Via Roma a Santa Paolina

Il tombolo a Santa Paolina

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Via Roma a Santa Paolina
Fonte: foto del signor Iandoli Felice, dove si nota che alcune donne lavorano il tombolo (1952)

Il tombolo è un antico mestiere tramandato da generazione in generazione che col passare del tempo si sta dimenticando.
Le tradizioni, gli usi e i costumi di un paese sono molto importanti, aprono una finestra nel passato che guarda al futuro.

Cos'è ?

Il lavoro a tombolo è l’arte del ricamo realizzato a mano dalle donne del paese, una cultura millenaria che era insegnata alle bambine dall’età di sei anni.
Il merletto, ricavato dalla lavorazione, è chiamato “Tombolo” proprio come il cuscino su cui si lavora. Esso, di solito, è riempito di paglia rivestita da una spessa stoffa colorata e, per rendere il lavoro più pratico, è appoggiato su un cavalletto di legno chiamato, in dialetto, “scannetto”.

La signora Gemma mentre fa il tombolo.
Fonte: foto del signor Iandoli Felice. La signora Gemma mentre fa il tombolo

Per la lavorazione sono necessari: 

– Spilli di ferro: servono per bloccare il filo ogni volta che si termina una “passata”, inizialmente si utilizzavano spilli d’argento;

-Filo: il filo che si usa è molto importante per l’eleganza del lavoro, inizialmente si utilizzava del filo di lino, poi si è passati a quello di cotone;

-Disegno: si crea su un cartoncino specifico, si attacca con degli spilli al cuscino e si fanno dei fori man mano che si lavora;

-Fuselli: chiamati in dialetto “tommarielli”, sono lunghi bastoncini di legno, sull’estremità si avvolge il filo, sono sempre pari, poiché vi si lavora a coppie, sono minimo quattordici e aumentano con la difficoltà della lavorazione del disegno.

La scuola di tombolo a Santa Paolina
Fonte: foto del signor Iandoli Felice. La scuola di tombolo

I disegni e il numero di fuselli cambiano secondo la tecnica che si vuole utilizzare; per esempio, per fare la foglia d’uva occorrono circa 238 fuselli, mentre per creare una trina, se ne usano 14.
Le tecniche essenziali per iniziare a lavorare il tombolo sono: “la trina”,“la curva”, “la mezza passata”, che presenta una trama forata, e “il torcino”, un ricamo simile alla trina ma con un foro laterale; vi sono altre tecniche più complesse come “la rosetta”, un disegno a tre petali di cui due a torcino e uno a trina; e infine, abbiamo quelle antiche come “la spina di pesce” e “la foglia d’uva”.

La storia

Non vi sono notizie certe sulle origini del tombolo a Santa Paolina, in alcuni dibattiti s’ipotizzava fossero state le suore del convento di S. Caterina da Siena, in Montefusco, a portarlo nelle nostre zone.
Il Monastero di S. Caterina, costruito la fine del XVII secolo, iniziò a funzionare il 1 luglio del 1699 (vedi il volume di tre secoli di storia del monastero di S. Caterina da Siena pag.16).
Fatto certo, però, è che già nel 1600 vi erano, in Santa Paolina, lavoratrici di tombolo.

Infatti, le prime notizie documentate sui lavori di tombolo risalgono al documento dell’inventario delle Cose Mobili Sacre e non sacre della confraternita del SS. Rosario di Santa Paolina risalente all’anno 1689. In questo inventario si riporta che, l’altare della confraternita del Rosario ha in dotazione delle tovaglie di tela con pizzillo, ricevute in regalo; una croce di legno colorita con finimenti d’oro; quattro candelieri consimili; tre tabelle di legno dipinte con finimenti in oro (una della Gloria, una del Cenabo e l’altra dell’ultimo Vangelo); quattro frasche di fiori; due sopratovaglie di tela con pizzilli e cose varie.

Gina Spinelli e Antonietta De Guglielmo alle prese con il tombolo (1984)
Fonte: foto del signor Iandoli Felice. Gina Spinelli e Antonietta De Guglielmo alle prese con il tombolo (1984)

Quest’arte ha radici profonde ed è molto amata dai cittadini, infatti, come ci conferma il presidente della Pro Loco, Giuseppe Silvestri, la scuola di tombolo è stata fondata a luglio del 1993, organizzata dalla Pro Loco di Santa Paolina. I primi due anni erano basati sull’apprendimento della trina ed era chiamato “corso di primo livello”. Le prime maestre sono state Eva Spinelli, Renata Ianuario e Fiorella Egidio, successivamente collaborò con continuità Amira D’Alelio, Giulietta Spinelli e tante altre. Nel 1996, per riprendere anche le lavorazioni antiche, furono istituiti due corsi chiamati: il tombolo moderno e il tombolo antico. Il tombolo antico, in particolare, aveva come insegnanti: Aurora Ricciardelli per insegnare la “foglia d’uva”, Rosalia Egidio per insegnare la “spina di pesce” e Antonietta Panza per insegnare altri tipi di pizzi antichi tra cui a “c’entra e iallo” e la “mennola”.

Durante tutti questi anni, poi, si sono succedute molte maestre tra cui Bernardina Spinelli, Egidio Fiorella e Mariagrazia Diana e volontarie del servizio civile della Pro Loco. Oggi lo staff organizzativo è curato da Gaetana Cirino coadiuvata da Antonella Sellitto.

Sia il tombolo moderno che quello antico rappresentano un pregiato tipo di lavorazione che appare come vanto e orgoglio per l’intera comunità, esso è esportato in tutta Italia e anche all’estero. 

Il tombolo è un’opera d’arte che richiede tanta pazienza e una meticolosa dedizione.

Autrice: Gina Iandoli

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