Storia

Arte artigiana Sant’Andreana Fontana nei giardini dell'episcopio.

Arte artigiana Sant’Andreana

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Irpinia World continua ad accompagnare i suoi lettori in quel viaggio fatto di memoria ed attualità che avrà come tappa finale la rivalutazione e riconsiderazione dei nostri territori, valorizzandone i pregi, obliterandone i difetti, per riacquisire consapevolezza e stima di quanto abbiamo ed è stato costruito. Sant’Andrea di Conza vi mostrerà le bellezze della sua arte per cui è conosciuto da sempre, speranzoso di poter accogliere presto tra le sue stradine chiunque legga della sua storia, piacevolmente desideroso di creare un legame di ospitalità non solo più “virtuale”.

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Greci panorama

”Greci”: piccolo immenso mondo

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Chiudete gli occhi e immaginate per un attimo di trovarvi a 823 mt. sul livello del mare, con il venticello fresco che vi accarezza la pelle, l’aria pura che s’insinua nei polmoni e la melodia dei campanacci in sottofondo. Come vi sentite? E’ così che mi sento io ogni ogni volta che passeggio per le strade del mio piccolo Paese: viva, leggera, fortunata.

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Il ponte del molino- Nicola Palizzi

Ricostruiamo il Mulino di Montella

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L’alimentazione dell’uomo ha sempre avuto, soprattutto in questo angolo di mondo, come cardine il pane e in generale la farina. Ma prima di questo è indispensabile avere un mulino. Oggi vi racconto la storia di quello di Montella e del progetto di recupero. Oggi vi racconto la storia del Mulino di Montella e del progetto di recupero. Oggi vi racconto la storia del Mulino di Montella e del progetto di recupero.

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dialetto lionese

La G di “atta”. Il dialetto lionese come codice criptato delle tradizioni.

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Il dialetto rappresenta un codice all’interno del quale sono criptate tutte le contaminazioni culturali, tutti i luoghi figurati e materiali del nostro passato e l’intero albero genealogico di una comunità fin dalla sua genesi. Quando lo parliamo l’aura dei nostri antenati ci circonda, sentiamo il profumo dei nostri nonni, la voce della vecchia vicina che chiamavamo zia, ma che in realtà era una nonna anche lei e guai a dirlo a quella vera! Quasi certamente per descrivere il pentolone stracolmo di ravioli che la nonna preparava per essere lei la regina indiscussa del nostro cuore, si potrebbero utilizzare una miriade di parole diverse, ma l’unica e sola è la parola “callàra”. Il motivo della sua unicità è racchiuso nella capacità insita di rievocare le mani sporche di farina un po’ corrose dagli anni e allo stesso tempo la cucina in muratura alimentata a fuoco vivo, meglio detta “fornacella”. Una parola, una tradizione da sviscerare.

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Palazzo Filangieri di Lapio (Interni)

Palazzo Filangieri: la magia delle pietre

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Qualche giorno fa, vista la marea di tempo libero a disposizione, ho scelto di sistemare qualche scatolone in soffitta. Tra la polvere e il disordine totale ho ritrovato una vecchia fotografia di qualche decennio fa che raffigura il castello Filangieri, o per meglio dire il palazzo baronale. Buttando un occhio alla finestra si intravede, sullo sfondo di una cartolina stupenda, la vecchia torre di guardia del palazzo. E’ il momento giusto per fare una fotografia!

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