Montefalcione - via Cardinal Dell'Olio

Via Cardinal Dell’Olio, la Route 66 montefalcionese

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Montefalcione - via Cardinal Dell'Olio

Dove si trova il cuore di un paese? Cos’è che gli pompa vita dentro, e lo tiene in piedi? Noi raccontiamo di storia, di tradizioni, per far conoscere il nostro paese al resto dell’Irpinia, ma se ci chiedete dov’è che riconosciamo il volto vero, l’anima ancora in vita  di Montefalcione, cosa rispondiamo?

Il nostro paese straripa di storia, tra edifici e reperti che potrebbero renderci l’orgoglio d’Irpinia; ma l’odore di vita, quella pulsante, di adesso, non è dall’eco dei secoli andati che arriva. Quando il paese si spoglia della veste elegante e formale del suo passato, si rilassa e si rivela nella sua forma più pura, quella di cui ogni montefalcionese si sente parte. E lo fa al meglio su una linea di terra che gli attraversa il centro, una spina dorsale di pietra e asfalto. La strada principale, Via Cardinal Dell’Olio, è arteria primaria che riversa vita nel mezzo del paese, si tuffa nella piazza principale e si arrampica verso la cima della collina. Non é un caso che la maggioranza delle attività commerciali e tutti i grandi eventi del paese siano inscindibilmente legati al percorso di questa strada. Dominava già nei giorni senza elettricità, quando era solo terra battuta a sostenere il peso di zoccoli carichi e cocciuti. Domina oggi, nell’era moderna, con il suo flusso di vite che dà anima al paese.

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MONTEFALCIONE - VIA CARDINAL DELL'OLIO (1)

Ricorda la Route 66 del mito americano, l’aorta dell’American Dream; ma mentre il sogno americano marcisce, assassinato dal cinismo travestito da modernità, sul lato della 66, essa stessa reclamata dalla polvere e dal deserto, Via Cardinal Dell’Olio sopravvive, si adatta e rimane. Una linea concreta nel mezzo tra illusioni e realtà, immune a entrambe.  Perché mentre la madre delle strade americane se l’è inghiottita il capitalismo, lasciando orfani i sognatori d’oltreoceano, la nostra arteria continuerà a pulsare finché sognatori ce ne saranno, perché l’una smette di esistere senza gli altri. Da sola non è che una lingua d’asfalto tra due file di vecchi edifici e senza di lei noi non saremmo che illusi vagabondi senza meta.

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Foto di Marika Angiuoni

E i sogni di libertà e felicità si fanno più solidi su questa strada. Si fondono a polvere e pietra, birra e fumo di sigarette. Il nostro io ideale si fa più reale, più audace; noi montefalcionesi siamo più concreti su questa strada. Che domani porti quel che porti che su questa via si diventa liberi dal tempo, si assaggia un pezzo d’immortalità. Si sfida la notte a una gara di resistenza, si brinda al giorno appena morto e  a quello non ancora nato. I sogni mutano, le ambizioni che ci  portano lontano, ma via Cardinal dell’Olio resta un punto fisso nell’universo che ignora le leggi della fisica, e sta li a salvarci ogni volta.

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La si avverte pure di giorno quella vibrazione vitale, a giri più bassi, come se stesse riscaldando il motore. É di notte, però, che la strada si mette in ghingheri, che mostra il suo vero volto. Il volto dei brindisi tra amici che ci fanno sentire a casa. Il volto di sguardi trasversali, che si trasformeranno in notti rubate alla solitudine o in storie che sfidano il tempo. È il volto degli amici con cui ridere o piangere, che senza non se ne può stare. È il volto della musica, che qui si libera in tutte le sue forme; che da accordi incerti e rime insicure ha plasmato artisti che calcano palchi più grandi di Montefalcione, ma che Montefalcione se lo portano nel sangue. È il volto dei bar che chiudono, dei neon che ancora fanno a gara con la luce dell’alba, riluttanti a spegnere la notte; ma è solo un arrivederci che domani si torna tutti qui, a celebrare ancora la vita.

neon_montefalcione

In un giorno grigio e gonfio di pioggia torno a camminare lungo questa strada. Via Cardinal Dell’Olio sembra essere in letargo, in silenziosa attesa. È vuota, come capita solo nel mezzo dell’inverno, ma questo è un inverno che va avanti ormai da un’anno.  Il grigiore sembra essersela inghiottita la via, e il silenzio pare aver concluso i festeggiamenti in maniera definitiva. I pochi volti che si incontrano sembrano aver perso quella vitalità che rende questa strada subito riconoscibile, e sembrano chiedere con disperata speranza quand’è che torneremo su questo cuore pulsante a pompare vita. Pure gli incubi, però, sono destinati a finire. E quando questo capitolo arriverà finalmente a termine Via Cardinal Dell’Olio sarà ancora li ad attendere paziente, a darci ancora una volta un posto dove sentirci vivi. A darci ancora una volta una casa.

 

Articolo a cura di Davide Lepore

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