La vendemmia è tradizione

La vendemmia è tradizione

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La vendemmia è tradizione
Fonte: www.taccuinigastrosofici.it

Salve cari lettori vorrei raccontarvi della vendemmia, da quando è sorta, com’è il suo procedimento, ma prima di arrivare a questo, alcuni di voi si pongono questa domanda: “Cos’è la vendemmia? “, la vendemmia è inteso come il periodo dove si raccoglie l’uva. Il periodo è tra Settembre e Ottobre, tuttavia il suo indice di raccolta varia dalla zona, poiché si tiene conto del clima e dalla tipologia del vino. La vendemmia è una tradizione conosciuta da molti anni, addirittura secoli, ed è apprezzata sotto agli occhi di tutti gli amanti del vino e dell’agricoltura, ma cosa rende così speciale tutto ciò ? È lo stare insieme, passare una giornata diversa dalle altre, una festa volta alla collaborazione reciproca. Molti Paesi lavorano nel settore del vino, questa volta mi soffermo su un punto minuscolo della cartina geografica, però per me è un punto tanto grande, ovvero Santa Paolina, uno degli otto comuni della provincia di Avellino che produce il Greco di Tufo, una qualità DOCG. 

Storia della vendemmia

Prima di raccontarvi la mia esperienza di questi giorni, è giusto soffermarsi prima sulla sua storia. Secondo alcune fonti,  la vendemmia è sorta sin dal 10.000 a.C., dove si potrebbe dire che sia la prima testimonianza di una lunga tradizione, difatti gli uomini di quel tempo si dedicavano alla coltivazione della vite, come nella Mezzaluna Fertile (Medio Oriente) con la raccolta dell’uva che veniva preservata fin al momento della pigiatura. Fino ai nostri tempi giungono numerose testimonianze scritte sulla raccolta dell’uva, il suo significato di sacralità, infatti rendevano grazie agli dei. Questa parte fa capire come all’epoca (e ancora oggi) il grande significato sociale della viticoltura e della vendemmia stessa.

Dal lavoro alla festa

Nel mio vigneto a Santa Paolina, la vendemmia è tradizione iniziarla al mattino presto intorno alle 8. I partecipanti, per lo più familiari, muniti di forbici e una cassetta (contenitore per depositare l’uva) o come si dice dalle mie parti “cascetta”, si recano nel territorio scegliendo una fila ben precisa per poter iniziare la raccolta; la predisposizione ideale per la raccolta dell’uva è di due persone per lato della fila, in modo tale che ognuno possa fare una parte, facilitando il lavoro. Dopo aver terminato una fila, si passa a una libera o quella successiva fino al termine di tutte le altre. La difficoltà di questa mansione è lo stare spesso accovacciato , provocando, per chi non fosse abituato, un leggero mal di schiena, alleviato dalle chiacchierate che avvengono tra le persone. Le cassette piene rimangono dove sono, perché poi spetta ad alcuni di caricarle sul trattore e infine svuotarle nei cassoni. Dopo aver raccolto tutta l’uva, i partecipanti si preparano ad accomodarsi a tavola e a festeggiare con un banchetto la fine di questo periodo, coniando il divertimento con la soddisfazione del lavoro compiuto, solo per questo ne vale la pena partecipare.

La tradizione del vino e del tombolo
Fonte: Facebook @santapaolinaproloco

Dal grappolo al vino

Dopo la raccolta le cassette piene d’uva, vengono portate nella cantina, dove avviene la vinificazione del rosso secondo questi passaggi :
1. Inizia dalla pigiadiraspatrice, macchinario che compie la spremitura degli acini dell’uva e la separazione del mosto da raspi e bucce;

2. Contenitore, serve per tenere i residui della spremitura, dove con l’operazione del “rimontaggio” si ottiene una fermentazione ideale. Finito il suo processo, si divide la parte liquida e la vinaccia, quest’ultimo viene introdotto nel torchio ;

3. Torchio, strumento fondamentalissimo perché consente la spremitura della vinaccia (residuo della buccia d’uva);

4. Botte, ultima fase del procedimento, di cui contiene il vino, ricavato dal contenitore e dal torchio. Dopo un mese si effettua il primo travaso e poi un altro tra Gennaio e Febbraio nelle altre botti. Finalmente si può bere. 

Non molto tempo fa

La vendemmia di una volta era priva di comfort industriali :
-come nel caso del trattore, infatti le cassette piene d’uva venivano trasportate a mano fino alla cantina locale.
-la spremitura all’interno del tino , avveniva con i piedi e non come adesso  che la maggior parte utilizza la pigiadiraspatrice.
-gli utensili per raccogliere, l’uva erano più rudimentali rispetto alle comuni forbici.  Es.  la roncola.

Sono giunto alla conclusione, ovviamente è solo una parte di questa tematica, per chi fosse più curioso, ci sono altri articoli più dettagliati a riguardo. Voglio esprimere una mia opinione: ogni tradizione valorizza il proprio territorio e spero con tutto il cuore che queste possano rimanere immortalate nel tempo e non dimenticate, in questo modo manteniamo il ricordo vivo di chi con tanta gioia, amore e passione ha arricchito la cultura del nostro patrimonio.

Autore: Raffaele Bonito

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