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Nel cuore dell’Irpinia: Gesualdo

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Gesualdo
Foto di Salvatore Cassese

Con molto piacere ed entusiasmo accogliamo l’invito di Gerardo Megaro a partecipare a questo progetto. Contribuiremo con il raccontare su Irpinia World il nostro paese, le sue bellezze e le sue particolarità. Gesualdo è un tassello dell’Irpinia, un gioiello incastonato in essa, senza della quale, però, non avrebbe modo di esistere.

Un po' di dati

Il borgo di Gesualdo, ricco di storia e di monumenti, sorge su un rilievo collinare della valle dell’Ufita, nel cuore dell’Irpinia. Sovrastato dal castello, che fu dimora del principe dei musici Carlo Gesualdo, si erge dominante verso sud-ovest sulla vallata del Fredane e del medio alto Calore. La sede comunale si trova a 676 m s.l.m. ma l’intero territorio del Comune presenta un forte dislivello; dai circa 300 m s.l.m. a valle ai circa 700 m s.l.m. del Castello, fino ai quasi 800 m s.l.m. ai confini con il Comune di Frigento. Gli abitanti, Gesualdini, sono circa 3500. Il centro del paese, che comprende anche il centro storico, è caratterizzato dalla divisione in rioni storici e/o residenziali, Canale, Cappuccini, Fiera, Pastene. Inoltre non mancano frazioni rurali densamente abitate. (fonte: Comune di Gesualdo)

Cenni storici

Le prime tracce di insediamento nel territorio di Gesualdo sono state rinvenute nelle aree più a valle e risalgono al neolitico (XXXI sec. – XXV sec. a.C.). Vi sono, inoltre, anche rinvenimenti di epoca romana come necropoli e resti di ville in zona Pastene e altre aree limitrofe al centro.

Nonostante ciò, è solo durante il periodo longobardo (VI – VII sec. d.C.), con un primo insediamento preesistente all’attuale, e soprattutto in quello normanno, in particolare nei secoli XI – XII d.C., che Gesualdo cominciò ad avere uno sviluppo urbano, ancora ben riconoscibile nel borgo arroccato ai piedi del castello. Fu proprio grazie ai normanni che nacque la famiglia Gesualdo, la quale prese il nome dal luogo.

Gesvualdvs
Foto di Rocco Savino

La fase storica più importante per il nostro borgo coincide con il periodo in cui ha vissuto, presso il castello, Carlo Gesualdo (n.1566-m.1613), signore di Gesualdo, conte di Conza e principe di Venosa, nonché grande musicista. Si trasferì da Napoli in seguito all’assassinio (1590) della sua prima moglie Maria D’Avalos e del suo amante, il duca d’Andria, Fabrizio Carafa, colti in flagrante presso la dimora del Principe, palazzo San Severo. Una volta a Gesualdo, per sua volontà, il Castello fu trasformato da edificio militare in palazzo signorile. Anche il borgo risentì artisticamente della visione “rinascimentale” del Principe con la costruzione di numerose chiese e conventi.

Dopo il secondo matrimonio, con Eleonora D’Este, cugina del Duca Alfonso II D’Este di Ferrara, Carlo si insediò stabilmente, nel 1596, presso il castello di Gesualdo, completando quella rivoluzione artistica cominciata anni prima. Gesualdo divenne una delle corti nobiliari più importanti del regno, e i madrigali del Principe riecheggiavano tra le mura del castello attirando personaggi illustri dell’epoca, uno su tutti Torquato Tasso.

Altra figura importante per Carlo fu lo zio materno Carlo Borromeo. Il Principe ebbe una vita molto tormentata e ricca di tragedie, entrambi i figli morirono prematuramente. Alfonsino, nato dal secondo matrimonio, morì a soli 5 anni nel 1600, invece, Emanuele, nato dall’unione con Maria D’Avalos, morì nel 1613 in seguito a una caduta da cavallo. Fu questa la notizie che portò il Principe ad abbandonarsi a se stesso e a morire l’8 settembre dello stesso anno.

Ad ereditare la grande ricchezza materiale e culturale del Principe fu Niccolò Ludovisi, il quale sposò Isabella Gesualdo, figlia di Emanuele. Il borgo di Gesualdo, durante il dominio del casato dei Ludovisi, continuò la sua evoluzione, grazie anche a profondi rinnovamenti urbanistici, e mantenne, fino all’alba del XVIII sec., una forte centralità nella cultura, nell’arte e nel commercio dell’intero territorio circostante.

Negli ultimi secoli, in seguito a numerosi cambi di proprietà, saccheggi e crisi economiche, Gesualdo e il suo castello hanno vissuto un forte declino. Il castello è stato vissuto fino al 23 novembre del 1980 dalla famiglia Caccese, la quale lo abbandonò in seguito ai numerosi danni causati dal sisma dell’Irpinia.

Vivere oggi Gesualdo

Castello di Gesualdo
Foto di Rocco Savino

Attualmente Gesualdo lotta, come molti paesi dell’Irpinia, contro il fenomeno dello spopolamento, soprattutto dei più giovani, i quali sono costretti a cercare il proprio futuro altrove. Questo però non ferma le numerose iniziative e la voglia di voler vivere il più possibile i nostri paesi da parte di coloro che sono rimasti.

Chi resta ha l’obbligo di promuovere e valorizzare il proprio territorio, partendo dall’esperienza dei più anziani e dalle tradizioni, utilizzando nuovi canali di comunicazione e nuove forme di rete e di condivisione, magari ponendosi anche come obiettivo uno sviluppo lavorativo ed economico, nonostante sia, ogni giorno che passa, sempre più un miraggio. Dobbiamo preservare le nostre radici per noi, per chi è andato via, per chi verrà in futuro.

Autore Rocco Savino

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