – qui invocata sotto il titolo di Carpignano -, e, poi, di un santo abate viaggiatore che parlava di Europa (e quindi di mondo), San Colombano, vissuto tra il VI e il VII secolo, che è anche il protettore dei motociclisti.

Due piccoli pannelli in cotto ricordano le due sante figure.

colombano
madonna di carpignano

Il Motolito è innanzitutto Irpino, perché Irpini sono l’autore, i promotori, i finanziatori, il luogo dove si trova – nel territorio di Grottaminarda ma al confine con gli altri comuni della Valle dell’Ufita -, ma è soprattutto internazionale, perché le vittime non sono solo grottesi, irpine o italiane. Appartengono a tutto il mondo. Perché dovunque, malauguratamente, ci sarà una vittima, ci sarà questo monumento a ricordarla.

Ma non dobbiamo assolutamente considerarlo solo un monumento di morte. Abbiamo già visto che la morte è appena evocata.

La vita, nell’immobilità del monumento, è sempre presente. Alcuni segni lo ricordano incessantemente: la panca per riposarsi e riflettere, l’acqua che scorre, disseta e lava, una luce sempre accesa per fare chiarezza nelle oscurità della vita. Tutte cose che non servono ai morti ma ai vivi.

Un luogo d'aggregazione

Per i centauri della Valle dell’Ufita il Motolito è diventato anche qualcosa di più. È il punto di ritrovo, un punto di raccolta, un punto di partenza per tutti i viaggi futuri.

È più che naturale dire, per i motociclisti irpini, “ci vediamo al Motolito”. Lì si danno appuntamento e lì si incontrano con tutti gli altri motociclisti d’Italia e del mondo. 

Inoltre, lì, nel piazzale antistante il Motolito, avvengono anche le manifestazioni più importanti dei motociclisti della Valle dell’Ufita. 

Con questo segno internazionale ora vi lascio, ma  se avrete ancora la pazienza di ascoltarmi, o meglio di leggermi,  vi aspetto al prossimo appuntamento per parlarvi ancora delle cose grottesi. 

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