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Chiesa di San Bartolomeo Apostolo: la “Mamma” dei vallatesi

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san bartolomeo

Nel centro storico di Vallata svetta la Chiesa Parrocchiale dedicata a San Bartolomeo Apostolo, icona dell’evoluzione storica, tanto da aver assunto il nome di “Chiesa Madre”. Infatti, pur avendo subìto rifacimenti e ristrutturazioni nel corso dei secoli, costituisce uno dei simboli più antichi del paese, nello specifico, gli elementi più antichi della Chiesa sono costituiti dalla Cripta, il portale d’ingresso e l’altare.

In posizione dominante rispetto al centro abitato, definisce e caratterizza lo Skyline del borgo donandogli carattere e distinzione.

La distruzione causata dall'evento tellurico del 1962

Il 21 agosto del 1962, violente scosse di terremoto misero in ginocchio l’Irpinia e il Sannio, ma l’evento fu definito dai giornali dell’epoca “terremoto bianco”, infatti pur non avendo portato al collasso gli edifici provocò delle cicatrici profonde, tanto da rendere inagibili molti fabbricati. Dalle ricerche emerografiche la situazione in Irpinia risulta drammatica, migliaia di sfollati, i vicini centri urbani di Melito Irpino e Apice vengono evacuati definitivamente, in questa situazione di caos anche la Chiesa Madre di Vallata subisce ingenti danni, tanto da rendere necessaria una profonda ristrutturazione. 

Semplicità ed essenzialità della fede: la Chiesa Madre oggi​

La Chiesa Madre, grazie alla ristrutturazione, assume un aspetto più semplice e lineare: impianto a tre navate a soffitto piano che sostituisce la precedente copertura con volta a botte. In questo periodo viene introdotto il rosone vetrato in facciata, dedicato alla SS Vergine Assunta in Cielo: non è la solita rappresentazione raffigurante la Madonna con lo sguardo rivolto al Cielo, infatti, la testa della Vergine è chinata verso il basso e il suo sguardo è rivolto verso terra a guardare il paese sottostante dalla sua posizione dominante. L’impianto, è caratterizzato da vetrate colorate che contribuiscono a creare una leggera illuminazione interna, generando un ambiente molto suggestivo.

san bartolomeo

Il 23 dicembre 1978, la Chiesa Madre è stata riconsacrata per la gioia di tutti i fedeli Vallatesi. Purtroppo, però, le calamità naturali non sono finite e, il 23 novembre del 1980, un altro terremoto colpisce il territorio irpino. In questo caso, fortunatamente, è necessario apportare modifiche unicamente al campanile che assume la conformazione che possiamo ammirare oggi. Recentemente, la navata centrale è stata coperta con una controsoffittatura lignea a cassettoni finemente decorati.

san bartolomeo

Entrando dall’ingresso principale, a destra c’è il battistero costituito da due vasche, una più ampia inferiore che, anticamente nel Cristianesimo, veniva utilizzata per praticare il Battesimo per immersione, e una superiore più piccola. Le vasche sono affiancate da due cervi in bronzo che si abbeverano. Nella parete che fa da sfondo al battistero si apre una vetrata in cui è rappresentato il Battesimo di Gesù ad opera di San Giovanni Battista.

La dedizione al patrono

Il 24 agosto si festeggia San Bartolomeo Apostolo, martire scuoiato vivo, a cui la comunità è devota. Infatti, la Chiesa non è l’unico elemento ad esso intitolato: a Vallata c’è anche una piazza chiamata San Bartolomeo, luogo di ritrovo e punto di aggregazione, al centro della quale si erge la statua del Santo Patrono.

piazza

I vallatesi nutrono un forte senso di appartenenza verso questa Chiesa che è tutt’oggi frequentata dai fedeli, soprattutto nei periodi estivi, infatti, essendo parte integrante del centro storico l’accesso non è particolarmente agevole nella stagione invernale caratterizzata da clima rigido con nevicate e gelate.

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