MONTEFALCIONE (2)

Montefalcione: Il Monumento ai Caduti e il monito dell’Angelo della Pace

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MONTEFALCIONE (2)

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Oggi facciamo un salto nella storia non solo del nostro paese, ma in quella d’Italia. Il XX secolo ha segnato indelebilmente l’Europa e non solo, ogni singola nazione, provincia e paese. Due conflitti, un totale di dieci anni di guerre che hanno minato la pace di ogni popolo e che nessuno vorrebbe mai dimenticare. Affinché non riaccada ogni paese si arma di un simbolo che lo rammenti e Montefalcione è uno dei tanti.

montefalcione monumento ai caduti

Dopo il Secondo Conflitto Mondiale il Monumento ai caduti fu situato per la prima volta in Piazza Guglielmo Marconi, successivamente spostato in Via Aldo Moro. La memoria degli eventi ai quali parteciparono i patrioti montefalcionesi è conservata da questo enorme complesso in marmo. L’angelo della pace, nella sua rigida posa, sfida la forza del vento autunnale, il gelido freddo invernale, la leggera brezza primaverile e il caldo afoso estivo mentre apre le ali, pronta a spiccare il volo verso il cielo. Gli occhi sbarrati conservano quindi le immagini strazianti delle atrocità che il popolo montefalcionese ha vissuto nei lunghi anni di disordine, morte e distruzione che vanno dal 1915 al 1918 e dal 1940 al 1945. Quella donna-angelo si mostra stanca ma sempre pronta a battersi contro le avversità che minano la sicurezze dell’uomo.

montefalcione monumento ai caduti
Veduta di via Kennedy, già via Littoria

Montefalcione ricorda così ben quarantatré suoi uomini caduti tra i due conflitti. Sulle due lastre in marmo poste ai fianchi del monumento, ritroviamo il grado militare, il nome e il cognome di ogni singolo soldato che ha dato la propria vita per salvaguardare il paese e la nazione tutta.

MONTEFALCIONE montefalcione monumento ai caduti1)

L’angelo della pace è inoltre accompagnato da una lastra di bronzo nella parte bassa del monumento. Una donna inginocchiata, con volto  distrutto dal dolore e con una mano aperta, sembra chiedere pietà a Dio o forse al suo nemico. Il suo tormento è comprensibile perché ai suoi piedi un giovane ragazzo è disteso al suolo oramai inanime. La donna in preda alla  disperazione accarezza il  giovane volto e piange non riuscendo più a versare alcuna lacrime. Dalla bocca aperta potrebbe lanciare un improvviso e profondo grido tale da raggiungere l’angelo della pace che ascolta, ad occhi chiusi, ancor più affranto.

Articolo a cura di Francesco Musto

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